iPolitic, l’app gratuita che collega elettore e candidato: funzionera’?

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15 febbraio, 2013
iPolitic è gratuita e semplice da usare, ma i politici si iscriveranno?

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PoliticApp ha tracciato un tipo di strada, quella dell’informazione costante, fino alla fine, senza censure. Ma le elezioni politiche 2013, e comunque il loro immediato seguito, devono fare i conti non solo con l’effetto social network, perché gli startupper nostrani sanno bene che dove c’è politica c’è polemica, necessità di sapere, bisogno di condividere e, perché no, di suggerire.

Eccolo qui, il senso che personalmente do alla nuova iPolitic, applicazione disponibile gratuitamente su App Store (preso anche per Android) e ideata da tre giovani imprenditori, Sara Simeone, Luca Simeone e Vincenzo Buonomano, che peraltro sono intervenuti su La7.it spiegando dettagliatamente il tutto.

I tre hanno colpito nel mezzo: basta ascoltare comizi e leggere programmi, e anche riversare solo sui social network le proprie perplessità e idee. Attenzione però: Facebook, Twitter e Google+ sono ovviamente collegati alla app, ma da essa dipendono e non ne sono “conseguenza unica”.

Quel che hanno pensato i tre startupper è che è meglio convogliarle tutto in un unico contenitore, capace di raggiungere in maniera diretta quel determinato candidato, che così può sapere in tempo reale i bisogni della collettività.

Piccolo problema (si spera non insormontabile): per mettere in contatto elettori e potenziali eletti, è necessario che il candidato si registri su iPolitic.it, stilando un profilo personale con informazioni, immagini, video e tutto il materiale disponibile.

Le principali caratteristiche della app, ossia elenco dei candidati, sondaggi in tempo reale, creazione di apposite liste di candidati preferiti, visualizzazione di tutte le news con geolocalizzazione annessa, sono però a mio modo di vedere accessorie e secondarie rispetto all’interazione necessaria, principio di e-partecipation (o democrazia partecipativa) che la stessa applicazione si propone di far fiorire.

Attraverso il profilo del candidato x, quindi, avviene l’interazione che si specifica attraverso proposte, consigli, e, volendo, anche donazioni tramite PayPal (al candidato stesso). Sacrilegio? No, proprio perché trasparente: nelle pieghe di una casta spesso sconosciuta (la maggior parte dei candidati non li conosce nessuno, sono nomi messi li da poteri più forti…), la difficoltà sarà disporre, su iPolitic, di un bacino di utenza statisticamente rilevante. Questa sarà la seconda fase del progetto. E, come tutto, dipenderà dal senso civico. Per stimolarlo, una app può essere condizione necessaria ma non sufficiente, purtroppo.

 

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