Digital divide… for dummies in management

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  11 febbraio, 2013  |  Nessun commento
11 febbraio, 2013
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manager dummiesPeregrinare, poltronaro. Noi che passiamo interi decenni della vita tra il pc e il sedile dell’auto (sempre twittando o peggio) spessissimo ci arrovelliamo  il neurone – e roviniamo la cervicale –  riflettendo con l’amaro in bocca su alcuni fatti del mondo di oggi. Due in particolare: il digital divide e lo skill shortage. Il secondo è indubbio, una vera tragedia che forse da vita, sul piano culturale, al primo. Lo skill shortage è una tragedia per il paese: la mancanza di competenze digitali, non solo nella popolazione in senso lato, ma ben più ‘quantunquemente e ignorantemente’ nella classe dirigente già cosi ‘abbondante quantitativamente e scarsa qualitativamente’.

Ebbene, ogni giorno mi tocca qualche eccesso manageriale che palesa ignoranza. Ho appena ricevuto il business plan stilato da un mega-manager la cui storia è nei testi degli MBA di mezzo mondo per una nuova interessantissima iniziativa imprenditoriale cui vorrei partecipare. Personaggi d’alto livello con una storia di management cinquantennale, non certo vagabondi imprenditori squattrinati post-punk con il vizietto del postmodernismo e del contribuire alla vita altrui con tutto l’utile extra prodotto, come il sottoscritto.

Io sono un socialista leuciano, non mittle-europeo, ho dei doveri morali e civili predeterminanti dal credo culturale, sociale ed economico che sposo (http://www.ilportaledelsud.org/sanleucio.htm). Non farò mai una lira, vero! A parte qualche vizio non andrò mai alle Maldive; mi attrae la natura così come è quindi mi godo la campagna romana senza spiagge e acque cristalline; non sento il bisogno di consumare tanto (già è tanto quello che mangio). La sento la libertà, la vivo, so quel poco che so e ne traggo il meglio, quindi venero la divinità digitale, ne benedico la concessione al libero accesso al sefirot, una sorta di utopia per me, vivere così.

Ad ogni modo il Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare in questione presenta un piano spettacolare per l’iniziativa imprenditoriale che fa molto ben sperare, se non fosse per il cavilloso buco nero, la voragine digitale: sezione e investimento per il sito dell’iniziativa imprenditoriale, cuore delle vendite, scarsa e senza risorse, LAN e infrastrutture HW e SW inesistenti o insufficienti, o peggio acquistate  e non managed services e noleggi, promozione fatta con road show e sprechi a palate invece di marketing online i cui risultati sono ‘addirittura’ monitorabili. Insomma iniziativa imprenditoriale spettacolare trasformata in débâcle in pectore per la scarsa formazione al digitale di persone eccellenti che oggi la propria eccellenza non possono far valere se gli mancano le basi del digitale. E nessuno tocchi abele, direi, non si consideri mega-manager chi non sa misurarsi affatto con la realtà di oggi, che è persino troppo diversa dalla realtà di 5 anni fa, e lo scossone ultimo è finalmente venuto dall’apertura dei dati. Se ne vadano pacificamente in pensione, tanto l’INPS la paghiamo noi come vuoto a perdere. Non è una gran sorpresa se nel 2000 quasi il 10% delle imprese italiane erano grandi mentre oggi la loro percentuale è scesa sotto al 5% del totale (cfr dati Unioncamere 2010), con certi presupposti manageriali le attività imprenditoriali in Italia sono diventate scommesse più che tenaci avventure verso obiettivi sfidanti.

Come dire che un pilota d’aerei oggi non sappia pilotare col fly-by-wire, solo con la cloche a pulegge. Estiqaatsi direbbe che quel pilota deve far altro, certo non pilotarci verso il baratro dell’aldilà. Del ddl crescita (o crescenza) abbiamo certamente apprezzato la persistenza (tra le varie mandrakate) del barlume di volontà a alfabetizzare digitalmente le masse. Ma la classe dirigente? Quella preoccupa certamente più di mio nonno che, se a 98 anni continua a farsi i conti a matita sull’agendina delle poste, non farà male a nessuno ne si perderanno posti di lavoro. Quella classe dirigente, ci ha portato sull’orlo del precipizio pro domo sua, vogliamo continuare a fingere l’orgasmo della buona dirigenza che è quella che è silente e ignora? Oppure apriamo le porte a qualche oramai ‘diversamente giovane’ che di cultura d’impresa ne potrà dare a iosa di lectio magistralis al vecchiume dirigenziale le cui capacità ormai si misurano in tempo perso in riunione più che in produttività.

Al convegno di lancio del mio unico libro, ad oggi, peraltro uscito a settembre 2012 con Maggioli (http://ordini.maggioli.it/clienti/product_info.php?products_id=8492) in cui tratto anche il tema della qualità di una classe dirigente analfabeta digitale, una schiera di dirigenti pubblici candidamente e orgogliosamente dichiarò d’aver fatto sto popò di carriera grazie alla conoscenza ed uso di powerpoint e excel… AMEN

PA e imprese sono appiattite, decollano quando danno spazio alle idee e volontà di potenza dei giovani rampanti che s’arrampicano sull’albero della conoscenza, il sefirot del digitale, il sacro graal dell’entropia informativa e della conoscenza auto generante come facevano i pundit rinascimentali. Quindi con una classe dirigente blindata nella propria ignoranza digitale il paese che potrebbe stare all’avanguardia nei BRICS, dopo esser stata 5° potenza mondiale, ora litiga con l’isola di Capoverde per un posto in penombra in fondo alle classifiche UNDP in molti ambiti civili. Senso civico e di responsabilità la classe ‘digerente’ non lo ha. Tinge i capelli, sbianca i denti, gli da di Botox ma non sogna neppure un piccolo corso di formazione al digitale. Però sciorina tablet e smartphone a go-gò in prima classe sul ‘feccia rossa’ e passa il dito sullo schermo come Sofia Loren infilava gravidanza dopo gravidanza in ‘Ieri, Oggi e Domani’ di De Sica. Ridatemi quei vitelloni anni ‘50, erano figli della guerra. Del loro ignorare il progresso se non come consumatore, del loro essere raramente attori dell’innovazione almeno c’erano mille giustificazioni socio-economiche e culturali. La classe dirigente di oggi non ha scusanti, nessuna.

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