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Apple contro Samsung, ridotti i danni per l’azienda di Cupertino

Apple contro Samsung, ridotti i danni per l’azienda di Cupertino
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Sconfitta in tribunale per Apple: il giudice Lucy Koch rivede al ribasso i danni riconosciuti a Cupertino nell’udienza contro Samsung e ha ordinato un nuovo processo per alcuni prodotti della società sud coreana. La giuria aveva inizialmente, la scorsa estate, fissato a 1,05 miliardi di dollari la cifra che Samsung doveva pagare.

In ballo ci sono 14 prodotti Samsung che sono stati stralciati dal primo processo e sui quali bisognerà ristabilire l’entità dei danni. In sintesi Lucy Koh ha congelato una cifra pari a circa 450 milioni di dollari, e questo per ora porta l’ammontare del risarcimento ad Apple a circa 598 milioni di dollari, rispetto al miliardo di cui sopra.
Il nuovo processo dedicato a questi 14 prodotti dovrebbe tenersi solo dopo gli appelli sulla prima sentenza, il che significa che passerà diverso tempo prima di capire se quell’insieme di prodotti “vale” davvero 450 milioni, meno oppure (ma sarebbe oltre che imprevisto, grottesco) di più.

La decisione di Koch apre una nuova pagina nello scontro fra i due colossi, che si danno battaglia in tribunale in tutti i continenti scambiandosi reciproche accuse sul rispetto o meno dei loro brevetti. Una battaglia che ha un obiettivo comune: Apple e Samsung puntano ambedue ad affermarsi come leader di un mercato, quello degli smartphone, che secondo alcune stime quest’anno raggiungerà i 346 miliardi di dollari.
La “sconfitta” inflitta ad Apple dal giudice arriva in un momento difficile per Cupertino, alle prese con il calo dei titoli in borsa dovuto ai timori degli analisti sulla crescita della società in un contesto dove le concorrenza è sempre più agguerrita. I titoli Apple hanno perso il 30% dai picchi di qualche mese. “Non piace a me. E non piace neanche al consiglio di amministrazione né ai manager” ha detto l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, nei giorni scorsi durante l’assemblea degli azionisti riferendosi al calo dei titoli.

Una storia, quella di Apple contro Samsung, che comincia nel 2005, quando Apple decide di affidarsi a Samsung per la produzione di memorie flash per i suoi prodotti. Una partnership che si spinge senza intoppi fino al 2010, quando l’azienda coreana comincia a lanciare sul mercato prodotti molto simili all’iPhone. Durante una visita di alcuni executive Samsung a Cupertino, Jobs e Cook manifestano per la prima volta preoccupazione riguardo alla somiglianza fra i prodotti delle due aziende. E quando Samsung nel 2011 lancia sul mercato il primo Galaxy Tab, è la fatale goccia che fa traboccare il vaso.
Da allora Steve Jobs decide infatti di dichiarare la sua “guerra termonucleare” a Samsung, nonostante la contrarietà di Tim Cook, essendo Samsung uno dei principali fornitori di componenti per i prodotti Apple. Solo lo scorso anno l’azienda coreana ha incassato da Cupertino ben 8 miliardi di dollari.

Al di là di tutto, sembra essere proprio uno di quei casi in cui l’allievo supera il maestro: potendo conoscere con anticipo le strategie produttive di Apple, Samsung è riuscita ad anticipare la Mela e a proporsi in quei mercati – emergenti – in cui Apple non si era ancora decisa a mettere piede.
Vediamo ora cosa succederà con l’iPhone low cost, chissà che la guerra dei brevetti a quel punto non abbia più ragion d’essere…

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