L’innovazione nei programmi elettorali delle coalizioni

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  25 gennaio, 2013  |  Nessun commento
25 gennaio, 2013
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Una prima analisi dei programmi, naturalmente in progress, poiché le critiche piovute nelle prime settimane di campagna elettorale sull’assenza dell’Agenda Digitale come elemento strategico e pervasivo sta portando le forze politiche a tentativi di recupero

Per l’analisi dei programmi elettorali seguiamo l’articolazione in macrotemi che erano stati identificati dalla “Cabina di Regia per l’Agenda Digitale” e che rappresentano la prima forma di strutturazione e di lettura governativa di punti strategici per l’agenda digitale italiana:

  • infrastrutture;
  • commercio elettronico (e sviluppo della cultura digitale nelle imprese);
  • egovernment, open data;
  •  competenze digitali;
  • ricerca e innovazione;
  • smart city e smart community

ai quali aggiungiamo due ulteriori punti:

  • sul modello del lavoro e del welfare, che abbiamo più volte sottolineato come uno dei punti fondamentali e (però) trascurati;
  •  sulla presenza di una strategia sul digitale e sulla pervasività dei temi.

Naturalmente si tratta di un’analisi delle attuali proposizioni programmatiche (quotidianamente si registrano nuovi documenti pubblicati) e non pretende di scendere ad un livello di dettaglio di vero e proprio studio analitico e di correlazioni come è ad esempio il Rapporto dell’“Osservatorio per le politiche sul digitale”. È un’analisi spero utile per comprendere le diverse posizioni, ma soprattutto le diverse sensibilità sul tema e sollecitare così le forze politiche ad una maggiore attenzione e consapevolezza.
Nelle schede sintetiche che seguono sono considerate le posizioni delle maggiori coalizioni/forze politiche (CentrodestraCentrosinistraFare Fermare il declinoLista MontiMovimento Cinque StelleRivoluzione Civile) in rigoroso ordine alfabetico, sulla base dei programmi accessibili dai siti web ufficiali. Il PD ha da poco pubblicato una bozza di posizione-programma sul digitale, aprendola ai commenti. Qui la prendiamo comunque in considerazione, anche perché il programma della coalizione trascura quasi del tutto il tema del digitale.

Strategie

C’è una proposta di strategia sul digitale, che mostri come organicamente gli interventi debbano avere impatto sul futuro economico-sociale del Paese?

  •  Centrodestra: la struttura del programma, che si articola per punti sintetici, senza un quadro di visione generale, di fatto non prevede spazi per una proposta strategica sul digitale, che non c’è. La scelta di dedicare una sezione all’Agenda Digitale, aggregando lì anche i punti riguardanti altre sezioni (es. Pubblica Amministrazione) lascia intendere che si consideri il tema come settoriale e non pervasivo, o che non si sia ancora pronti ad una visione integrata.
  • Centrosinistra: il programma prevede una visione strategica, prima dell’articolazione per temi, ma in questa visione non ci sono citazioni per la società della conoscenza, per la rivoluzione digitale. Anche nelle sezioni successive il tema del digitale non è ripreso in termini strategici. Nella nuova bozza del PD dedicata al digitale una visione startegica è presentata, ma sembra non integrarsi con quella del programma della coalizione.
  •  Fare Fermare il declino: la strategia è descritta nel Manifesto del movimento, ma nessuna citazione è prevista per il ruolo che può avere il digitale. Nelle 10 proposte, coerentemente, è citato solo in termini di strumento utile per l’efficienza e la riduzione dei costi;
  • Lista Monti: nell’Agenda Monti è dedicata a ”l’Italia 2.0, l’Agenda digitale” meno di una pagina. È vero che in qualche modo si fa riferimento a quanto fatto dalla Cabina di Regia, ma lo spazio sembra troppo ridotto, oltre che inserito come uno dei tanti temi della crescita. In questo sembra essere in coerenza con la mancata definizione di una strategia da parte dell’attuale governo.
  • Movimento Cinque Stelle: la rete e il digitale sono al centro del funzionamento del movimento, come evidenziato nel “Non-statuto”, e il programma in qualche modo lo esplicita. Anche qui, però, si tratta di elenchi di azioni e interventi possibili, da cui non scaturisce una visione organica e strategica.
  • Rivoluzione Civile: il programma è da poco sul sito web. Allo stato attuale non è presente alcuna definizione di strategia sul digitale, e tra l’altro anche l’agenda digitale non è mai citata.
Lavoro e Welfare nella societa’ della conoscenza

L’economia della conoscenza, la società digitale cambia le professioni, i rapporti e il modello del lavoro, e quindi anche il tipo di welfare necessario. Le coalizioni si mostrano consapevoli di questo passaggio?

