Terminale Bordo Letto: l’Inail offre Internet ai pazienti

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26 febbraio, 2013
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Una soluzione che faciliti la degenza dei pazienti e lo scambio di informazioni tra medico e degente. È ormai partita da qualche mese la sperimentazione sviluppata dall’Inailpresso il Centro per la sperimentazione e applicazione di protesi e presidi ortopedici di Vigorso di Budrio (Fe), legata all’installazione di 12 terminali ai piedi di altrettanti posti letto. Un progetto molto ambizioso, spiega Enrico Lanzone, direttore del Centro protesi, che mira a trasformare l’ente ospedaliero in struttura d’eccellenza, al passo con altre realtà all’avanguardia a livello mondiale, presenti in Giappone o negli Stati Uniti. A spiegarci nei dettagli il funzionamento del progetto, insieme al professor Lanzone, è Vittorio Baiocco, del DCSIT/Ufficio Esercizio Infrastrutture dell’Inail.

“Lo sviluppo del Terminale Bordo Letto si inserisce nel contesto di un progetto, ‘Wireless Social Network’, iniziato qualche anno fa, che permette, attraverso la propria infrastruttura Wi-Fi, il collegamento Internet agli utenti dotati di un portatile, di uno smartphone o di un tablet, in maniera da poter usufruire di servizi di intrattenimento, socializzazione e di continuità lavorativa ai propri pazienti. Il Terminale Bordo Letto (TBL) è rivolto ai degenti del Centro Protesi, che sono ricoverati nella struttura di Vigorso di Budrio per la riabilitazione e l’addestramento all’uso delle protesi, e si collega nell’ambito di una nuova mission istituzionale, che passa da un sistema basato sulla nozione di “attitudine al lavoro” a uno fondato su quella di “danno biologico”, legato all’integrità psicofisica del lavoratore. Al centro del sistema di tutela gestito dall’Istituto viene posto il danno alla persona del lavoratore nella sua dimensione integrale: spirituale, culturale, affettiva, sociale, sportiva e di ogni altra condizione e modo in cui il soggetto svolge e realizza la sua personalità”.

Il terminale, in questa fase di sperimentazione installato ai piedi di 12 posti letto situato nel nuovo reparto degenze, ha in primo luogo lo scopo di rendere la permanenza del paziente più piacevole, offrendo informazioni attraverso una soluzione di facile utilizzo. Prosegue Baiocco: “I TBL sono uno strumento ad alta tecnologia, specifico per l’utilizzo in ambienti ospedalieri (lavabili, disinfettabili, conforme a tutti i requisiti dei dispositivi medicali anche in termini di alimentazione ed ambiente), composti da un monitor di tipo touchscreen resistivo, per consentire la navigazione ai pazienti dotati di protesi, che racchiude al suo interno un personal computer. Ciascun dispositivo viene installato a parete, mediante un braccio mobile, in modo da permettere al paziente di posizionarlo nella posizione preferita, ed è collegato alla rete mediante cavo ethernet”.

Il progetto, frutto di una stretta collaborazione tra i tecnici INAIL, i soggetti appartenenti a ditte esterne e il contributo dei colleghi del Centro Protesi in termini di disabilità e accessibilità alle tecnologie, consente di accedere a contenuti di vario genere, grazie ad un’applicazione software sviluppata ad hoc, dotata di un’interfaccia di utilizzo semplice, realizzata secondo le regole dell’usabilità. “Accedendo a questa interfaccia ogni paziente può fruire, tramite una tastiera a video che compare ogni qual volta è necessario l’inserimento di dati, ai servizi di navigazione in Internet (previa autenticazione) mediante un browser semplificato; ai contenuti multimediali, organizzati secondo un palinsesto ampio e condiviso con i pazienti stessi (attualmente sono stati distribuiti 24 canali televisivi “via IP”  tra satellitari e digitali); alla lettura delle news relative al Centro e alla propria situazione personale, con informazioni relative alle visite mediche ed alla riabilitazione. È poi possibile per il personale medico, gestire, una volta autenticati e in modalità sicura, la Cartella Clinica del paziente” spiega ancora Baiocco. “Sono inoltre disponibili una sezione di Help che offre il supporto di un tutorial dove sono spiegate in breve le varie funzioni del terminale stesso, e una sezione Opzioni che consente all’utente di personalizzare l’interfaccia modificando il colore del tema o scegliendo di cambiare l’impostazione della lingua (Italiano, Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo)”.

Per facilitare la comunicazione verso l’esterno, su richiesta degli stessi pazienti, sul dispositivo è stato installato anche Skype, per consentire loro di restare in contatto con familiari e amici. “Per noi l’aspetto della comunicazione e il fornire un momento di libertà e svago ai pazienti sono molto importanti” spiega Lanzone, “ma l’obiettivo primario rimane quello di poter offrire un servizio importate circa il proprio status e la propria malattia, in modo di consentire ai degenti di accedere rapidamente a tutta una serie di documenti che diversamente dovrebbero richiedere al proprio medico”.

I risultati raggiunti a oggi confermano la bontà della scelta: il gradimento è molto alto e l’obiettivo è quello di terminare la ristrutturazione dei restanti posti letto, una novantina circa, dotando ciascuna postazione di TBL. “Insisteremo per un ulteriore sviluppo della sperimentazione, per arrivare, così come avviene in altre strutture altamente all’avanguardia, all’ospedale senza carta. Noi vorremmo tararci su queste eccellenze e permettere a ogni paziente di comunicare più facilmente con casa e, soprattutto, di seguire la propria singola situazione attraverso internet. Questo secondo obiettivo, per noi, è un aspetto fondamentale sul quale stiamo lavorando, perché non è semplice attrezzare tutti i flussi delle cartelle cliniche su un terminale”.

Di pari passo con l’attivazione dei dispositivi, dunque, sarà necessario velocizzare quel processo di digitalizzazione dei flussi lavorativi, che preveda l’eliminazione completa della carta e una riorganizzazione del lavoro del personale. “Si tratta di un qualcosa che sta alla base di tutti quei ragionamenti sull’innovazione della Pubblica Amministrazione, vale a dire la possibilità e la necessità del medico di relazionarsi attraverso questi nuovi sistemi, permettendo di instaurare, anche con i medici di famiglia, un dialogo più immediato sulle terapie seguite e sugli interventi. Quello iniziato con il progetto dei TBL è un primo passo che noi tutti dovremo seguire per lavorare in questa nuova maniera”. Un obiettivo fondamentale, conclude Lanzone, da perseguire anche a fronte della complessa situazione che la finanza pubblica si trova ad affrontare in questo momento. “La crisi e i tagli agli enti pubblici sono un falso problema, in questo caso: certamente, quello che stiamo vivendo è un momento critico per il nostro servizio sanitario e per tutto il settore pubblico, però investire in questi progetti consente di conseguire risparmi enormi, dal punto vista pratico, risparmiando sulla carta e sui tempi di comunicazione. Con una piccola spesa iniziale, possiamo trarre un beneficio enorme in termini di attrezzabilità, soprattutto per la salute e la serenità della persona, e questo non ha prezzo”.

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