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Wifi pubblico a Napoli, sponsor per un un wifi realmente free

Wifi pubblico a Napoli, sponsor per un un wifi realmente free
3 minuti di lettura

Lavorare su un progetto di wifi pubblico innovativo, che consenta di realizzare un sistema ancora più completo e aggiornato per la città di Napoli. Il capoluogo campano è in fermento: a spiegarci i cambiamenti in atto è Felice Balsamo, dello staff del sindaco De Magistris.

“L’attuale rete wifi cittadina del comune di Napoli è stata attivata nel 2011, con la precedente amministrazione del sindaco Jervolino. Il progetto, al momento, è relativo solo alla copertura di Piazza Municipio, Piazza Bellini, Galleria Principe, Piazza Dante, Molo Beverello. Nel 2012, in occasione dell’America’s Cup, la rete è stata estesa anche nella parte centrale della Villa Comune di Chiaia, sul Lungomare, e presso la rotonda Diaz, in occasione dei Campionati Italiani di beach Volley”.

Una copertura circoscritta, relativa alle zone centrali della città, una porzione di territorio limitato rispetto al numero dei suoi abitanti: solo i residenti, infatti, sfiorano il milione, cifra che viene praticamente doppiata nei giorni di massima affluenza. Proprio per questo l’attuale Amministrazione sta lavorando per estendere la rete, compatibilmente con i tagli alla finanza pubblica e la spending review.
“L’Amministrazione De Magistris ha iniziato, fin dai primi mesi del suo insediamento, uno studio per estendere la rete wifi soprattutto presso le biblioteche comunali situate in periferia e negli spazi esterni alle municipalità, proprio per coprire punti centrali in tutti i quartieri. Per una città come Napoli, utilizzare tecnologie non open source ma proprietarie comporta costi improponibili per definirla una connessione gratuita. È bene ricordare che anche un solo euro speso da un ente pubblico per la copertura del wifi è, di fatto, un costo che il cittadino subisce. L’attuale sistema wifi in via di dismissione (realizzato nel 2011) è troppo oneroso ed è in scadenza contrattuale. A oggi si sta attuando una nuova filosofia grazie ai contratti di sponsorizzazioni. In pratica i gestori possono coprire con i loro sistemi ‘lotti’ sul territorio cittadino, veicolando pubblicità sui dispositivi mobili. In tal modo i costi di gestione della rete wifi sono sostenuti dalla vendita di spazi pubblicitari gestiti dal privato, e il costo del sistema verso il cittadino è realmente gratuito. Volendo, il gestore può anche vendere propri abbonamenti wifi”.

Al momento, l’accesso in rete avviene attraverso il servizio di autenticazione di Telecom Italia, basato sull’utilizzo del canale SMS: una volta selezionata la rete Comune-NA Piazze WIFI dal proprio dispositivo, basta registrarsi sulla pagina di login, inserendo il proprio numero di cellulare.
 “Nella configurazione attuale (pre 2011), il cittadino ha un limite di ore pari a 2 al giorno. Nella configurazione ‘sponsorizzata’, invece, ogni gestore deve assicurare la navigazione gratuita pari a 2 ore al giorno o a 100 Mbyte/giorno. Tali valori sono ancora da decidere, ma come unità di grandezza saranno simili a quelli indicati. Il SSID, cioè il nome visualizzato sui dispositivi mobili, dovrà essere ‘NapoliCloudCity’: qui ci si autenticherà per la navigazione gratuita. Ogni operatore potrà creare un proprio SSID (ad esempio AnziendaSRL) per poter vendere propri abbonamenti senza limiti. Di fatto, dunque, tutta la rete wi-fi sarà integrata con i diversi fornitori privati che aderiranno all’iniziativa. Non esisteranno reti di proprietà comunale: i privati, per aderire alla rete comunale, dovranno fornire un SSID gratuito per 2 ore, un nome standard NapoliCloudCity e una pagina di login (Capitve Portal) del comune stesso”.

L’utilizzo delle sponsorizzazioni, conclude Balsamo, consentirà di non gravare con alcun costo sul cittadino, e di avere un wifi realmente free, caratterizzato da alcuni elementi specifici, tra le quali funzioni di geo-localizzazione per contenuti turistici e culturali, avendo diviso il territorio in lotti, oltre alla possibilità di business, sia per grandi operatori, sia per quelli emergenti. Questo oltre, ovviamente, ad affidare a una pluralità di aziende la gestione del wifi in una città a forte vocazione turistica. Nei prossimi mesi, dopo i risultati ottenuti con i primi 4 lotti, provvederemo ad estendere la rete in altri lotti e a gestire i contenuti turistici e informativi per ogni access point”. I contenuti e il cuore informatico del progetto, infatti, saranno gestiti direttamente dalle scuole: “il nuovo sistema prevede la collaborazione delle scuole, con il recupero di un progetto già sviluppato su Scampia. In pratica gli Access Point non veicoleranno solo la normale navigazione internet, ma soprattutto informazioni turistiche e culturali gestiti da singole classi, che ne adotteranno uno ciascuna e ne cureranno i contenuti”.

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Foto del profilo di Simona Silvestri
Giornalista pubblicista, appassionata di scrittura e di tutto quanto ciò che riguarda i media e la comunicazione, nomade per necessità, curiosa per natura. Laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Perugia, quando non scrivo di tecnologia e innovazione mi occupo di economia, sociale e cultura.

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