Pensare in modo accessibile: la Provincia di Torino coinvolge risorse interne e collettivita’

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24 gennaio, 2013
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Accessibilità: punto di partenza per dialogare con i cittadini. Fin dal 2005 la Provincia di Torino si è caratterizzata per essere uno degli enti più attenti all’usufruibilità dei propri strumenti informatici, secondo quei criteri indicati dalla normativa italiana. A parlare della buona prassi messa in atto in questi anni, a cominciare dal sito internet istituzionale è Carla Gatti, direttore Area Relazioni e Comunicazione

“L’accessibilità rappresenta, come dichiarato espressamente nel Codice dell’Amministrazione Digitale, una condizione base e irrinunciabile di lavoro: il dialogo con i cittadini necessita, come punto di partenza, la rimozione delle barriere tecnologiche che lo allontanano dalla pubblica amministrazione. In altre parole, porsi l’obiettivo dell’accessibilità facilita e catalizza il raggiungimento di altri importanti obiettivi di dialogo con i cittadini. Porre l’attenzione verso le tematiche dell’accessibilità crea le condizioni e la sensibilità per andare in tale direzione. Gli obiettivi dell’azione messa in atto dalla nostra Provincia sono prima di tutto tecnici, per il perseguimento di un buon livello di accessibilità del sito, ma anche – non dimentichiamolo – di formazione interna e sensibilizzazione per le persone che vi operano o definiscono i contenuti”. Fin dall’effettiva entrata in vigore della Legge Stanca, infatti, la Provincia di Torino ha provveduto a rendere il proprio sito istituzionale accessibile in tutte le sue componenti: un’operazione complessa, che ha comportato un ripensamento nella redazione delle pagine web, basato sulla messa in opera di buone prassi in grado di rendere più fluido e coordinato il lavoro delle numerose “redazioni distribuite”, che consentisse loro di pubblicare in autonomia contenuti con l’uso di un apposito CMS. Sono stati identificati, dunque, dei “pattern” comuni, che identificassero i “mattoni principali” che costituiscono le pagine del sito e, una volta testati dal punto di vista dell’accessibilità, sono stati divulgati fra le redazioni distribuite. Il tutto è stato accompagnato da periodici appuntamenti formativi dedicati a tutti i dipendenti coinvolti nella redazione del sito e dalla distribuzione di un manuale dedicato alle “Linee guida redazionali”, in grado di condividere le buone pratiche di accessibilità e definire una policy per la pubblicazione di contenuti.
Un lavoro articolato, reso possibile dalla condivisione e collaborazione costanti tra le molteplici realtà interne. “Superata la fase iniziale di analisi dei requisiti che l’accessibilità impone e quindi di adattamento del sito (sul quale ha operato principalmente il CSI Piemonte, fornitore dei servizi web) è stato necessario impostare un lavoro di condivisione e formazione con le risorse interne - prosegue Gatti – È importante sottolineare che, ancora prima dell’avvento della Legge Stanca, la Provincia di Torino aveva orientato la sua attività relativa al proprio web nell’ottica di una gestione autonoma dei contenuti, con la creazione di redazioni decentrate, focalizzate su specifici contenuti tematici, lavoro, ambiente, istruzione e altro ancora. Un’attività redazionale in appoggio e collaborazione con la redazione centrale del sito che opera all’interno dell’Ufficio stampa alla quale spetta il compito del coordinamento generale sulla comunicazione on-line e sulla scelta degli argomenti coerenti alla stretta attualità e non solo ai servizi. Le redazioni decentrate hanno così acquisito nuove competenze e la sensibilità necessaria per centrare gli obiettivi dell’accessibilità. Si è inoltre ritenuto opportuno in particolari occasioni organizzare incontri specifici anche con i dirigenti dell’Ente, al fine di condividere finalità, obiettivi e risultati”.
Una parte molto importante è stata dedicata alla formazione del personale dipendente: “La formazione interna è stata considerata come strumento privilegiato di diffusione delle informazioni e della sensibilità. In particolare, sono stati sfruttati per tale fine gli incontri formativi dedicati agli aggiornamenti dello strumento CMS (Content Management System) per la gestione in autonomia dei contenuti delle sezioni del sito. Lo strumento è stato ottimizzato per permettere la realizzazione e l’inserimento on-line di contenuti accessibili con il minimo sforzo. Abbiamo ritenuto importante fare in modo che il personale coinvolto potesse concentrare la propria attenzione su un numero limitato e fondamentale di problematiche, affidando invece allo strumento tecnico alcuni importanti automatismi e verifiche in ottica dell’accessibilità. In altre parole, far sì che l’accessibilità non costituisca un appesantimento nell’attività ma l’opportunità per semplificare i contenuti e la loro presentazione. Sono state anche predisposte le principali regole del web writing e dell’usabilità, che si stanno consolidando in un documento condiviso di linee guida redazionali: l’accessibilità può essere intesa, in senso più ampio, come forma di attenzione verso una fruizione agevole dei contenuti web nei casi di disabilità e trova una naturale estensione e generalizzazione nell’usabilità: ancora una volta il punto di partenza per un dialogo efficace con i cittadini”.

I risultati a oggi raggiunti confermano la bontà delle scelte attuate dalla Provincia di Torino: il sito istituzionale, negli ultimi anni, ha avuto un numero mensile di visite di circa 2 milioni, con un trend di crescita media di circa 500 mila ogni anno. A tale crescita, è utile contrapporre la diminuzione, a partire dal 2006, delle segnalazioni sulle difficoltà di fruizione di alcuni contenuti web. Un buon esempio, dunque, anche se non ancora la prassi: nonostante ci sia una regolamentazione ben precisa sull’accessibilità, infatti, ancora oggi moltissimi siti della PA presentano problemi di usabilità. “La Legge Stanca ha visto un processo di revisione e aggiornamento che purtroppo è stato al momento interrotto. Tale incompletezza sta comportando almeno due problemi: da un lato ci si deve ancora basare su requisiti tecnici vecchi di almeno cinque anni, che presentano alcune rigidità nell’interpretazione e quindi rendono forte il divario fra il perseguimento dell’accessibilità formale e di quella reale. Dall’altro lato, la stessa legge presenta un regolamento attuativo non sempre facile da interpretare, in cui sono gli Enti stessi ad autocontrollarsi. Al di là di tali aspetti legali, le PA sono frenate nell’attività di adattamento nell’ottica dell’accessibilità anche da problemi più concreti: i costi delle attività iniziali di riadattamento del web e la formazione interna. Costi che si possono rivelare gravosi per piccoli enti”.
Per il futuro l’obiettivo è di proseguire sulla strada intrapresa, allargando il raggio d’azione della Provincia anche sui siti dei comuni del suo territorio, mettendo in atto azioni di collaborazione inter-istituzionali. “è un intervento in fase di progettazione, anche se dovremo fare i conti con l’attuale difficile congiuntura economica. La sua importanza è ancor più evidente in questo momento in cui la Regione Piemonte ha sospeso attività di supporto ai Comuni precedentemente erogate”. Per concludere, “pensare in modo accessibile”: un fine o un mezzo? “Entrambi. L’attenzione al cittadino e la sua soddisfazione nel reperire le informazioni o espletare le pratiche online sono certamente il fine, ma per raggiungere tale obiettivo occorre tenere sempre presenti i requisiti dell’accessibilità e dell’usabilità, e in questo senso pensare in modo accessibile è un mezzo - conclude Gatti - Se così non fosse, si arriverebbe a progettare servizi potenzialmente molto utili per il cittadino, ma con caratteristiche che li renderebbero difficili da usare o addirittura inaccessibili”.

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