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La partecipazione e la rete nella campagna elettorale

La partecipazione e la rete nella campagna elettorale
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Aggiorniamo e approfondiamo l’analisi sulle modalità partecipative che le forze politiche stanno mettendo in atto in questa campagna elettorale: il livello di coinvolgimento è migliorabile, ma a livello di programmi di lista e di singoli candidati ci sono informazioni interessanti seppur, spesso, poco visibili

Una delle attese maggiori per queste elezioni politiche e amministrative, in un periodo contrassegnato dalla richiesta di partecipazione alle decisioni e di forte critica al sistema di funzionamento dei partiti, era certamente sul livello di coinvolgimento dei cittadini alla formazione dei programmi e alle scelte dei partiti. Ancor di più se si pensa alla legge elettorale in vigore per le elezioni politiche, che non prevede la possibilità di indicare la preferenza sul candidato. Ciò che riscontriamo non incontra gli auspici.

Un segnale positivo sono state senz’altro le primarie sui parlamentari, portate avanti dalla coalizione di centrosinistra e dal Movimento Cinque Stelle, con modalità molto diverse tra loro e un livello di partecipazione difficilmente paragonabile. Più di un milione di elettori per il centrosinistra, ma con un uso molto limitato della rete (neanche per effettuare l’iscrizione alla lista degli elettori), meno di un decimo per il Movimento Cinque Stelle, e totalmente in rete, dalla presentazione dei candidati all’espressione del voto. Ma le altre forze politiche non hanno seguito questo percorso.

Anche sulla formazione dei programmi le modalità seguite sono state in buona parte quelle solite: un gruppo più o meno ampio si incarica di redigere il programma, ma nessun contributo viene chiesto apertamente al cittadino-elettore. Ci sono, però, delle eccezioni. Sperando che ce ne siamo persa qualcuna, ci scusiamo per chi non citiamo (e che sollecitiamo a farci conoscere l’esperienza qui non descritta):
– come programmi di lista, tra le coalizioni si distingue quella Monti, che ha aperto sul sito una consultazione sulle proposte programmatiche, aperta anche a proposte da parte dei cittadini. La partecipazione è significativa, ma non travolgente, se la proposta più votata non raggiunge i 400 gradimenti. È da registrare che da pochi giorni il PD ha aperto la sua proposta sul digitale a commenti dai cittadini. Non si tratta di una vera e propria consultazione e infatti il gradimento non sembra alto (dopo due giorni solo nove commenti). Il testo è piuttosto lungo, non è commentabile per argomenti, insomma non è un riferimento per la politica partecipata. La novità di oggi è l’apertura di una consultazione “ideascale” sul sito di un parlamentare PD. Insomma, il tentativo di recupero continua;
– come programmi di singoli candidati, gli esempi più strutturati appaiono quelli di Ambrosoli, che ha aperto la consultazione sulla piattaforma Liquid Feedback, nata dal Partito Pirata tedesco e in Italia utilizzata per primi (oltre che dal Partito Pirata, naturalmente) dal Movimento Cinque Stelle, e di Arturo Di Corinto, che ha scelto la via del wiki per aprire il suo programma a contributi. Diversi altri candidati aprono alla partecipazione attraverso la richiesta di inviare idee e proposte, ma in questo casi il livello di coinvolgimento è senz’altro minore. Certo, sempre meglio di chi ha al più una pagina facebook.

Non una campagna elettorale “digitale”, né una campagna partecipata, ma tante discussioni nei talk show della Tv?

Foto del profilo di Nello Iacono
25 anni di esperienza in campo tecnico, gestionale e manageriale. Consulente, Formatore e autore di diversi articoli e libri sui temi dell'organizzazione, del management, delle competenze e dell’innovazione dall’ICT, è attualmente partner di P.I.CO. Srl – società di consulenza organizzativa, e consulente Ricerca e Sviluppo del CATTID – Università La Sapienza– Roma. Da anni promuove iniziative in campo nazionale sui temi dell'innovazione ed è attualmente Vicepresidente dell'Associazione Stati Generali dell'Innovazione, di cui è anche fondatore.

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