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Voto Elettronico o… Elezioni Digitali? La seconda che hai detto

Voto Elettronico o… Elezioni Digitali? La seconda che hai detto
3 minuti di lettura

Scrivo queste righe immediatamente prima dell’apertura delle urne delle elezioni politiche 2013. In questo momento, come tutti ovviamente, non ho nessuna certezza su quale sarà il risultato, nè alcuna idea se le schede bianche saranno troppe meno del solito, come avvenne due elezioni fa. Però, a differenza di tanti osservatori di cose digitali, c’è anche un’altra cosa che proprio non ho: non ho nessuna particolare fretta (razionalmente parlando, è ovvio: la curiosità sfrenata è un’altra cosa, umanamente impossibile da reprimere), di avere i risultati completi, definitivi e ufficiali entro due o tre ore dalla chiusura dei seggi.

Se li avessimo, ne sarei molto contento, ci mancherebbe altro. Ma se per arrivare a quel punto mi si propongono voto e scrutinio elettronici, con o senza paper trail, rispondo no, grazie. I motivi sono diversi, e avendoli già spiegati sul mio sito non sto a ripeterli qui.

Questo post, invece, sempre legato alle procedure di voto ma in tutt’altra maniera, viene da due cose che ho letto in queste ore. Secondo il Corriere della Sera, queste elezioni costeranno quasi 400 milioni di Euro. Secondo me, invece, anche se non giustifica comunque l’uso di macchine per votare, il costo complessivo è ben più alto, per ragioni perfettamente sintetizzate da questo stato scoperto casualmente su Facebook, che ricopio quasi alla lettera (grassetto mio):

Il nostro piccolo comune raccoglie e controlla i dati elettorali di 17 sezioni con una procedura software. Dopo li dobbiamo stampare e faxare alla Prefettura. Lì li reinseriscono e ricontrollano. Non potremmo invece usare un sol programma, via Web, ottenere così più velocità (tempo reale) e meno lavoro umano (errori)… Piccoli risparmi del costo della politica! E dire che basterebbe poco… La volontà di qualcuno…

Per quanto mi riguarda, le obiezioni al voto elettronico spiegate nel mio sito rimangono più che valide anche dopo aver letto questa cosa. Anzi, forse di più, perché vuol dire che si potrebbero avere risultati definitivi più velocemente di oggi anche senza sostituire con macchinari (o peggio ancora, voto via Internet) schede cartacee, matite copiative e conteggi a mano nei singoli seggi, con tutti i rischi che tale sostituzione comporta.

Usare i computer solo come se fossero supermacchine da scrivere, cioè per produrre carta che poi va consegnata a mano ad altre persone che dovranno leggerla e ricopiarla, è una fesseria (se questa vi sembra familiare è perché non perdo occasione di ripeterlo).

In questo caso, anche ignorando gli errori di trascrizione, quanto costa il tempo che nei vari uffici pubblici fra seggi e Viminale non viene impiegato per il lavoro ordinario, ma per “reinserire e ricontrollare” numeri?

Non avrebbe un tantino più senso se, subito dopo aver terminato lo spoglio “all’antica”, i presidenti di seggio inserissero i risultati direttamente nei server del Viminale con un normale modulo Web, di quelli che qualsiasi studente d’informatica può metter su in due ore con librerie Open Source?

  • Se i presidenti si autenticassero con le stesse procedure già largamente usate per home banking (accesso solo alla pagina del proprio seggio, con chiavetta che genera codici “usa e getta”)
  • Se lo facessero alla presenza di segretari e scrutatori
  • Se subito dopo tutti firmassero la versione stampabile di quel modulo
  • Se i numeri grezzi fossero subito accessibili da Web a chiunque volesse controllarli…

se si facesse tutto questo, quanto potrebbe mai aumentare, ammesso che non diminuisca, il rischio di brogli legato a questa velocizzazione e riduzione di errori delle operazioni?

Votare elettronico è una cosa, digitalizzare la trasmissione dei risultati è un’altra. La prima cosa, ben più rischiosa, per fortuna non è affatto necessaria per la seconda. Forse il difetto principale di una procedura del genere è che costa troppo poco, poichè eliminerebbe appaltoni faraonici per macchine, reti e relativi collaudi e certificazioni. Oltre a ridurre le spese per straordinari e il valore degli slot pubblicitari nelle varie maratone TV post-voto. Ma a volte la vera innovazione digitale, è quella che sembra meno digitale e avanzata di altre. Pensiamoci, mentre aspettiamo i risultati definitivi.

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Foto del profilo di Marco Fioretti
Autore, formatore, divulgatore di cittadinanza attiva/digitale. Escursionista. Bio, corsi e pubblicazioni: http://mfioretti.com/it. Pensieri su http://stop.zona-m.net/it

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