Vine non ha filtri, i video hard su Twitter riaprono la ferita

Scritto da:     Tags:  , , , , , , , , , , ,     Data di inserimento:  28 gennaio, 2013  |  Nessun commento
28 gennaio, 2013
Vine rischia di prendere il volo: senza filtri i social network sono come boomerang

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La libertà, a volte, è rischiosa. Soprattutto quella “social”, sconfinate praterie dove tutto è possibile se non si mettono filtri (e a volte anche se si mettono…). La responsabilità, poi, è sulle spalle di chi posta o di chi “consente di postare”? Storie tese, difficili, a volte compromettenti. Come l’ultimo pasticcio di Twitter, che esultando per la nuovissima app Vine non si è reso conto – o ha fatto finta? – delle possibili conseguenze.

Il servizio di videosharing lanciato dal social network, che consente di condividere micro video-tweet di 6 secondi e condividerli in loop su Twitter ed anche su Facebook (ovviamente anche tramite iphone e smartphone Android), ha scatenato una serie di “short-movie” pornografici a diffusione virale con tanto di ricerca immediata, tramite hasthag #porno, e conseguentemente creato il pandemonio sulla rete.

Apriti cielo, infatti: Apple, per statuto contraria da tempo alle applicazioni che diffondono materiale pornografico, ha lanciato subito l’invettiva chiedendo a Twitter di risolvere un problema che i vertici del social network hanno definito “non di loro competenza”, in quanto non dipendente dal social stesso ma dall’uso che ne viene fatto (e quindi rimbalzando la responsabilità individuale di ogni singolo utente). Morale della favola: Vine probabilmente verrà eliminata dallo store Apple, sorte già toccata a 500px, altra app volta alla diffusione di materiale hard.

Il tutto, peraltro, ha messo ancor più in risalto vera novità di Vine, ovvero la totale assenza di filtri: dopo aver registrato un video, prima di poterlo condividere con gli altri utenti sarà sufficiente inserire un breve commento di presentazione. Il che ci riporta all’annosa questione della privacy e della libertà di espressione sui socialmedia: in realtà oggi come oggi l’unica soluzione a problemi di questo tipo è l’autocensura, ossia un sistema di mutuo controllo della rete, grazie a un tasto con il quale ognuno può indicare i contenuti a proprio avviso inappropriati,

Il problema successivo è che la sola indicazione non è sufficiente a farli rimuovere, perché c’è bisogno che le segnalazioni siano multiple, in modo da arrivare a una sommatoria di lamentele che influiscano sul sistema facendo apparire una sorta di “alert” preventivo, al singolo utente, sulla natura di quello che sta per visualizzare. Vine rischia quindi di scomparire dai radar Apple, ma apre – anzi tiene aperta – la porta su qualcosa che rappresenta, a livello sociale, tutti i social network del mondo. L’impossibile controllo di un sistema “infinito”.

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