  • Centrodestra: in questo senso il tema non è trattato. Si parla di sviluppo del telelavoro, ma non ci sono considerazioni conseguenti di portata più ampia.
  • Centrosinistra: in questo senso il tema non è trattato, nonostante il lavoro sia uno dei punti chiave del programma. Nel programma di Sel si va un po’ più avanti, ipotizzando forme di “lavoro creativo”, e citando il coworking, nella nuova bozza il tema non compare.
  • Fare Fermare il declino: in questo senso il tema non è trattato.
  • Lista Monti: in questo senso il tema non è trattato, nonostante il lavoro e il welfare siano tra i punti chiave del programma.
  • Movimento Cinque Stelle: in questo senso il tema non è trattato, anche se si lascia un po’ intendere con la misura di incentivazione alle imprese per favorire il telelavoro.
  • Rivoluzione Civile: in questo senso il tema non è trattato.
Infrastrutture

Che azioni sono previste per la diffusione della banda larga, sia come copertura che come penetrazione?

  • Centrodestra: il programma è chiaro “Diffondere capillarmente la banda larga e larghissima”, anche se non si esplicitano le strategie di azione e intervento, soprattutto rispetto al mercato Tlc. Non è trattato il tema della neutralità della rete.
  • Centrosinistra: il tema non è presente all’interno del programma di coalizione, nonostante fosse trattato in diverse iniziative di suoi parlamentari. C’è anche una proposta di legge sulla neutralità delle rete presentata al Senato a firma PD. Il programma di Sel in questo caso non aiuta. La bozza del PD sul digitale dettaglia invece i tipi di interventi possibili, focalizzandosi sul ruolo degli attuali operatori e dell’intervento specifico da attuare su scuola e sanità, ipotizzando una “infrastruttura unica, di alta qualità e pubblica”, anche se non chiarisce come.
  • Fare Fermare il declino: il tema non è presente.
  • Lista Monti: c’è solo un accenno al tema, in cui si conferma la “continuazione del lavoro” iniziato dalla Cabina di Regia, ma non si indica con quale cambio di strategia di azione, dati i problemi e i ritardi del progetto attuale di diffusione.
  • Movimento Cinque Stelle: la necessità della copertura è affermata in più punti, anche se in uno di questi si specifica “la copertura in ADSL”, chiaramente segno di un programma che ha bisogno di aggiornamenti. Non si specifica la strategia di intervento, anche se forse è da estendere alla banda larga l’intenzione di statalizzare “la dorsale telefonica” riacquistandola da Telecom.
  • Rivoluzione Civile: nel programma si afferma “Vogliamo il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese”, anche se non si specifica come si vuole raggiungere l’obiettivo;
Commercio elettronico (e sviluppo della cultura digitale nelle imprese)
  • Centrodestra: il tema non è trattato nello specifico. Le misure per le imprese non includono anche iniziative specifiche per sfruttare l’opportunità del digitale, ma si citano soltanto misure per favorire investimenti in “ricerca e innovazione”. Non sono ripresi qui i contenuti della proposta di legge Palmieri, che aveva misure specifiche sul tema.
  • Centrosinistra: il tema in modo specifico non è trattato. Nel programma si afferma l’intenzione di “individuare grandi aree d’investimento, di ricerca, di innovazione verso le quali orientare il sistema delle imprese”. Nel programma di Sel il “passaggio al digitale” delle imprese è argomentato come uno dei passaggio fondamentali, ma soltanto quando si approfondisce la problematica del settore audiovisivo, nella bozza del PD si riprendono i contenuti della proposta di legge Gentiloni, chiedendo incentivazioni e misure di supporto alla crescita delle PMI e per le start-up.
  • Fare Fermare il declino: il tema non è trattato.
  • Lista Monti: sostanzialmente non tratta il tema e quindi non indica cambiamenti rispetto alle azioni effettuate dal presente governo.
  • Movimento Cinque Stelle: il tema non è trattato.
  • Rivoluzione Civile: il tema non è trattato.
Egovernment, Open data

Partecipazione, trasparenza, digitalizzazione della PA: temi caldi e forse tra quelli su cui sono in avvio gli interventi più strutturati sulla base dell’ex-decreto Digitalia.

  • Centrodestra: anche se in modo specifico solo nel capitolo dedicato all’agenda digitale (non in quello sulla PA), si richiama l’attuazione del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), si indicano le priorità dell’open government, dell’open data e si descrive l’importanza del cloud computing per i servizi della PA.
  • Centrosinistra: il tema è trattato in termini di partecipazione democratica e, verso la PA, per indicare la necessità di semplificazione, alleggerimento, e un “piano industriale” per l’efficienza e il risparmio nelle amministrazioni.
  • Fare Fermare il declino: il tema è trattato nell’approfondimento sulla riduzione della spesa pubblica.
  • Lista Monti: anche grazie allo stato più evoluto dei provvedimenti dell’attuale governo, il tema è trattato nella sua ampiezza per quanto riguarda open data, cloud computing e digitalizzazione, introduzione del FOIA, sempre nell’ottica della “continuazione del lavoro svolto”. Sul fronte dell’open government si citano le esperienze di consultazione indicando che “bisogna andare avanti” e in più si propongono interventi per “assicurare una logica di monitoraggio e di valutazione della legislazione così da assicurare trasparenza, costante informazione sullo stato di attuazione dei provvedimenti, una valutazione oggettiva dei risultati ottenuti come base per le nuove riforme.
  • Movimento Cinque Stelle: è trattato il tema della partecipazione e dell’open government anche con proposte specifiche ”Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini.” Non si tratta di open data e di CAD.
  • Rivoluzione Civile: il tema non è trattato nello specifico, nonostante si indichino la trasparenza e la partecipazione come fondamentali.
Competenze digitali, Alfabetizzazione digitale

