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Elezioni politiche e agenda digitale: opinioni a confronto

Elezioni politiche e agenda digitale: opinioni a confronto
8 minuti di lettura

Abbiamo chiesto ai candidati delle maggiori coalizioni di chiarire alcuni punti chiave delle proposte sulle politiche dell’innovazione.
Iniziamo qui con Sonia Massobrio, candidata al Senato per la Lista Monti e con il sen. Vincenzo Vita, candidato al Senato per il Partito Democratico

PRIORITA’

Iacono: Nell’ambito dei temi delle politiche dell’innovazione in generale, e dell’agenda digitale in particolare, quali sono le tre priorità che identifichi e sulle quali sarai maggiormente impegnata/o nella prossima legislatura?

Massobrio: Credo che nell’affrontare specifiche tematiche sia determinante definire ed attivare un sistema che possa fare da cinghia di trasmissione fra l’Agenda Digitale del Governo ed i territori. La crescita 2.0 del paese si realizza se ogni attore gioca il suo ruolo in una squadra orientata ad un risultato comune. La consapevolezza ed il commitment politico a tutti i livelli, Regionale e Locale, si deve tradurre in piani strategici integrati concreti e non esercizi sulla carta. Mi riferisco ad Agende Digitali Regionali e Locali, che siano in grado di declinare concretamente i temi sui territori mediante partecipazione diretta di tutti gli attori e come percorso di condivisione dei bisogni e delle soluzioni. Se non riusciamo ad agganciare il processo di innovazione ad una azione politica consapevole, competente e aperta, non riusciremo a costruire nulla di incisivo. E’ il momento che la politica governi le tematiche connesse all’innovazione e che le questioni escano dalle discussioni fra tecnici ed addetti ai lavori e diventino patrimonio di tutti. Con queste premesse, le direzioni su cui lavorare prioritariamente sono cinque:
– Investire sulle risorse umane più deboli, soprattutto a livello locale, per costituire una “smart cultura” e stimolare i dipendenti pubblici a praticare l’innovazione per aumentare l’orgoglio di essere “civil servant”, ovvero a servizio dei cittadini e delle imprese
– Dematerializzare i processi nella logica di: nuovi servizi, semplice accesso e riduzione dei tempi dei procedimenti, trasparenza, open data e interoperabilità
– Stabilire un nuovo rapporto pubblico-privato e con il mondo della ricerca, che consenta di mettere in campo iniziative di innovazione sostenibili, rispondenti a bisogni sociali concreti e capaci di produrre ricchezza
– Incentivare l’innovazione a più livelli: premiando i funzionari pubblici che operano come “Agenti dell’Innovazione” per mettere a regime prassi che devono passare dalla dimensione dei progetti alla gestione, agevolando la spesa pubblica per l’innovazione ( ad esempio non vincolando tale spesa al patto di stabilità, prevedendo aliquote IVA agevolate o costituendo un fondo rotativo per l’innovazione finalizzato a portare a regime il sistema paese sulle priorità dell’ADI )
– Promuovere la diffusione della larga banda ed abbattere il digital divide

Vita: Innanzitutto, la effettiva diffusione sull’intero territorio nazionale della banda larga. In secondo luogo, un piano di alfabetizzazione complessiva del paese, assegnando un ruolo importante alla RAI. Infine, l’accesso libero alla rete e internet per tutti.

OSTACOLI

Iacono: Nell’ambito dei temi delle politiche dell’innovazione in generale, e dell’agenda digitale in particolare, quali sono gli ostacoli principali che a tuo avviso devono essere affrontati, e quali sono le modalità e le iniziative che pensi siano da porre in essere per superarli?

Vita: L’ostacolo principale è l’arretratezza culturale italiana in materia. Purtroppo, la crisi del modello taylorista-fordista non è stata governata da un capitalismo illuminato, bensì da una dominante speculativa e finanziaria, nonché da un lungo predominio di una destra arretrata e autoritaria. Il berlusconismo, che per di più ha contribuito a mettere al centro la vecchia televisione generaliste.

