Comprare su Twitter: e-commerce e social network alla conquista del mercato

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  14 febbraio, 2013  |  Nessun commento
14 febbraio, 2013
L'accordo tra Twitter e American Express apre l'e-commerce via tweet

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Acquistare con un tweet. Semplice, veloce, sicuro. E’ quello che si augura Twitter, che ha passato il confine tra sociale e commerciale stipulando un accordo con American Express e aprendo un altro, succulento dibattito sul vero senso dei social network.

Che è si condividere, ma possibilmente anche guadagnare: l’aspetto interessante della vicenda, aldilà della sua effettiva applicazione tramite hasthag, è proprio l’influenza che i social e l’e-commerce, insieme, vogliono esercitare sul mercato.

Alla base della nuova partnership ci sono due concetti chiave: acquisti e sicurezza. I soci American Express che avranno registrato la propria carta di credito sul sito dedicato al servizio , potranno fare acquisti “twittando” la parola chiave corrispondente al prodotto desiderato, scelto tra un’apposita selezione indicata all’atto dll’iscrizione obbligatoria sul sito sync.americanexpress.com/twitter.

Fatto questo, si tratterà di aspettare la conferma, che arriverà al compratore tramite un altro hasthag, all’account @AmexSync, che dovrà essere “ritwittato” per completare la transazione via e-mail entro 15 minuti. L’acquisto verrà addebitato sulla carta di credito e la merce spedita. Non semplicissimo a leggerlo, ma estremamente intuitivo una volta capito il meccanismo, che poi è quello che già utilizzano tantissimi negozi online.

Ok, ma la sicurezza? E il paniere di scelta? Cominciamo piano, of course: si comincia dalla carta regalo American Express e dal Kilndle Fire di Amazon, prima della Xbox di Microsoft e di un nuovo tipo di macchina fotografica Sony.

Non è il prodotto in se, però, che farà la differenza per un servizio che ha come obiettivo principale quello di rendere Twitter (e, più in generale, il mondo dei social network) più appetibile non solo per i comuni naviganti ma anche per imprese e inserzionisti. Avere una maggiore visibilità anche nel mondo dell’e-commerce è determinante nel processo di “globalizzazione” a cui tendono queste piattaforme. Ora si parte negli States, ma a breve il tutto sarà disponibile anche in Europa. E vedremo il grado di apprezzamento.

 

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