Un vigoroso passo in avanti

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  2 febbraio, 2013  |  Nessun commento
2 febbraio, 2013
Nature_VS__Technology_by_paskoff

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Il bello della tecnologia è che rende le cose facili e accessibili.

Il brutto della tecnologia è che livella, se chi la riceve non comprende che non è affatto una questione di possedere gingilli tecnologici, sfoggiarli; ma di usarli per uno scopo.

Se si sposta il centro del dibattito in questo ambito, quello del fare insomma, buona parte delle discussioni che si leggono sul Web oppure altrove, si rivelano essere faccende di lana caprina. La tecnologia può essere affrontata e vissuta in due maniere differenti: quella che produce conversazione, e quella che invece genera chiacchiere a non finire. Nel primo caso, qualunque sia il dispositivo che io utilizzo (iPhone, o compasso) questo diventa abbastanza irrilevante, perché io non sono l’appendice della tecnologia, bensì è questa che diventa la piattaforma sulla quale costruire qualcosa di differente e magari mai visto. Una cosa chiamata progresso, per esempio. La tecnologia diventa quindi opportunità di relazione con gli altri, scoperta di differenti punti di vista, di soluzioni inedite a problemi comuni; e tanto altro ancora. A questo serve, altrimenti è solo un altro sistema per costruire steccati, dove rinchiudersi e invecchiare in pace, cullati dalle proprie ideuzze.

Né ha molto senso prendersela con le aziende che lanciano prodotti “nuovi” a spron battuto: loro devono vendere, ricavare profitti. Sta all’individuo pensare prima con la testa (“Cosa ne ricavo io da questo?”) a quello che può ricevere. E quando questo accadrà davvero, sarà meglio per tutti.

Il primo passo nella giusta direzione potrebbe essere quello di capire (far capire) che il Web non è una realtà parallela, “differente”, che si può continuare a ignorare perchè da lì non arriva niente di buono. La radio o il telefono per anni sono stati considerati qualcosa di eccentrico, infine sono diventati elettrodomestici comunissimi. Sta accadendo lo stesso anche con la Rete.

È un luogo dove la nostra vita si svolge, e sempre più vita si svolgerà in Rete. Come il teatro, la piscina o il cinema, dove creiamo e sviluppiamo relazioni, e nessuno afferma che è “un’altra cosa” solo perché si svolge fuori dalle proprie mura domestiche. Gli strumenti per stare in questo “nuovo” ambiente devono essere adatti a noi, ci devono mettere in condizione di partecipare, non di fare da tappezzeria.

La tecnologia può fare quello che vuole, lanciare prodotti ogni mese; anche perché le dinamiche che la governano non sono alla portata di tutti. Mentre noi dovremmo fare un vigoroso passo in avanti. Ma fare un passo in avanti non vuol dire estromettere la tecnologia dalla scuola, come alcuni insegnanti vorrebbero perché danneggerebbe il loro lavoro, o la capacità di concentrazione dei ragazzi. Resistere è inutile, meglio comprendere; e per farlo diventa indispensabile imparare la difficile arte della conversazione. Questa si impara attraverso la pratica quotidiana, e in troppi confondono l’essere sociale (o socievole?) con la conversazione.

Ci sono molti piedistalli in quasi tutti i settori della vita sociale di questo Paese, e un sacco di gente che sgomita per restarci, e altra ancora che desidera salirci. Perché avere una posizione (una rendita da posizione) è buono e bello; e da lì, provengono solo chiacchiere, e timori. Le prime sono da ignorare, i secondi da affrontare: ma non arroccandosi su posizioni che non difendono nulla, tranne lo status quo.

La conversazione impone l’abbandono di quel piedistallo, in favore del confronto. Si tratta di lasciare quello che si possiede guidati dalla certezza che quanto troveremo sarà migliore. In tanti hanno iniziato a capirlo e si stanno rapidamente adeguando. Quelli che si tirano indietro… pazienza.

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