Massobrio:
1. Innovazione significa cambiamento. Cambiamento culturale ed organizzativo innanzitutto. Non serve parlare di open data se non disponiamo di open mind. Innovazione inoltre, deve diventare sinonimo di sviluppo, di crescita in tutti i sensi. Le azioni devono essere fortemente focalizzate a risultati concreti, misurabili in modo oggettivo. E’ pertanto dalla valutazione che deve poter emergere il merito e agire il sistema premiale.
2. Innovazione significa fare sistema. Risparmiare e liberare risorse perchè si valorizzano le esperienze di altri in un processo di specializzazione, Smart Specialization, e nel contempo di integrazione. Per fare queste tre cose, un aspetto chiave sono i dati ed i formati, gli open data e gli open standard. Credo che ci siano degli scambi informativi che debbano essere regolati a livello nazionale, almeno come subset minimo di dati ciò favorirebbe il processo di interscambio. Questo processo potrebbe essere anche favorito dal Cloud Computing, se si interpretasse il Cloud non solo come un’azione infrastrutturale ma anche come una piattaforma che abilita l’armonizzazione semantica basata sugli open data e lo sviluppo di open services. Cloud quindi non solo come sinonimo di tecnologia come come”luogo” su cui le smart communities possono lavorare, collaborare e produrre risultati concreti.

MODALITA’

Iacono: Come valuti l’esperienza dell’ultimo anno di elaborazione dell’Agenda Digitale da parte della cabina di regia? Quali modalità vanno mantenute e rafforzate e quali modificate?

Massobrio: Valuto l’esperienza della Agenda Digitale e della Cabina di Regina come un’esperienza a saldo positivo, sicuramente migliorabile sia nella’approccio metodologico, sia nel processo partecipativo. Ha giocato sicuramente a sfavore del Governo Monti, il breve periodo di lavoro a disposizione per affrontare problematiche così complesse e articolate come quelle connesse all’innovazione, partendo da un quadro di riferimento già molto frammentato. In questi anni chi ha affrontato politiche di e-government, ad esempio, ha molte volte trascurato gli aspetti attuativi e concreti, a vantaggio di quelli regolamentari e normativi, costruendo un quadro troppe volte incoerente e frammentato, sicuramente non chiaro e non applicabile nell’immediato. Oltre ai diretti destinatari dell’azione politica (comuni, regioni, scuole, università…), molti sono i professionisti di questo settore che hanno maturato esperienza sul campo e che se ascoltati più attentamente possono portare soluzioni brillanti che sono in grado di accelerare i percorsi attuativi.

Vita: Male. E’ stata una delle promesse incaute del governo Monti. La Cabina di Regia richiede una capacità d’indirizzo e di scelta. E’ un errore grave immaginare la rete come luogo asettico e neutrale. Al contrario, proprio l’era digitale richiede una strategia. L'”agenda” non è un infinito elenco della spesa, bensì un “programma fondamentale”.

L’AZIONE PARLAMENTARE

Iacono: Sui temi dell’innovazione il parlamento è stato spesso disattento e inefficace, anche per ragioni di carenza di competenze in materia. Qual è la tua valutazione? Che azioni pensi sia opportuno mettere in atto affinché la prossima legislatura possa essere più efficace?

Vita: E’ vero. Basti pensare al disegno di legge – discusso per diverse mesi in rete – sulla “net neutralità”, rimasto fermo presso l’ottava commissione del Senato. O il testo proprio sull’agenda digitale – condiviso – non arrivato a conclusione alla Camera. O al vano dibattito sul copyright. O agli stessi indirizzi contenuti in diversi ordini del giorno nel free software.

