PoliticApp: sondaggi sugli smartphone fino ai giorni delle urne

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4 febbraio, 2013
Con PoliticApp tutti aggiornati sui sondaggi elettorali fino al 24 e 25 febbraio

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Fatta la legge, trovato il raggiro? Non proprio, anche se questa PoliticApp è “molto” italiana nel suo modo di intendere e di volere. Del resto ci sono tre campi di battaglia dove tutto è concesso: guerra, amore ed elezioni. Ecco perché l’idea della nuova applicazione, che renderà disponibile su smartphone Android e iphone e su tablet i sondaggi elettorali anche nei 15 giorni antecedenti al voto, è a suo modo rivoluzionaria.

La compreranno in tanti? Probabile, almeno secondo chi ha fissato il suo prezzo a 9.99 euro: del resto sarà l’unico modo per avere un’idea sui trend elettorali, visto che SWG, la società specializzata in sondaggi che ha creato l’app, fino 26 febbraio fornirà infatti quotidianamente i dati e gli aggiornamenti dei risultati delle rilevazioni demoscopiche per ciascuna delle 5 sezioni in cui è articolata.

Disponibile su Apple Store e Google Play, l’applicazione “sta serena” puntando sul fatto che l‘attuale norma in materia (articolo 8 della legge 28/2000) vieta la pubblicazione di sondaggi, nei 15 giorni antecedenti alla tornata elettorale, sui mass media tradizionali, e quindi tv, giornali cartacei, siti internet e radio, non specificando assolutamente nulla per quel che riguarda la telefonia.

Prima di concepire l’app, però, AWG si è sincerata della sua bontà normativa con l’Autorità del Garante per la Privacy, che ha dato semaforo verde specificando “il divieto di diffusione dei sondaggi non precisa il canale di diffusione, tuttavia è del pari vero che la disciplina dei sondaggi relativi a indicazioni di voto si riferisce unicamente a quelli diffusi su mezzi di comunicazione di massa e si ritiene che non possa definirsi tale un’applicazione per smartphone. Essa potrà essere fruita da un target definito di clienti paganti“.

Il dibattito sulle intenzioni e l’etica può anche partire, seppur questa applicazione crea un precedente importante perché si tratta di informazione libera e fondamentalmente disponibile per una moltitudine di soggetti: gli smartphone non saranno comuni come la connessione internet o i giornali, ma la loro diffusione è talmente capillare che, francamente, sembra riduttivo non considerarli strumenti di comunicazione di massa.

Giusto per rendere l’idea: in Italia ci sono più di 30 milioni di smartphone, e oltre 3 milioni di tablet: di fatto, metà della popolazione italiana potrà leggere i sondaggi AWG e, ovviamente, pubblicarli su Internet via social network o blog (il web com’è considerato? Non si tratta di un sito internet, ma di uno spazio aperto e libero!). Se non è rivoluzione questa…

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