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Elezioni e digitale: riflessioni e prospettive

Elezioni e digitale: riflessioni e prospettive
4 minuti di lettura

Chiudiamo con questo articolo l’analisi e il monitoraggio che abbiamo condotto sull’andamento della campagna elettorale per quanto riguarda il tema del digitale, come aspetto trattato nei programmi e come modalità utile alla comunicazione e alla partecipazione.

Ha vinto la partecipazione

Seguendo in queste settimane l’andamento della campagna elettorale per il tema del digitale, mi sembra di poter affermare che si è imposto un elemento di novità sugli altri. E si chiama partecipazione, in rete e in presenza. Partecipazione non tanto come componente essenziale del fare politica dei diversi schieramenti, che in gran parte hanno svolto una campagna tradizionale. Partecipazione, invece, come richiesta e pretesa di essere ascoltati e di porre sul tavolo le proposte avanzate. Non è un caso che sul tema del digitale diverse forze politiche, sulla spinta delle critiche e anche delle iniziative della società civile (come è stato il caso della Carta d’intenti per l’Innovazione) si siano impegnati a produrre programmi e agende di dettaglio, aprendosi anche a consultazioni online. E non è un caso che il fenomeno più sorprendente, come il consenso registrato dal Movimento Cinque Stelle, si sia sviluppato all’interno di una comunicazione che ha puntato sulla partecipazione, tanto in rete (soprattutto su facebook e twitter) quanto in presenza, nelle piazze, e cercando di coniugare le due modalità.

Ha vinto (anche) la comunicazione in rete

Non è neppure un caso che nell’ultima settimana prima delle elezioni l’attivismo maggiore in rete si sia registrato per i due leader (Grillo e Berlusconi) che hanno avuto una maggior crescita di consensi nell’ultimo periodo, come si riscontra su Social Web Politik, analizzato da Almaweb, che misura il ruolo dei singoli “seguaci” nelle discussioni. Interessante l’analisi di Riotta nell’ambito del progetto Tycho, scritta il 23 febbraio, e abbastanza preveggente sui risultati elettorali: “Bersani ha scelto una campagna elettorale da passista del ciclismo, senza accelerare né frenare e il web ne riproduce la strategia. La speranza del Pd è che il vantaggio dei sondaggi si mantenga in volata. Parallelo l’andamento di Monti, che non ha spunti di rilievo, mantiene le posizioni ma non sembra recuperare attenzione sulle riforme economiche. Opposto l’andamento di Berlusconi, che dalla proposta Imu in avanti procede a ondate, magari senza ribaltare i pronostici ma restando al comando del centro destra. Grillo in crescita nella conversazione twitter come nei sondaggi”. In qualche modo, quindi, i volumi della comunicazione in rete sviluppata intorno ad un leader sono stati testimonianza di interesse e hanno, a loro volta, prodotto interesse. La sintonia di questi andamenti con i risultati elettorali è stata senz’altro maggiore di quella degli ascolti televisivi, calanti in maniera omogenea a causa della sovraesposizione dei leader nelle prime settimane di campagna elettorale. La comunicazione in rete, quindi, non tanto utile supporto al confronto di opinioni e alla discussione politica, quanto specchio dell’andamento del consenso. Rivelatrice di attenzione, almeno fino a quando non ne migliorerà la capacità di utilizzo. Andando oltre la comunicazione unidirezionale.

E puo’ vincere il cambiamento

In questa legislatura, che si avvia senza una maggioranza predefinita sulle due Camere, ci sono alcuni elementi positivi che mi sembra significativo evidenziare:

  • il rinnovamento di gran parte dei gruppi parlamentari. Ad oggi ancora difficile da riportare in termini percentuali, ma certamente il ricambio interesserà almeno la metà dei parlamentari della precedente legislatura. Un rinnovamento che vede anche la presenza di diversi politici che da candidati hanno aderito alla Carta d’intenti per l’Innovazione, con competenze e interesse per i temi dell’innovazione;
  • la convergenza delle forze politiche (nei programmi e con i politici che li hanno preparati) su diversi temi dell’agenda digitale, dall’alfabetizzazione digitale alla banda larga, dallo sviluppo del commercio elettronico all’open government. Convergenza da provare anche nell’individuazione dei piani di azione, delle modalità da impiegare, nelle scelte rispetto al mercato. Ma convergenza certa nel riconoscimento dell’importanza del tema;
  • la necessità di sviluppare un confronto sui contenuti, senza dare per scontata nessuna approvazione, da perseguire conquistando invece il consenso sul merito dei provvedimenti;
  • la presenza di diverse proposte realizzate dalla società civile (come quella sul reddito minimo garantito, da parte del Basic Income Network), che portano ad un Parlamento sempre più trasparente delle istanze strutturate, subito traducibili in legge;
  • la richiesta sempre più stringente di trasparenza, di lotta alla corruzione e la disponibilità sempre maggiore di strumenti di monitoraggio, come è stata e sarà sempre di più ad esempio l’iniziativa di Open Parlamento.

Anche in una situazione di instabilità come sembra l’attuale, questi elementi positivi devono essere valorizzati al massimo, e senza perdere tempo.

Foto del profilo di Nello Iacono
25 anni di esperienza in campo tecnico, gestionale e manageriale. Consulente, Formatore e autore di diversi articoli e libri sui temi dell'organizzazione, del management, delle competenze e dell’innovazione dall’ICT, è attualmente partner di P.I.CO. Srl – società di consulenza organizzativa, e consulente Ricerca e Sviluppo del CATTID – Università La Sapienza– Roma. Da anni promuove iniziative in campo nazionale sui temi dell'innovazione ed è attualmente Vicepresidente dell'Associazione Stati Generali dell'Innovazione, di cui è anche fondatore.

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