Puntare sulle community, la nuova frontiera del turismo on line

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  23 febbraio, 2013  |  Nessun commento
23 febbraio, 2013
Woman looking for holiday on internet

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Valorizzare il crescente trend del turismo online mettendo a disposizione di clienti e operatori del settore uno strumento come le community in grado di innescare scambi, interazioni e condivisioni che a loro volta generano valore intrinseco per entrambi gli attori. Le community come una sorta di scatto evolutivo all’interno di un processo già ampiamente in atto che ha nel booking online il punto più alto e visibile di questa nuova forma di “turismo fai da te” che sta via via sostituendo i servizi offerti dalle agenzie più tradizionali. Non a caso sono sempre più gettonati i portali che aiutano le persone ad organizzare un viaggio intero: c’è chi si è specializzato nel trovarti l’alloggio come il famosissimo Airbnb, chi ti assiste in ogni fase del viaggio senza caricare spese aggiuntive come Skyscanner, chi parte dalle esigenze dei clienti come Wanderfly, e addirittura chi ti aiuta a costruire viaggi condivisi come Trablr.

Il turista fai da te, quando va in vacanza, si affida dunque al web e lo fa sotto l’ordine del risparmio, della convenienza e dell’auto-organizzazione. Tra le cose che ha imparato c’è anche quella di condividere con gli altri informazioni, suggerimenti e opinioni circa la località scelta per la propria vacanza. A soddisfare questo aspetto social si muovono già i blog e i social media con i loro passaparola, ma anche le community possono offrire un contributo importante, “Perché  lavorando sulla customer experience del cliente, prima, durante e dopo il viaggio, sono in grado di favorire esperienze gratificanti – spiega Giuliano Favini, amministratore delegato di Logotel; se la sensazione che si riceve attraverso queste piattaforme risulta positiva, il cliente non esita a passare alle fasi successive di un percorso che alla fine sfocia nella prenotazione”.

Tra gli esempi più felici di community consumer nel mondo del turismo va ricordato Gidsy.com, un sito a metà strada fra il social network e la guida alla Lonely Planet. Gidsy.com permette di incontrare persone interessate a sviluppare passioni in un determinato luogo. Vi intendete di whisky e conoscete tutti i bar di Londra che offrono i migliori prodotti delle distillerie scozzesi? Avete accesso alla scena dei graffitari di New York? Potete inserire un annuncio su Gidsy.com per offrire uno specifico tour a pagamento e vedere se incontrate qualcuno disposto a seguirvi. Fissate voi il prezzo e il numero minimo di persone. Nel caso in cui l’obiettivo non sia raggiunto, il sito cancellerà automaticamente l’appuntamento. Ma c’è anche Geobeats una particolare piattaforma-community di video sharing per la condivisione di video esclusivamente turistici.

Le community favoriscono non solo l’esperienza del cliente finale, ma possono trasformarsi in “uno strumento per sviluppare il business delle imprese del settore – continua Giuliano Favini e possono aiutare la forza vendita a migliorare i processi, diffondere la cultura del dialogo, e attraverso percorsi di formazione e animazione dedicati, sviluppare contenuti utili in ambito B2C per la realizzazione di servizi a valore aggiunto per i clienti, e attraverso la collaborazione produrre valore per il cliente finale”.  Weldorado, la community per le agenzie di viaggio partner di Welcome Travel Group, è un esempio di business community, un luogo che, nella migliore tradizione social, consente di instaurare una rete di relazioni orizzontali tra colleghi. Ma esistono anche Inside Airfrance, una community organizzata dagli stessi dipendenti della compagnia e Bitcommunity, luogo di incontro virtuale tra domanda e offerta: attivo tutto l’anno, concentrato sul target B2B e sul trade, in dialogo costante con i social network.  “Mettere piedi una community per il comparto turistico è un progetto complesso – conclude Guliano Favini e  significa lavorare sulla progettazione di un palinsesto da veicolare quotidianamente ai partecipanti, puntando sull’interazione attiva e su contenuti di qualità”.

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