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Elezioni e digitale: il punto della settimana/3

Elezioni e digitale: il punto della settimana/3
8 minuti di lettura

Concludiamo questa settimana il nostro monitoraggio sull’andamento della campagna elettorale quanto riguarda il tema del digitale, trattato nei programmi e modalità utile alla comunicazione e alla partecipazione. La prossima settimana sarà dedicata ad una riflessione complessiva e alle prospettive.

Tra banda larga e statuto dell’Agenzia per l’Italia Digitale
Questa settimana, in tema di digitale, la campagna elettorale è stata attraversata da tre eventi esterni:

Eventi quindi di segno opposto, che da un lato fanno ben sperare (l’obiettivo dei provvedimenti sulla banda larga è la copertura totale della popolazione sul livello minimo dei 2Mps) dall’altro evidenziano come non si possa dare per scontato che l’Unione Europea continui a far da traino ai Paesi in ritardo come l’Italia, soprattutto se questi non riescono a cambiare radicalmente l’approccio alla governance dell’innovazione (e in generale alla governance pubblica). Diventa, così,ancora di più fondamentale che le coalizioni politiche siano in grado di condividere un approccio generale di cambiamento, oltre che proporre interventi pervasivi, concreti e di impatto profondo a breve termine.

Valorizzare le convergenze

È importante sottolineare come le diverse forze politiche, sotto la pressione di alcune testate giornalistiche, e delle forze associative e imprenditoriali, abbiano portato il tema del digitale quanto meno tra i temi di rilievo dei loro programmi.
Tra i casi più evidenti quello del Partito Democratico, il cui documento programmatico sull’”Italia Digitale” è finalmente diventato uno degli approfondimenti del programma della coalizione. Un documento di ampia portata, che vede il digitale come “motore” del cambiamento economico e sociale del Paese, anche se poi ne approfondisce più gli aspetti economici e poco quelli sociali. Interessante, anche se non sviluppata  come potrebbe, è la proposta di un “digital champion”, cioè un attore, un organismo, focalizzato sull’alfabetizzazione digitale. Una proposta che potrebbe essere sviluppata partendo dalle iniziative del mondo variegato delle associazioni, definendo per il pubblico un ruolo di coordinamento e di supporto.
Il che potrebbe conciliare la proposta del PD con quella di Monti,“intendiamo investire nella creazione di un corpo di alfabetizzatori digitali volontari – regolato da norme simili a quelle per il servizio civile – per aumentare la conoscenza delle nuove tecnologie, con una particolare attenzione agli anziani, che rischia di sembrare estemporanea e non di sistema. Sempre più appare evidente la necessità di inquadrare gli interventi e le proposte  in una strategia complessiva, in un programma nazionale di alfabetizzazione digitale, come proposto dalla Carta d’intenti per l’innovazione (una delle maggiori novità di questa campagna elettorale, con più di ottanta candidati aderenti).
Nei diversi convegni di questa settimana sul tema dell’Agenda Digitale sembrano tra l’altro prevalere i motivi di convergenza tra le forze politiche piuttosto che le differenze. E questo anche su proposte politiche di governance, come quelleavanzate da più parti sulla necessità che sia direttamente la presidenza del consiglio dei ministri ad assumere la responsabilità sul tema trasversale delle politiche del digitale, superando così le difficoltà di coordinamento e di flusso decisionale che sono state sperimentate con la costituzione della Cabina di Regia per l’Agenda Digitale (e che sono proiettate in modo preoccupante su tutti i decreti attuativi per l’Agenda Digitale). Convergenze di orientamenti che sarebbe bene capitalizzare e rinsaldare in modo che possano avere una concretizzazione nella prossima legislatura, anche a partire dalla costituzione di un intergruppo parlamentare sul tema del digitale.

Partecipazione e rete

Sull’uso della rete non ci sono sostanziali novità: da parte dei leader politici l’intento è di affermare la presenza, molto più che tentare la costruzione di un coinvolgimento e di una narrazione. Come abbiamo rilevato la settimana precedente, messaggi spesso unidirezionali, pagine facebook e tweet che danno informazioni, raramente aprono discussioni. Mi sembra facciano un po’ eccezione le discussioni che avvengono ad esempio sulle pagine facebook di Grillo e del M5S (una sorta di pagina specchio, che riprende i post della prima), come quella che si è sviluppata domenica rispetto alla decisione comunicata da Grillo di non effettuare più l’annunciata intervista a Tg24-Sky. Una discussione aperta con pareri anche articolati, a cui mancava però l’interlocuzione dell’”interpretazione autentica” della decisione del leader. Quasi come se non fosse dovuta. E invece lo era.
Non tutti i report e le analisi sulla campagna elettorale in rete vengono costantemente aggiornati, per cui non per tutti abbiamo novità rispetto alla settimana precedente. Il che sottolinea ancora una volta come questa non potrà essere annoverata come la prima campagna elettorale in cui i social media sono entrati da protagonisti. Rileviamo comunque che dopo “l’effetto Imu”, come si nota su Polismeter, si riscontra un equilibrio nei volumi di citazioni tra i leader, mentre dal punto di vista del coinvolgimento prevalgono nettamente le pagine Facebook di Grillo (dove, appunto, la comunità sembra più adusa alla discussione e attenta alle notizie).

