Linked Heritage: il genere di "Innovazione" e' femminile! - Pionero
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Linked Heritage: il genere di “Innovazione” e’ femminile!

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  8 marzo, 2013  |  Nessun commento
8 marzo, 2013
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Scrivo oggi perché dicono essere un giorno importante. Dicono oggi, ma poi i miei colleghi di genere se ne fottono il resto dei giorni.

Invece di retorica o altre amenità, vi racconto di una giornata che ho vissuto attorniato da donne, da bibliotecarie, da studiose, da curiose, da competenti: Il patrimonio culturale digitale verso Europeana e CulturaItalia: aspetti tecnici e metodologia.

Lo ammetto, non ne avevo molta voglia. Giornata meteorologicamente pessima, ma Anna me l’aveva consigliata e di lei mi fido. Arrivo al Bo completamente zuppo e salendo mi accorgo che sono circondato da bibliotecarie!

Registrazione: una serie di libretti che mi sorprendono positivamente. “digital cultural content: guidelines for geographic information“, “lightweight information describing objects (LIDO)“, “your terminology as a part of the semantic web recommendations for design and management“. Li scorro mentre attendo l’inizio e mi sorprendo assieme ad Anna della qualità e della sintesi.

Inizia. Laura Tallandini introduce brevemente e dà la parola a Rossella Caffo che racconta di linked heritage, Europeana. Racconta dell’importanza della digitalizzazione e dell’uso strategico di Europeana come piattaforma di interoperabilità a partire proprio dal multilinguismo. In Europeana sono presenti oltre 26.000.000 di dati. Prosegue Caffo dicendo che Europeana sostiene l’aggregazione a livello tematico e nazionale per evitare il rapporto 1:1 e sottolinea l’importanza di lavorare sui metadati dei dati. Su questo lavora Culturaitalia che si propone come l’aggregatore per l’Italia di Europeana. Di seguito illustra il progetto Athenapuntando ai musei ha inviato 4.000.000 di dati ad Europeana. Ha affrontato problemi di copyright, linked open data, metadatazione, terminologie controllate, identificatori preesistenti, confronto con gli editori e detentori di archivi. A fronte di questa ottimizzazione ha introdotto gli Istituti aderenti al progetto al passaggio di  Europeana alla licenza CC-0 sulla parte descrittiva (metadato) e alla scelta sul dato. Caffo, con una sfumatura di amarezza riscontrava che la componente italiana, presente con 1.500.000 dati con licenza cc-by-sa nel 2012 al passaggio alla cc-0 sono stati oscurati per la metà, a causa della non adesione.

Di seguito ha elencato la componente informatica:  LIDO (harvesting per aggregare metadati) e MINT (servizio web aggregazione contenuti). In chiusura ha raccontato della piattaforma internetculturale per la condivisione delle biblioteche che vogliono partecipare a  e Europeana alle quali o offrono ospitalità o software MAGTECA (opensource) per il protocollo OAI PmH schema MAG.

Successivamente relaziona Marzia Piccininno che ha spiegato nei dettagli come aggregare contenuti per Europeana evidenziando gli aspetti tecnici e procedurali. Ha illustrato il sistema di Linked Heritage descrivendolo come un “aggregatore cieco cross-domain” che funziona solo da repository per memorizzazione dei metadati. Su Europeana ci sono 131 aggregatori che portano a oltre 1200 fornitori singoli, e bisogna tenere conto che Europeana non accetta solo metadati o cataloghi di essi, ma sempre se collegati ai dati. Per questo MINT ( Metadata interoperability Service) è opensource – carica, mappa, valida e pubblica i metadati su europeana; il core di MINT è LIDO (lightweight information describing objects) che è uno schema di harvesting XML. Infine ha anticipato le evoluzioni di MINT: multi linguaggio, mantenimento delle URL, identificatori persistenti, identificazione dei duplicati, conversione in EDM (Europeana Data Mode).

Si va alla pausa.

Si ricomincia.

Sara di Giorgio: anticipa dati.culturaitalia.it tutti in CC-0 opendata e linked opendata e prosegue parlando di scraping, RDF, triple, web semantico e dbpedia. Prosegue accennando ai servizi sparql e licenze in cc-by-sa e cc-0 spiegando che il vantaggio per Europeana di diffondere le API consiste nel poter diffondere il più possibile il catalogo dei dati  e a questo serve il cc-0 sui metadati. Gli argomenti fluiscono e riprende approfondendo quanto trattato dagli interventi precedenti. Segue Antonella Zane: che illustra il lato “didattico” di  Linked Heritage: learning objects basati su piattaforma Moodle. Su questi scriverò di seguito, quando saranno pubblicati gli atti dell’incontro e perché penso proprio di approfondire, anche perché l’intervento di Maria Teresa Natale dell’ICCU che ha sviluppato proprio il concetto del multilinguismo e di come aggregare le terminologie e di classificarle integrandole tra le varie traduzioni. L’importanza, notava, consiste proprio nel creare dei vocabolari che, sfruttando le peculiarità linguistiche, possano generare dei significati più complessi.

A conclusione di quanto detto, c’è stato un intervento di Antonella De Robbio, che finalmente ho conosciuto, che accennava all’uso e all’applicazione delle varie licenze d’uso: se le CC aggregano il dato e il metadato, forse sarebbe meglio iniziare anche ad usare le Opendata Commons che tendono a considerare separati il dato dalla sua descrizione. Questo perché la base archivistica tende a prediligere la “mano libera” sui cataloghi prima ancora che sui dati: il concetto è semplice quanto nodale perché prima ancora dei dati è importante avere totalmente libera la descrizione. In questo modo la macchina può leggere i cataloghi e sapere tutto il contenuto di essi, per poi avviare una ricerca selettiva e infine un accesso al dato….

Affronterò in altre occasioni questi temi, ma in questa giornata ho voluto semplicemente raccontare come ogni luogo comune sfumi di fronte alla competenza. Ho imparato tantissimo in sole 6/7 ore di convegno e la cosa straordinaria era che tutte queste persone sono delle donne che non avevano remore a condividere l’enorme bagaglio di studi.

 

Questo articolo lo dedico, in questa giornata a mia moglie e mia figlia e alle tante donne che conosco: mi fanno capire ogni giorno la differenza che c’è tra uomo e maschio.

 

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