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Vine non ha filtri, i video hard su Twitter riaprono la ferita

Vine rischia di prendere il volo: senza filtri i social network sono come boomerang
2 minuti di lettura

La libertà, a volte, è rischiosa. Soprattutto quella “social”, sconfinate praterie dove tutto è possibile se non si mettono filtri (e a volte anche se si mettono…). La responsabilità, poi, è sulle spalle di chi posta o di chi “consente di postare”? Storie tese, difficili, a volte compromettenti. Come l’ultimo pasticcio di Twitter, che esultando per la nuovissima app Vine non si è reso conto – o ha fatto finta? – delle possibili conseguenze.

Il servizio di videosharing lanciato dal social network, che consente di condividere micro video-tweet di 6 secondi e condividerli in loop su Twitter ed anche su Facebook (ovviamente anche tramite iphone e smartphone Android), ha scatenato una serie di “short-movie” pornografici a diffusione virale con tanto di ricerca immediata, tramite hasthag #porno, e conseguentemente creato il pandemonio sulla rete.

Apriti cielo, infatti: Apple, per statuto contraria da tempo alle applicazioni che diffondono materiale pornografico, ha lanciato subito l’invettiva chiedendo a Twitter di risolvere un problema che i vertici del social network hanno definito “non di loro competenza”, in quanto non dipendente dal social stesso ma dall’uso che ne viene fatto (e quindi rimbalzando la responsabilità individuale di ogni singolo utente). Morale della favola: Vine probabilmente verrà eliminata dallo store Apple, sorte già toccata a 500px, altra app volta alla diffusione di materiale hard.

Il tutto, peraltro, ha messo ancor più in risalto vera novità di Vine, ovvero la totale assenza di filtri: dopo aver registrato un video, prima di poterlo condividere con gli altri utenti sarà sufficiente inserire un breve commento di presentazione. Il che ci riporta all’annosa questione della privacy e della libertà di espressione sui socialmedia: in realtà oggi come oggi l’unica soluzione a problemi di questo tipo è l’autocensura, ossia un sistema di mutuo controllo della rete, grazie a un tasto con il quale ognuno può indicare i contenuti a proprio avviso inappropriati,

Il problema successivo è che la sola indicazione non è sufficiente a farli rimuovere, perché c’è bisogno che le segnalazioni siano multiple, in modo da arrivare a una sommatoria di lamentele che influiscano sul sistema facendo apparire una sorta di “alert” preventivo, al singolo utente, sulla natura di quello che sta per visualizzare. Vine rischia quindi di scomparire dai radar Apple, ma apre – anzi tiene aperta – la porta su qualcosa che rappresenta, a livello sociale, tutti i social network del mondo. L’impossibile controllo di un sistema “infinito”.

Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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