Le opinioni delle forze politiche

Continuiamo le interviste con le forze politiche, questa volta con Luigi Buoncristiani, candidato alla Camera per Rivoluzione Civile.

PRIORITA’

Iacono: Nell’ambito dei temi delle politiche dell’innovazione in generale, edell’agenda digitale in particolare, quali sono le tre priorità che identifichi e sulle quali sarai maggiormente impegnato nella prossima legislatura?

Buoncristiani: Tra le priorità ritengo importanti i seguenti temi:
– azzeramento del Digital-Divide per dare un servizio di rete a tutti;
– censimento dei servizi coperti in modo informatizzato e con quale software ed eventuali interoperabilità; censimento dei servizi manuali ed informatizzabili;
– realizzazione di un quadro complessivo di un’amministrazione digitale con l’identificazione dei vari servizi e delle necessarie interoperabilità con il resto dell’amministrazione con conseguente definizione delle priorità dei servizi da coprire con sistemi informatizzati, o da aggiornare tecnologicamente, con una valutazione del rapporto costo/beneficio.
L’obiettivo principale di un sistema digitale deve essere di semplificare e velocizzare le interazioni con la Pubblica Amministrazione. Inoltre mettendo a disposizione dei privati i servizi in modo digitale, permettere anche uno sviluppo integrato dei servizi pubblici e privati. Creare community basate sul modello Open Source, composte da pubblica amministrazione, università e centri di ricerca e imprese, che possano produrre esperienze formative e diventare motori di innovazione dando corpo all’impresa.

OSTACOLI

Iacono: Nell’ambito dei temi delle politiche dell’innovazione in generale, e dell’agenda digitale in particolare, quali sono gli ostacoli principali che a tuo avviso devono essere affrontati, e quali sono le modalità e le iniziative che pensi siano da porre in essere per superarli?

Buoncristiani: L’ostacolo principale è forse la mancanza di confronto e di sintesi delle problematiche. Serve fare molta più attenzione alla fase di analisi delle problematiche partendo dagli utenti dei sistemi e dall’evoluzioni della tecnologia. Puntando a soluzioni modulari si permette anche una maggiore flessibilità. Vorrei istituire un concorso di idee permanente per la ricerca continua di soluzioni che possano migliorare l’efficacia, l’efficienza e la funzionalità.

MODALITA’

Iacono: Come valuti l’esperienza dell’ultimo anno di elaborazione dell’Agenda Digitale da parte della cabina di regia? Quali modalità vanno mantenute e rafforzate e quali modificate?

Buoncristiani: L’istituzione di una cabina di regia è un riferimento al fine dell’attuazione dell’Agenda Digitale. Nell’ultimo anno la cabina di regia è stato un luogo di in cui sono state definite le linee di azione. Adesso è necessario innestare un cambio di passo rendendola pienamente operativa cioè capace di innovare e spingere la crescita economica. La politica deve essere più vicina alla cabina di regia eleggendo a prioritario il tema dell’attuazione dell’Agenda Digitale.

L’AZIONE PARLAMENTARE

Iacono: Sui temi dell’innovazione il parlamento è stato spesso disattento e inefficace, anche per ragioni di carenza di competenze in materia. Qual è la tua valutazione? Che azioni pensi sia opportuno mettere in atto affinché la prossima legislatura possa essere più efficace?

Buoncristiani: Per far radicare la conoscenza dell’innovazione sarebbe interessante fare uno studio dei sistemi parlamentari per formalizzarli e renderli totalmente trasparenti ai cittadini via rete. Bisogna dare il buon esempio agli altri enti.

IL PROGRAMMA E LA PARTECIPAZIONE

Iacono: A tuo avviso il programma della tua coalizione esplicita esaurientemente la strategia e gli interventi necessari sul fronte dell’innovazione? Come valuti il percorso di definizione del programma dal punto di vista della partecipazione dei cittadini? Come pensi di poter favorire una partecipazione più ampia sulle iniziative che realizzerai?

Buoncristiani: Il programma di Rivoluzione Civile ha trattato il tema dell’innovazione impegnandosi a premiare e a supportare chi investe in ricerca ed innovazione. Il percorso con i cittadini vogliamo costruirlo nel futuro creando degli strumenti che possano permettere un confronto permanente con il territorio. Servono sempre di più i contributi costruttivi, di chi ha delle proposte e di chi vive i problemi, che grazie alle nuove tecnologie possono essere recepiti con estrema rapidità e gestiti tutti insieme. La partecipazione si favorisce se la gente si sente ascoltata perché vede che il contributo viene recepito anche se solo in parte.

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Foto del profilo di Nello Iacono
25 anni di esperienza in campo tecnico, gestionale e manageriale. Consulente, Formatore e autore di diversi articoli e libri sui temi dell'organizzazione, del management, delle competenze e dell’innovazione dall’ICT, è attualmente partner di P.I.CO. Srl – società di consulenza organizzativa, e consulente Ricerca e Sviluppo del CATTID – Università La Sapienza– Roma. Da anni promuove iniziative in campo nazionale sui temi dell'innovazione ed è attualmente Vicepresidente dell'Associazione Stati Generali dell'Innovazione, di cui è anche fondatore.

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