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Sistemi di pagamento mobile: i social chiedono piu’ sicurezza e meno confusione

Scettici e dubbiosi: il mondo dei social ci dipinge così verso i sistemi di pagamento mobile
2 minuti di lettura

Smartphone e pagamenti mobile, basta la parola. Anzi, basta un clic. Lo dicono tutti, lo fanno – ancora – troppo pochi. Preoccupati da questioni di sicurezza, sia sulle modalità dell’operazione, sia sull’assenza di assistenza post vendita, sia sulle tante, troppe modalità che finiscono col confondere il consumatore.

E, quindi, i pagamenti mobile non decollano. Ora, però, almeno sappiamo chi, cosa, perché e dove: grazie ad un’apposita indagine promossa da Mastercard e Prime Research, e lanciata al recentissimo Mobile World Congress di Barcellona, infatti, è stato possibile raggiungere due importanti obiettivi.

Primo: sfruttare l’impatto mediatico dei social network, Facebook e Twitter in primis (ma anche blog e forum online), su un argomento capace di suscitare altissimo interesse, come confermano gli 85 mila commenti dedicati, in tutto il mondo, alle pratiche di pagamento mobile. Secondo: confermare la teoria secondo la quale i dubbi derivanti dalla mancanza di chiarezza e dalla poca percezione di sicurezza sopracitate, alla fine, funzionano da deterrenti all’uso dei pagamenti via smartphone.

Tecnicamente parlando, lo studio ha preso in esame le conversazioni degli utenti nell’arco di sei mesi, raccogliendo dati relativi a 43 mercati in ben 26 lingue. I commenti generali sull’argomento dei pagamenti mobili risultano più positivi da parte di chi non li ha ancora effettivamente adottati (il 76% usa toni positivi o neutri) rispetto a quelli che hanno iniziato a sperimentarne l’uso (58% di positività). Il che, evidentemente, non invoglia nuovi, possibili consumatori del servizio a provarci (o riprovarci, nel caso di riscontrati problemi).

Però i dubbi principali, una volta sciorinati sui social, ora li conosciamo tutti e possono essere combattuti: ancora una volta, quindi, i social network si sono rivelati la miglior fonte naturale di riscontro oggettivo, peraltro atto – nella fattispecie – al miglioramento di una tipologia di servizio che, in tutto il mondo, si vuole far decollare per unire il risparmio del consumatore alle possibilità aggiuntive del venditore.

In ultima analisi, è importante anche osservare come, a livello geografico, siano i cittadini europei a commentare maggiormente i pagamenti “mobili” sulle reti sociali, i quali comunque sono anche quelli più scettici sul loro utilizzo, discutendo in maniera maggiore di temi quali la sicurezza e con riserve sulla diffusione del sistema su scala mondiale.

Il paragone immediato è con gli Stati Uniti, dove ad esempio alla sicurezza prevale l’interesse per la compatibilità dei pagamenti “mobili” con altri sistemi di transazione e anche l’insieme dei vantaggi che questo sistema di pagamento può portare. Questione di mentalità, evidentemente. O soprattutto di fiducia e di “consapevolezza” tecnologica?

 

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