Chi “sa” i tempi non perda tempo: Moovit e’ il social gps del trasporto pubblico

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28 gennaio, 2013
Moovit aiuta a muoversi coi mezzi pubblici grazie alla condivisione delle informazioni tra utenti

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Il senso di un’applicazione si misura dalla sua utilità, dal grado di “spasso” o da quanto è alla moda? Dipende dal consumatore, ovviamente. Però, tra l’incedere di parolieri che rapiscono la mente di milioni di internauti, ci sono alcune app, peraltro gratuite, che tutti dovrebbero scaricare. Semplicemente perché evidenziano quello che è un motivo prioritario di una funzione mobile: muoversi il prima possibile e nel miglior modo possibile.

Moovit si pone proprio questo obiettivo: semplificare il trasporto pubblico consigliando all’utente come raggiungere la tal destinazione nel minor tempo possibile. Come? Grazie a un approccio “social”, ovviamente. No, qui Facebbok, Twitter e Google+ contano il giusto (le esperienze sono condivisibili, ma un profilo non è condizione sine qua non per l’utilizzo dell’applicazione): il “social gps” è basato sulle segnalazioni degli stessi utenti, turisti e viaggiatori. Una volta lanciata, Moovit registra la posizione dell’utente x e poi, in automatico, utilizza i dati degli spostamenti per aggiornare gli altri viaggiatori sui tempi di arrivo.

Sono sette, le opzioni pre-impostate che consentono di segnalare un ritardo, una fermata affollata, la mancanza di pulizia di un autobus e il comportamento di un autista, ecc. Le possibilità sono due: programmare il viaggio da casa oppure, se si è particolarmente di fretta, aggiornarsi “live”, in tempo reale, magari proprio mentre si esce o si sta bevendo il classico caffè del mattino. Con un occhio allo smartphone e, ovviamente, un altro alla strada, Moovit mostra fermate e mappa per raggiungere l’obiettivo una volta scesi da autobus o metro.

In netta ascesa, l’applicazione, che è disponibile sia per Iphone che per Android e, da qualche giorno, “funziona” a Roma, Milano e Torino, coinvolge circa 400 mila utenti nel mondo (le punte a New York, Los Angeles, Toronto, Amsterdam, Madrid, Barcellona, San Paolo e Tel Aviv) e, in media, consente di ridurre i tempi di attesa medi del 43%, grazie appunto all’informazione preventiva. Meno code, meno file, meno traffico stressato, più puntualità. Ci sono app e app: questa sembra molto “smart”. E ha un senso logico.

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