Massobrio: Una migliore partecipazione e capacità di ascolto sono elementi essenziali, per i quali è necessario comunque essere preparati e competenti per dialogare. Credo che avere in parlamento rappresentanti che conoscono i temi dell’innovazione sia indispensabile per veicolare nel modo giusto problematiche che sottendono una complessità non sempre evidente ai più. Temi che vanno saputi rappresentare in modo semplice ma incisivo. Soluzioni che vanno individuate, perché praticabili in concreto, non sulla carta. L’altro aspetto su cui è a mio avviso necessario proseguire l’attività del governo, è disporre di strutture governative fortemente legittimate a dialogare a livello interministeriale e ad agire rapidamente. Un elemento critico che ha sempre caratterizzato l’azione di Governo e che con Monti si è cominciato ad affrontare con la Cabina di Regia, è la necessità di stabilire un coordinamento permanente interministeriale, che condivida ed operi di concerto sugli impatti che l’ICT produce all’interno del proprio dominio di competenza. Questo aspetto, ovvero l’integrazione delle politiche e delle azioni per la crescita digitale del nostro paese, va saputo governare ed accelerare, anche rafforzando la governance dell’intero processo di Agenda Digitale.

IL PROGRAMMA E LA PARTECIPAZIONE

Iacono: A tuo avviso il programma della tua coalizione esplicita esaurientemente la strategia e gli interventi necessari sul fronte dell’innovazione? Come valuti il percorso di definizione del programma dal punto di vista della partecipazione dei cittadini? Come pensi di poter favorire una partecipazione più ampia sulle iniziative che realizzerai?

Massobrio: Giudico l’approccio della Lista Civica per Monti, focalizzato su alcuni temi, non su tutti. Reputo questo approccio un valore positivo: scegliere e non disperdere energie su tanti rivoli. L’importante a mio avviso non sono i temi “mancanti”, ma deve essere la ferma volontà che se agiamo in un ambito, il risultato deve essere diffuso e riusato da tutti, in modo che il Paese nel suo complesso faccia un gradino. Perpetuare la logica dei progetti e dell’Innovazione a macchia di leopardo non è più possibile. Dobbiamo avviare un percorso che parta dai livelli minimi di innovazione per tutti e salga verso la crescita 2.0., questo vuol dire per tutti fare un passo indietro nell’autonomia di scelta per farne uno avanti tutti insieme. Una sorta di rigore e serietà nel fare innovazione. Alcuni sistemi sono però abilitanti per il PAESE: il sistema delle grandi anagrafi: popolazione, imprese, e immobili innanzitutto, e delle gradi categorie di servizi: il sistema sanitario e quello scolastico. La partecipazione non può svolgersi in modo astratto, se volgiamo rafforzare la partecipazione di tutti, gli strumenti social o il web 2.0 possono essere di grande aiuto anche perché a basso costo, ma la partecipazione si deve creare dal basso, dal contatto, dal confronto e dalla relazione. Cercherò di utilizzare tutti i canali di contatto, ma proverò a parlare alla gente anche direttamente, mettendomi a disposizione ed in discussione in iniziative pubbliche dove l’ascolto e la conoscenza diretta dei problemi possa diventare prezioso bagaglio da portare con me in futuro.

Vita: L’innovazione non è un tema, un capitolo. Si tratta, piuttosto, di un criterio interpretativo generale, della semantica di una nuova e (soprattutto) buona politica.

Foto del profilo di Nello Iacono
25 anni di esperienza in campo tecnico, gestionale e manageriale. Consulente, Formatore e autore di diversi articoli e libri sui temi dell'organizzazione, del management, delle competenze e dell’innovazione dall’ICT, è attualmente partner di P.I.CO. Srl – società di consulenza organizzativa, e consulente Ricerca e Sviluppo del CATTID – Università La Sapienza– Roma. Da anni promuove iniziative in campo nazionale sui temi dell'innovazione ed è attualmente Vicepresidente dell'Associazione Stati Generali dell'Innovazione, di cui è anche fondatore.

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