Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn
in evidenza / Marketing / Social Media / Strategia / Turismo 2.0 / Web Marketing

Tripadvisor, e’ bufera nel genovese: ristoranti uno contro l’altro. Il confine tra giudizio e diffamazione

Tripadvisor è ancora al centro di polemiche cittadine
2 minuti di lettura

I rischi della rete corrono sul filo, soprattutto quando sono i commenti “liberi” a diventare giudizi potenzialmente determinanti per la scelta di questo o quel prodotto, o, nella fattispecie, di questo o quel ristorante. Ed ecco che a Genova la goccia fa traboccare il vaso di Tripadvisor.

Sul portale turistico internazionale, basato su recensioni, segnalazioni, consigli e voti della cosiddetta cittadinanza attiva, ossia chiunque viaggi, mangi o si fermi in un posto in giro per il mondo, pare che in quel di Genova si sia passato il limite. Nel senso che non si esprimono più liberi giudizi, ma si denigra deliberatamente il concorrente solo per danneggiarlo a livello di accessi.

Almeno questo è ciò che sostiene Giorgio Bove, presidente di Fepag Ascom Genova, secondo il quale il problema è di vecchia data. “Negli ultimi mesi sono fioccati giudizi negativi che vanno oltre la normale critica e che quasi sempre non rispondono alla realtà, quindi ci siamo rivolti a un avvocato come associazione e intendiamo sia agire in giudizio per diffamazione, sia intentare una class-action insieme alle associazioni dei consumatori e a livello nazionale”.

Problema di base: attualmente il miglior ristorante di Genova, secondo Tripadvisor, è una panineria da asporto in zona Sottoripa “che sicuramente fa benissimo il suo lavoro, ma non può essere considerato ristorante neppure con la più ampia larghezza di vedute”.

Oppure, a Recco il miglior ristorante “risulta un panificio del centro, molto noto e molto bravo nel suo lavoro; che però è appunto un lavoro diverso da quello del ristoratore”, come racconta Giovanni Battista Squarzati, presidente del Consorzio Recco gastronomica e anche lui dirigente Fepag. E gli esempi, ovviamente, si allargano. Ecco perché è utile fare un salto nel reparto normative, seppur statunitensi.

Perché Tripadvisor e la diffamazione hanno confini molto labili, quasi impercettibili: proprio per questo, considerando che il sito ingloba circa 20 milioni di recensioni e che, ad esempio, il 30% di turisti prima di prenotare una camera d’albergo verifica le eventuali recensioni lasciate da altri utenti, è bene fare chiarezza su quanto stabilito dalla Corte distrettuale del Tennessee, USA, intervenuta tempo fa sulla questione.

Pur, alla fine, salvando TripAdvisor, la Corte stabilì che non qualsiasi tipo di feedback è consentito, dal primo emendamento della costituzione a stelle e strisce, agli utenti della rete. Questi ultimi, infatti, devono pur sempre stare attenti a non eccedere, sconfinando nella diffamazione. Il diritto di critica è sì pur sempre libero, ma deve essere manifestato con serenità e obiettività.

Ma in Italia? Non essendoci una normativa chiara, un sito on line di categoria, Italia a Tavola, ha iniziato una battaglia sui casi di recensioni fasulle e critiche taroccate e pare abbia ottenuto anche discreti risultati. “In attesa che intervenga anche la magistratura o il Parlamento abbiamo conquistato una piccola ma importante vittoria con la rimozione di alcune recensioni diffamatorie pubblicate su TripAdvisor: 3 su 5 segnalate. Poiché in discussione non è mai stato il diritto di critica ma l’anonimato, è fondamentale che i ristoratori e i consumatori più attenti non si prestino ai giochi di TripAdvisor, e di altri portali che agiscono allo stesso modo, denunciano i commenti sospetti e dove necessario agiscano attraverso un legale”.

 

Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn

Cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. Campi richiesti *

Puoi usare questi HTML tags e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Lost Password

Register