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Per le aziende i social network sono terre (ancora) inesplorate

I socialmedia sono ancora una sorta di Far West per le aziende?
2 minuti di lettura

In principio ci fu lo sbarco sul web. Poi, la consapevolezza che un sito Internet poteva e doveva essere la migliore pubblicità di se stessi. Ora, il terzo step: la presenza costante ma soprattutto consapevole sui social network, mezzi di comunicazione di massa (perché tali sono) utilizzati dal 91% della popolazione online, intesa come quella che ha una connessione frequente.

Si parla spesso di e-commerce e di business mobile, ma la realtà è che le aziende, grandi e piccole, ancora non “masticano” bene i social network, altrimenti molte risorse utilizzate per farsi largo nel vasto oceano della rete potrebbero essere risparmiate sfruttando meglio Facebook, Twitter, Google+. Stando all’ultima e interessante ricerca di UberVu, agenzia americana che partendo dagli Usa da uno spaccato preciso tra la discrepanza attuale che c’è tra consumatori (quasi tutti “social”) e produttori (molto pochi).

Non è che le imprese non abbiano profili, magari anche più di uno. Ma non hanno persone dedicate, il che, oggi, non sembra la scelta più azzeccata. Solo il 22% delle aziende, infatti, ha un social media manager interno, dedicato al mantenimento e la promozione del loro marchio online. Considerando che il 43% degli utenti compresi tra 20 e 29 anni resta circa 11 ore alla settimana sui social network, stona, secondo voi, che solamente il 33% dei responsabili marketing vi dedichino lo stesso tempo?

In realtà i social network, partiti come semplici aggregatori di utenti (una sorta di chat allargata) e, di colpo, diventati concorrenti delle principali agenzie di stampa, vanno presi con le molle. Non tutti i prodotti e non tutti i servizi, si dice, possono essere vendibili o comunque avere un senso “pubblicitario” su Facebook o Twitter. A parte il fatto che anche questa affermazione potrebbe essere contro-battuta (non si tratta di farsi pubblicità, ma di esserci!), ci sono numeri precisi a supporto dello “sbarco massiccio”.

Primo:  Instagram genera 85 commenti e 575 like al secondo, mentre gli utenti di Pinterest tendono a spendere di più e più spesso rispetto agli utenti degli altri cinque maggiori social network. Il visual social marketing ha enormi potenzialità di ritorno, ma se un’azienda ha un profilo e non risponde ai feedback dei propri fan, la presenza può essere un boomerang.

In definitiva, quindi, “dipende dai casi”: un’Agenzia Viaggi, ad esempio, dovrebbe presenziare 24 ore al giorno su ogni social network possibile e immaginabile, mentre un calzaturificio, evidentemente, avrebbe minori vantaggi dal dedicare anima e corpo a post o tweet. Quel che comunque è importante sottolineare, anche solo e semplicemente facendosi un giro sul proprio profilo, è che per le aziende i social network sono ancora territorio (molto) inesplorato. Quando entreranno nel sentiero, ne sapremo di più.

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