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Open e sempre piu’ smart: Udine e’ una city a misura di cittadino

Open e sempre piu’ smart: Udine e’ una city a misura di cittadino
6 minuti di lettura

Un comune a tutta innovazione. Udine si riconferma amministrazione attenta ai temi dell’innovazione e dell’inclusione digitale grazie a due progetti sviluppati nel corso dell’ultimo anno, “Open Udine” e “Non è mai troppo digital”. Due progetti legati da un unico filo conduttore: l’inclusione dei cittadini, il primo in un’ottica di partecipazione al governo della città, il secondo in tema di alfabetizzazione informatica, sfruttando una serie di video online per contrastare il digital divide. Ne abbiamo parlato con Paolo Coppola, assessore all’Innovazione ed E-Governement, e Marina Galluzzo, responsabile dell’Ufficio Comunicazione del comune di Udine. 

Udine si conferma ancora una volta come uno dei comuni più all’avanguardia in termini di innovazione: con i due progetti “Non è mai troppo digital” e “Open Udine” avete puntato sull’alfabetizzazione digitale e il coinvolgimento dei cittadini. Cosa vi ha spinti verso questa direzione?

Come amministrazione comunale abbiamo fatto dell’innovazione e della trasparenza due pilastri della nostra azione. Non a caso l’assessorato all’innovazione ed e-government, comprende anche le deleghe alla trasparenza e alla comunicazione. I due progetti “Non è mai troppo digital” e “Openudine” sono lanaturale conseguenza di questa visione che mira da un lato a rendere la comunità “smart”, per permettere ai cittadini di fruire al meglio della città che cambia, attraverso servizi innovativi, supportati da nuove tecnologie; dall’altro di garantire la massima trasparenza  e partecipazione alle scelte di governo della città. “Openudine” è infatti uno strumento che permette ai cittadini di seguire e valutare l’operato di ogni singolo eletto (Sindaco e Consiglieri comunali) e dei singoli assessori. Il cittadino può anche intervenire con commenti e opinioni sui singoli atti in fase di discussione. “Non è mai troppo digital” è, invece, una delle tappe che spontaneamente un’amministrazione dovrebbe intraprendere nel percorso di realizzazione di servizi e infrastrutture innovative, al servizio dei cittadini. Credo invece che spesso il problema del digital divide sia stato in questi anni sottovalutato anche a livello nazionale. Trasparenza, partecipazione, innovazione e coinvolgimento della propria comunità (anche attraverso iniziative di sensibilizzazione e inclusione) sono del resto oggi precisi doveri istituzionali della pubblica amministrazione, dal livello locale al livello nazionale.

Quanto è complesso in questa particolare fase economica che stanno vivendo gli enti locali mettere l’innovazione come uno dei punti basilari del proprio programma politico?
È molto complesso. Spesso si dice che si può innovare senza grandi investimenti, a patto di avere buone idee. La mia esperienza mi fa dire che questo non è sempre vero. E’ invece vero che gli enti locali vivono oggi grandi difficoltà finanziarie e che, soprattutto nei temi dell’agenda digitale, non trovano concreto e adeguato supporto dai livelli superiori di governo. D’altra parte le nuove tecnologie ci aiutano a trovare soluzioni intelligenti per realizzare obiettivi ambiziosi a costi che sarebbero altrimenti proibitivi. Un esempio concreto: Udine è una delle poche città d’Italia ad aver realizzato la banda ultralarga. Questo grazie all’idea di sfruttare un’infrastruttura già disponibile, la rete fognaria, dove la fibra ottica è stata posata con tecnologie che hanno permesso di inserire i cavi dai tombini e quindi di evitare scavi e rifacimenti stradali, con conseguente evidente abbattimento dei costi.

A proposito di “Open Municipio”, siete stati il primo comune italiano ad aderire. Quanto crede sia importante lavorare su progetti di trasparenza e coinvolgimento, soprattutto in una realtà circoscritta come quella di un comune?
Dati e informazioni resi in tempo reale sono importanti per la trasparenza e la trasparenza deve essere intesa oggi come fondamento della democrazia. Questo concetto non assume una rilevanza diversa a seconda dei livelli di governo. E non si tratta di teoria ma di pratica democratica. Nei discorsi politici la parola trasparenza è una delle più utilizzate, ma di fronte a progetti concreti nascono perplessità e, a volte, resistenze. Essere trasparenti comporta anche un nuovo modo di gestire alcuni processi e in questo le strutture degli enti locali soffrono per la nota carenza di risorse. Tutto questo però non può ostacolare un percorso che ritengo inarrestabile per la precisa necessità della società odierna.

