Internet, open data, scuola digitale: i partiti credono nella rete?

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21 gennaio, 2013
L'innovazione e l'agenda digitale non sono fra le priorità dei partiti italiani?

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Metti che uno si sveglia, un lunedì mattina a poco più di 30 giorni dalle elezioni politiche 2013, e vuole capire cosa propongono partiti e coalizioni sul fronte digitale. Ok, “digitale” è un termine arcaico, obsoleto e superato, ma rende bene l’idea. Così come invece faticano a renderla, almeno di primo impatto, e quindi sul web, quelli che vorrebbero governarci per i prossimi cinque anni.

Non è una questione di programmi elettorali in tema di agenda digitale, banda larga eccetera, ma proprio di immediatezza su temi troppo importanti per non trovarli – e non si trovano, se non in sporadici casi – sulle home page dei siti ufficiali degli stessi partiti. Lanciamo la provocazione: chiunque, sul nostro muro, è invitato a lasciare post e indicazioni, se le conosce, sul come Pdl, Pd, Agenda Monti, Movimento 5 Stelle e tutti i protagonisti delle prossime politiche, intendono gestire la questione nella prossima legislatura. Quello che si fa adesso è mettere in risalto quanto c’è, online, di visibile nel giro di 5-6 minuti di tempo (la media con la quale un singolo elettore vorrebbe trovare qualcosa di esaustivo in tema senza doversi perdere tra duemila pagine inutili o non aggiornate).

Partiamo dal Pdl: a parte che onestamente le slide del programma basato sui cinque punti (basta Imu, basta Equitalia, basta oppressione fiscale, basta cattiva Europa, basta statalismo e basta burocrazia) si trovano più facilmente scrivendo “programma pdl” su Google che dalla home page del portale ufficiale – … -, non c’è nulla di sintetico su agenda digitale, open data, banda larga, scuola 2.0, e affini. Per dovere di cronaca – repetita iuvant: sto chiedendo aiuto alla comunità online, non dando giudizi – c’è da concludere che il Pdl aveva presentato, lo scorso marzo, una proposta di legge abbastanza dettagliata sull’agenda digitale. Ci fidiamo di questa?

Proseguiamo col Pd: l’ultima notizia, in ordine cronologico, arriva da Spaghetti Open Data 2013: a nome del Partito Democratico del candidato premier Bersani, ha scritto Marco Meloni, sostenendo l’open government è lo strumento più appropriato per organizzare il rapporto tra cittadini e istituzioni. “Liberare nella rete i dati pubblici non deve essere considerato un costo ulteriore per la Pubblica Amministrazione, ma un investimento con ricadute benefiche. L’Italia ha bisogno di un piano di estensione dell’opendata“, sostiene Meloni, che poi rimanda al sito ufficiale del Pd, dove effettivamente troviamo una sezione dedicata al tema. Dentro, una serie di sottocapitoli (economia digitale come prospettiva di sviluppo, introduzione all’economia digitale, open government e Pd, smartcity e Pd) sui quali soffermarsi.

Soffermiamoci su Mario Monti e la sua Sceltacivica: ok, è vero che l’agenda digitale che in teoria in questi giorni dovrebbe muovere i primi passi (mah, boh, mah) l’hanno fatta i suoi ministri, però onestamente così, di primo acchito, non c’è nulla di chiaro sulla home page. Quello che c’è, ma su agenda-monti, è una rivisitazione di quanto fatto sul tema, in Italia, nell’ultimo anno, e il suggerimento di “continuare il lavoro avviato e rafforzarlo lungo i quattro assi delle connessioni infrastrutturali a banda larga e ultra larga, delle smart communities/smart cities, della introduzione dell’approccio “open data” rendendo tutti i dati della pubblica amministrazione accessibili e scambiabili on line, la diffusione del “cloud computing”, la nuvola dei dati, per unire e condividere dati provenienti da più istituzioni e dell’e-government, rafforzando gli incentivi per l’utilizzo di tecnologie digitali nei processi amministrativi per fornire servizi ai cittadini“.

Chiudiamo con il Movimento5Stelle di Beppe Grillo. Nonostante ci si aspettasse di più, qui il programma c’è e, nei suoi punti principali, non chiede all’utente di spendere ore e ore per capire cosa si vuole fare in tema. La forza è l’immediatezza: se vai su Istruzione, trovi subito “Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti”, ma anche “Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie” e quant’altro. Se clicchi su Informazione, la prima proposta è “Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano“. Non ci soffermiamo oltre, chiunque può dare un’occhiata e farsi un’idea.

In attesa di proporre e redarre uno speciale ad hoc sui programmi “digitali” di ogni partito/coalizione, questo è quanto emerge in superficie. Attendiamo novità, suggerimenti, conferme, smentite.

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