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Twitter migliora la salute e fa anche dimagrire

Twitter migliora la salute e fa anche dimagrire
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Che i social network abbiamo acquisito ormai un ruolo dominante nella nostra vita quotidiana è un dato di fatto: ci informiamo, lavoriamo, coltiviamo amicizie, ne troviamo di nuove, scegliamo il candidato alle prossime elezioni. Non sono necessari accreditati studi scientifici per dimostrarlo: emerge da sè.
Che facciano bene alla salute e che aiutino addirittura a perdere peso richiede invece uno sforzo in più.

Eppure è quello che si legge in un articolo del Wall Street Journal dal titolo: “Ora il dottore ti segue su Twitter”. Sembra infatti che cinguettare il proprio stato di salute possa aiutare tantissimo i medici a seguire la diffusione di una malattia, come ad esempio, le influenze stagionali. Tanto che un gruppo di ricercatori della John Hopkins University ormai da tempo usa il sito di microblogging più famoso al mondo per valutare l’intensità e la capacità di penetrazione nella popolazione delle varie malattie infettive che ogni anno colpiscono la popolazione americana.

Fin qui ok, il ragionamento non è peregrino: su Twitter hai a disposizione informazioni utili praticamente in tempo reale, in più da un campione vastissimo di pazienti delle varie epidemie, in modo molto più efficace ed economico rispetto ai tradizionali sistemi di rilevazione seguiti sinora. Una procedura che sta insidiando seriamente la raccolta dati sulla salute pubblica sinora affidata all’agenzia federale che si occupa di questo argomento, la Center for Disease Control and Prevention.

Ma la perdita di peso scusate? Per quale magia o bizzarro sortilegio l’uccellino dovrebbe farmi dimagrire?
La risposta arriva da uno studio dell’Università della Carolina del Nord: il sostegno della comunità virtuale che cinguetta sarebbe determinante nel successo di una dieta.

L’esperimento ha sottoposto due gruppi di persone obese a un regime alimentare sano e li ha dotati di uno smartphone e di abbonamento internet. A entrambi i gruppi sono stati inviati dei podcast ogni 3 giorni con le indicazioni su come ottimizzare la propria dieta e con alcuni obiettivi da centrare. Lo smartphone in dotazione a uno dei due gruppi era arricchito anche di una app per monitorare i progressi e Twitter. Un consulente dietologo ha animato la timeline con un paio di consigli al giorno e i partecipanti sono stati invitati a pubblicare qualche aggiornamento di stato e interagire con gli alti membri del gruppo. Non tutti l’hanno fatto, ma chi l’ha fatto ha perso più peso.

Chi ha pubblicato più tweet ha perso più peso

ha dichiarato Brie Turner-McGrevy, la capo-ricerca, che si è avventurata anche in una formula statistica: a ogni 10 tweet corrisponderebbe una diminuzione dello 0,5 per cento del peso corporeo, a dimostrazione del fatto il sostegno degli altri, anche social, è fondamentale per tutti coloro che vogliono raggiungere un obiettivo.

E se  la raccolta di dati su Twitter è una procedura che sta insidiando seriamente la raccolta dati sulla salute pubblica in USA, sinora affidata all’agenzia federale che si occupa di questo argomento, la Center for Disease Control and Prevention, che ne sarà dei nutrizionisti, dei dietologi e guru dell’alimentazione tanto cari agli americani?

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