Apriamo il cantiere dell’Istituto per gli Open Data

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  24 febbraio, 2013  |  Nessun commento
24 febbraio, 2013
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La giornata italiana degli Open Data è stata straordinaria, oltre ogni previsione.

13 eventi collegati tra loro in tutte le aree geografiche del Paese, eventi diversi tra loro ma con uno spirito e un’anima chiaramente nello stesso solco, nello stesso percorso.

7 gruppi di lavoro che hanno discusso in rete e in presenza sui principali temi connessi agli Open Data, che hanno realizzato contenuti e prodotti nella logica ricca e per certi versi innovativa dello scambio che produce valore. Impostando un percorso di collaborazione chiaramente orientato oltre la data, seppure importante, del 23 febbraio. Perché non ci si può fermare. Perché è troppo forte l’esigenza di rendere sistematico lo scambio di esperienze e di fare rete tra le imprese che operano nel campo degli Open Data, e tra queste e le pubbliche amministrazioni, e tra tutti gli attori, naturalmente cittadini inclusi.

Perché siamo consapevoli che questa è una grande opportunità non solo per cambiare nel profondo il rapporto tra cittadini e istituzioni, ma anche per la riorganizzazione dei processi delle amministrazioni pubbliche, e per favorire lo sviluppo e la crescita di iniziative imprenditoriali ICT. Perché la nascita dell’Agenzia per l’Italia Digitale e la legge che ha sancito l’Open By Default possono costituire le premesse per un salto di qualità pochi mesi fa impensabile.

Ecco perché già il 23 febbraio si è iniziato a discutere come andare oltre l’entusiasmo di questo straordinario evento-Paese.

Abbiamo bisogno di un organismo, un luogo  che sia catalizzatore di energie e capacità e di raccordo tra i diversi attori, per favorire l’incontro tra domanda e offerta, lo scambio e la condivisione di pratiche, strumenti, tecnologie. E ne abbiamo bisogno adesso.

Da qui l’idea di avviare il cantiere di progettazione di una sorta di “Istituto per gli Open Data”. Un organismo, indipendente e no-profit, che possa essere uno strumento di formazione e stimolo di una più ampia e solida “domanda” di dati per la realizzazione di servizi innovativi, in grado di innescare un circolo virtuoso di convenienze reciproche tra chi favorisce la distribuzione di dati, ricevendone in cambio nuovi servizi e nuovo valore, e chi quei dati utilizza per ampliare la propria “offerta” imprenditoriale.

Un organismo che possa anche sostenere e supportare le iniziative degli specifici soggetti istituzionali, come l’AID,  senza rischiare sovrapposizioni. Rivolto a tre principali categorie di interlocutori:

  • le associazioni e i centri di studio e ricerca, che sono i “naturali” compagni di viaggio di questa impresa;
  • le imprese, che dovranno sostenere, direttamente attraverso le quote associative e indirettamente attraverso la realizzazione di progetti comuni, la vita dell’istituto;
  • le pubbliche amministrazioni e i grandi fornitori di dati, infine, che sono la controparte attiva della attività dell’Istituto, il terminale di quella domanda che l’Istituto dovrà contribuire a formare.

Ma in concreto, quali iniziative potrebbe realizzare l’Istituto?
Provando ad elencare forse le principali (ma non le sole): 

  1. costruire strumenti e processi di condivisione a livello di politiche, di metodologie, di tecniche e di soluzioni tra tutte le organizzazioni e i soggetti individuali partecipanti;
  2. sviluppare la comunità degli Open Data in Italia in stretta connessione con il movimento Open Data internazionale, anche con eventi, forum, social network;
  3. stabilire partnership con Università e Centri di ricerca per la costituzione di Master, Corsi universitari e Gruppi di Ricerca sulle tecnologie dei Dati Aperti;
  4. promuovere e supportare la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali basate sulla tecnologia dei Dati Aperti;
  5. supportare lo sviluppo delle politiche pubbliche in tema di Dati Aperti;
  6. effettuare e supportare la realizzazione di attività di disseminazione, organizzando l’evento hub italiano dell’international open data day e realizzando materiali di divulgazione per i cittadini e per le scuole.

Un primo elenco, delle prime idee da cui partire.

Insieme, come sempre in forma collaborativa, a breve su www.opendataday.it

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