Qual è stata, a poco più di un mese dal suo avvio, la risposta da parte dei cittadini?
Le pagine sono quotidianamente visitate. Dati e informazioni sono liberamente navigabili. Per partecipare con commenti e suggerimenti, è invece necessaria la registrazione. Al momento i cittadini registrati sono circa un centinaio; un numero buono considerato che la pratica partecipativa in Italia è ancora poco diffusa, ma non ancora soddisfacente. I cittadini registrati danno anche un supporto per migliorare lo strumento e sono uno stimolo anche all’amministrazione e agli uffici, ad esempio quando esprimono la loro difficoltà nel comprendere i contenuti degli atti.

Quali sono i dati condivisi e ogni quanto vengono aggiornati?
Attualmente sono online, in tempo reale, tutte le proposte di delibera di Consiglio Comunale, e a breve saranno disponibili anche quelle della Giunta Comunale. Sono sempre forniti in tempo reale anche gli esiti delle votazioni sui singoli atti, anche a livello di singolo Consigliere; in tempo reale sono anche disponibili le modalità di votazione e le assenze al voto.

Passando a parlare di “Non è mai troppo digital”, la forza del progetto è quella di sfruttare un media tradizionale in maniera “innovativa”, per fare formazione: come siete riusciti a svilupparlo?
Il progetto è nato nell’ambito di un’idea più generale che si è tradotta poi nell’evento “Udinesmart”, pensato per far sì che l’intera città parlasse di nuove tecnologie e innovazione nei vari campi. Volevamo coinvolgere davvero tutti i cittadini, anche quelli che ritengono che le nuove tecnologie siano qualcosa di esclusivo per addetti ai lavori o per le giovani generazioni. Ci siamo quindi chiesti come raggiungere questo pubblico e abbiamo pensato al più tradizionale dei media, la TV, nella sua espressione più vicina: l’emittente locale maggiormente seguita a Udine. L’emittente ha compreso il progetto e ha messo a disposizione gratuitamente gli spazi nella fascia oraria più seguita (con circa 15.000 ascoltatori). Il format prescelto è stato quello delle “pillole informative” (durata 7-8 minuti); in nove puntate caratterizzate da un tono leggero e discorsivo, sono stati introdotti argomenti e temi del digitale quali: strumenti di comunicazione (dal testo immagini e video, alla e-mail e chat ); web sociale; comunicare con la PA , diritti del cittadino digitale (e-democracy, cittadinanza digitale); social network e new media, senza dimenticare la scuola.

Avete in programma, per il futuro, nuovi progetti di alfabetizzazione digitale?
Ribadisco che la Pubblica amministrazione deve inserire nel suo operare quotidiano progetti di questo tipo. Mi piacerebbe molto riuscire a realizzare un progetto che ho chiamato dei “punti civici”, che è una sorta di social network in cui vengono premiate con punti, grazie a delle smartcard con RFID, le attività con valenza civica che i cittadini svolgono in un anno e alla fine dell’anno i punti raccolti vengono trasformati in euro da destinare ad opere di pubblica utilità scelte con il metodo del bilancio partecipativo. Purtroppo il momento economico non è dei migliori e non sono sicuro di riuscire a trovare il finanziamento per il progetto. Come comune di Udine, stiamo anche per realizzare un’iniziativa di formazione/sensibilizzazione rivolta ai dipendenti che prevede anche interventi degli stessi dipendenti allo scopo di utilizzare al meglio e valorizzare le professionalità interne. Di certo si tratta di temi sui quali le Pubbliche Amministrazioni non possono operare in maniera occasionale e una tantum: auspico che Governo Regionale e Centrale comprendano l’importanza di indirizzare e supportare fattivamente tali iniziative in tutti i Comuni.



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Foto del profilo di Simona Silvestri
Giornalista pubblicista, appassionata di scrittura e di tutto quanto ciò che riguarda i media e la comunicazione, nomade per necessità, curiosa per natura. Laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Perugia, quando non scrivo di tecnologia e innovazione mi occupo di economia, sociale e cultura.

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