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Turismo mobile, le app di Skyscanner conquistano gli italiani

Il 43% degli utenti italiani di Skyscanner compara i prezzi con lo smartphone
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Non sarà “la” soluzione, ma di sicuro è una soluzione. O meglio, una tendenza. Della quale tener conto, con la quale confrontarsi. Il travel 2.0 è figlio di tanti cambiamenti, e in questo caso di tantissime app che, in rete, consentono di prenotare un volo on line perdendoci al massimo cinque minuti.

L’abitudine, in Italia e non solo, cresce a dismisura perché queste applicazioni, disponibili su tutti i tipi di smartphone, sono semplici da usare, immediate da capire. E, soprattutto, perché consentono di risparmiare sui costi di agenzia e di tour operator. Chi di voi non conosce Skyscanner.it? L’avete mai usato nella sua versione mobile?

Le prime applicazioni mobile del sito europeo leader nella ricerca dei voli sono state lanciate a inizio 2012, ma poco più di un anno dopo – lo rivela proprio una ricerca di Skyscanner – il 43% delle ricerche, in Italia, avvengono da smartphone, tablet o iphone.

La tendenza è avviata e, particolare interessante, pare abbia il suo picco la domenica sera attorno alle 21, momento di traffico massimo per la ricerca di voli attraverso la app, mentre il sito nella sua versione desk fa registrare l’afflusso di visitatori più cospicuo il lunedì tra le 12 e le 14. Motivazione psicologica in entrambi i casi? Reduci dal week end e appena rientrati al lavoro, probabilmente la voglia di partire si fa sentire maggiormente.

Fatto sta che comunque, ad oggi, sono circa 11 milioni nel mondo gli utenti che hanno scaricato e utilizzato le app di Skyscanner: in Italia siamo a oltre 700.000 download, un dato davvero significativo se rapportato alla grande varietà, sul fronte “ricerca voli”, che si può trovare online.

La comodità di potersi fare un’idea, dal divano di un amico o addirittura di ritorno da una cena di lavoro, su quanto costa e quanti scali, eventualmente, sono previsti per raggiungere questa o quella meta, sta diventando una sorta di “must”. Se una app è utile e semplice, la usano tutti. Di questo chi si occupa di turismo deve tenere conto in maniera esponenziale.

Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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