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Cerchiamo meno nei siti delle Pubbliche amministrazioni…

Cerchiamo meno nei siti delle Pubbliche amministrazioni…
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Lo scorso 20 dicembre ISTAT ha pubblicato l’annuale rapporto sui “Cittadini e e Nuove Tecnologie” (http://www.istat.it/it/archivio/78166).

Il rapporto presenta un Italia che a fatica cerca di avviarsi – se pur lentamente e ancora a livelli inferiori dei nostri vicini europei- sulla strada del digitale.  Alcuni dati: aumenta il numero di famiglie che accede al web mediante la banda larga (dal 45,8% al 48,6%); rispetto al 2011 continua a crescere, anche se in misura più contenuta, il numero di utenti di Internet (dal 51,5% del 2011 al 52,5% del 2012); e gli italiani usano la rete prevalentemente per spedire o ricevere email (81,3%), per cercare informazioni su merci e servizi (67,7%) e per postare messaggi su chat, social network, blog, gruppi di discussione e servizi di messaggeria istantanea (51,2%).

Della ricca e completa fotografia realizzata dal ISTAT mi preme evidenziare uno dei pochi dati “negativi” ovvero di controtendenza: diminuisce di circa 7% punti percentuali rispetto al 2011 la quota di utenti che cercano informazioni sui siti delle pubbliche amministrazioni.

Sembra quindi che cerchiamo meno informazioni sui siti delle pubbliche amministrazioni: perché? Provo a fornire delle risposte a questa domanda.

Perché è esploso il fenomeno degli open data e tantissime pubbliche amministrazioni hanno liberato i propri dati  e grazie al lavoro di associazioni, imprese, cittadini sono state sviluppate centinaia di app e di nuovi siti web che hanno cannibalizzato i servizi informativi online della pubblica amministrazione. Mi piacerebbe fosse questa la risposta.

Perché i siti non vengono aggiornati con quella continuità che oramai un utente medio di internet si aspetta – anche da un sito della Pubblica Amministrazione – e quindi gli internauti italiani trovano meno “utile” tornare sui siti della Pubblica Amministrazione.

Perché spesso le stesse informazioni si possono trovare su altri siti , sui Social Media etc. dove vengono spesso validate ed integrate da commenti e dalle valutazioni di chi ha già fruito di quel servizio.

Potremmo continuare, ma una cosa è oramai ineludibile: molte pubbliche amministrazioni devono ripensare radicalmente il modello, i contenuti e i tempi della loro presenza sul web. Non si tratta di un restyling o di make up ma di un vero e proprio cambio di paradigma.

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Foto del profilo di Luca De Pietro
Luca De Pietro è docente di E-government ed E-democracy all'Università di Padova. Dal 1998 collabora con il Centro TeDIS della Venice International University sui temi dei processi di innovazione nella Pubblica Amministrazione, nelle imprese e nei sistemi produttivi locali. Inoltre è consulente di importanti Istituzioni pubbliche nazionali, regionali e locali e di imprese del settore.

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