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Yahoo! Telelavoro, smart cities

Yahoo! Telelavoro, smart cities
2 minuti di lettura

Per far comprendere meglio il senso del mio libro (Smart Cities – Gestire la complessità urbana nell’era di Internet) proverò nei prossimi giorni a sviluppare alcuni argomenti attraverso il blog e i social network.
Ciò consentirà al lettore di acquisire più compiutamente la ratio di alcune mie affermazioni.

La scelta della manager di Yahoo! Marissa Mayer di abolire il telelavoro ha aperto un acceso dibattito sul web.
La tesi della Mayer è che il telelavoro impedisce di instaurare relazioni tra le persone e quindi il telelavoro limita la creatività. Ciò sembrerebbe contraddire le tesi del mio libro sul lavoro “decontestualizzato” e nomadico.
In realtà la Mayer ha ragione. Il telelavoro come è svolto oggi nella maggior parte dei casi è alienante. Si limita ad essere la riproposizione in casa del lavoratore delle modalità tradizionali del lavoro d’ufficio.
I device mobili e il cloud computing ci consentono invece di cambiare non solo il modo di lavorare, ma anche la qualità del lavoro. Fordismo e IT non vanno d’accordo.

Il cloud computing consente di virtualizzare la “conoscenza” e di renderla disponibile, i device mobili sono lo strumento che consente il facile accesso alla “conoscenza”.
L’obiettivo al quale dovrebbero convergere sia i datori di lavoro, che i lavoratori, che le governance cittadine dovrebbe essere quello di superare le rigidità di un mondo che non ha più motivo di esistere.
La tesi è che, se possiamo sempre connetterci (in ogni luogo) al web, viene meno l’assunto novecentesco che legava, irrigidendoli, i luoghi, gli orari e le attività umane, a partire dal lavoro.

Il togliere rigidità alla concezione della vita e all’organizzazione delle città dovrebbe essere la strategia principale di una città intelligente.
D’altronde, l’organizzazione della città come la viviamo oggi è figlia dell’industrializzazione e del fordismo. Non è il frutto di regole precise, è il frutto dell’evoluzione della storia dell’uomo.
Questa organizzazione oggi genera solo insostenibilità ambientale (a partire dal traffico) e costi sociali ormai insopportabili.
Come è noto larga parte dell’inquinamento delle nostre città è la conseguenza del concentrarsi dei flussi di traffico in orari ben prestabiliti. Se ci pensate bene, ciò è a sua volta la conseguenza di una organizzazione del lavoro non flessibile.
La tecnologia IT rende superate queste forme organizzative e sociali.

Nel libro provo ad offrire alle governance cittadine alcune riflessioni e ad indicare alcuni approcci metodologici per affrontare “il mondo nuovo”.
Naturalmente teorizzo l’estensione dei luoghi di coworking e la necessità di rivedere gli orari che regolano ogni aspetto dell’attività umana.
D’altronde molte delle cose che sostengo già si fanno in molte parti del mondo, il problema è che non hanno una ratio, non sono prevalenti, non diventate senso comune.
Ciò che è necessario è la consapevolezza diffusa di questi processi, il metterli a sistema, il provare ad organizzarli.
Ciò che andrà realizzato è un sistema che evidenzi i benefici economici e sociali del nuovo modo di vivere e di produrre.
Ormai il tempo è maturo, le tecnologie ci sono tutte. Ancora un piccolo sforzo, acquisiamo consapevolezza.

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Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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