Uno dei capitoli principali dell’agenda digitale europea, e uno dei più critici, in un Paese in cui la metà degli adulti non ha mai navigato su Internet. Anche uno dei capitoli meno trattati nella legge “sull’Agenda Digitale”.

  • Centrodestra: il tema non è presente nella sua interezza all’interno del programma di coalizione, nonostante fosse ampiamente trattato nella proposta di legge Palmieri approdata alla Camera. Si tratta solo “dell’agenda digitale per la scuola”.
  • Centrosinistra: il tema non è presente all’interno del programma di coalizione, nonostante fosse ampiamente trattato nella proposta di legge Gentiloni approdata alla Camera. Nel programma di Sel è trattato ampiamente il nodo del sistema formativo, ma limitato a scuola, università e ricerca, nella bozza del PD sul digitale si fa una iniziale disamina del problema complessivo, ma le misure indicate riguardano il mondo della scuola (“il nodo è il sistema scolastico”) e non l’intero sistema educativo/formativo.
  • Fare Fermare il declino: il tema non è presente.
  • Lista Monti: il tema è trattato all’interno del capitolo dedicato alla scuola, ma non in modo specifico. Si denota una continuità con quanto presente nel decreto ex-Digitalia, che appunto non conteneva misure per l’alfabetizzazione digitale, Anzi sembra quasi che si affermi una sorta di automatismo tra servizi offerti ai cittadini e capacità di usufruirne, tanto che si afferma che si opera per una più rapida digitalizzazione della PA “in modo da ampliare il numero di cittadini che interagiscono con gli uffici pubblici attraverso internet”.
  • Movimento Cinque Stelle: sono presenti misure per l’accesso gratuito alla rete, ma nessuna misura specifica per lo sviluppo di competenze digitali.
  • Rivoluzione Civile: il tema non è presente
Ricerca e innovazione
  • Centrodestra: è presente una sezione “scuola, università e ricerca” che specifica le misure di incentivazione proposte (es. crediti di imposta).
  • Centrosinistra: in più parti (sviluppo sostenibile, sapere, lavoro) si tratta di misure di incentivazione alla ricerca e all’innovazione.
  • Fare Fermare il declino: si indicano misure per incentivare la ricerca e l’innovazione.
  • Lista Monti: nel programma le strategie di azione per la ricerca e l’innovazione sono dettagliate e poste in evidenza ”è prioritario accrescere gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione, incentivando in particolare gli investimenti del settore privato, anche mediante agevolazioni fiscali e rafforzando il dialogo tra imprese e università”.
  • Movimento Cinque Stelle: il tema non è trattato in modo specifico. Si parla in generale di incentivare la ricerca.
  • Rivoluzione Civile: la ricerca e l’innovazione sono identificati come elementi importanti per lo sviluppo delle imprese e in generale dell’occupazione;
Smart city e Smart community

L’evoluzione del sistema sociale territoriale è a livello internazionale coniugato su questi modelli sostenuti dall’integrazione delle tecnologie digitali. Ma quale percorso si prevede di seguire, dato il punto di partenza delle “comunità intelligenti” inserito nella legge “sull’agenda digitale” approvata a fine dicembre?

  • Centrodestra: la visione delle “comunità intelligenti” sembra essere sostanzialmente trascurato. Il tema delle smart city è trattato, senza particolari indicazioni di merito, all’interno del capitolo “Ambiente, green economy e qualità della vita”, il che denota una bassa attenzione per l’argomento e anche per l’impostazione data nella legislazione attuale.
  • Centrosinistra: il tema non è presente nel programma della coalizione. Solo andando ad analizzare il programma di uno dei partiti, Sel, si riscontrano riferimenti alla necessità di un nuovo modello urbano, coniugato però soltanto nei suoi aspetti “verdi” e di mobilità e non nel suo insieme. Nella bozza del PD sul digitale il tema è inserito nel capitolo “infrastrutture”, quasi a testimonianza di un’attenzione ancora da sviluppare.
  • Fare Fermare il declino: il tema non è presente.
  • Lista Monti: c’è solo un accenno al tema, in cui si conferma la “continuazione del lavoro” iniziato dalla Cabina di Regia, ma non si indica in quale senso e anche come si colloca la prosecuzione rispetto alla visione delle comunità intelligenti introdotta nella legge, ancora di fatto molto embrionale.
  • Movimento Cinque Stelle: il tema non è presente.
  • Rivoluzione Civile: il tema non è presente.

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