User generated content: il turismo del futuro passa da qui

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  16 gennaio, 2013  |  Nessun commento
16 gennaio, 2013
Tourism_Australia

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Australia, Islanda e Canada protagoniste di strategie comunicative che si basano su massiccio ma intelligente utilizzo dei social network, delle immagini, dei rapporti vissuti in prima persona. Il filo conduttore è valorizzazione dell’esperienza dei viaggiatori e la capacità di organizzare in modo fruibile una mole di contenuti altrimenti dispersi 

Chris Anderson nel suo The Long Tail aveva definito come prima forza della coda lunga la democratizzazione degli strumenti di produzione; in parole povere, si tratta dei cosiddetti user generated content, ovvero i contenuti prodotti dagli utenti. Un fenomeno ormai diventato quotidianità, soprattutto nel settore turistico, grazie agli smartphone che permettono di fotografare, postare, recensire e condividere contenuti in tempo reale, durante lo svolgimento della stessa esperienza di viaggio. Una forza, appunto, da non sottovalutare per chi si occupa di marketing turistico, ma spesso utilizzata in maniera meno efficace di quanto in realtà si potrebbe fare. Tre casi di destination marketing dove gli user generated content sono il cardine delle strategie comunicative portate avanti da alcuni enti internazionali di promozione turistica.

1.Tourism Australia – Don’t just tell a story, give a story to tell.
Il caso di eccellenza. La pagina più seguita nel continente su Facebook è quella di Tourism Australia (oltre 4 milioni di fan), un country-brand forte e che ha alle spalle una strategia solida fatta di obiettivi condivisi tra operatori, residenti e istituzioni. E i risultati non si fanno attendere.
Nell’ambito della campagna There’s nothing like Australia sono stati pubblicati oltre 60.000 contributi degli utenti. O meglio, 60.000 ragioni di visitare l’Australia, che compongono una mappa di esperienze di viaggio. E l’esperienza di chi ci è già stato è da sempre una forza trainante nel turismo. La foto di viaggio postata dagli utenti, oltre ad essere geolocalizzata, si collega a una serie di informazioni sul luogo: cosa fare nei dintorni, dove alloggiare, oltre a informazioni sulla destinazione e sugli eventi in corso. Una guida di viaggio multimediale, con il valore aggiunto dell’autenticità dell’esperienza, che dà all’Australia – appunto – una storia da raccontare grazie alle storie dei suoi viaggiatori.

2. Iceland wants to be your friend
Chi l’avrebbe detto che una piccola isola nei mari del nord avrebbe puntato tutto su una interessante strategia social volta a promuovere la glaciale Islanda come destinazione turistica. Nel 2012 l’ente di promozione turistica lancia la campagnaIceland wants to be your friend, utilizzando Twitter, Facebook, Vimeo, blog e Tumblre parlando in prima persona: una nazione che si fa voce per raccontare se stessa ai viaggiatori. Man mano che la campagna procedeva, ci si è accorti che la grande qualità dei video prodotti dai turisti non poteva restare inosservata. Ecco che i social hanno fatto da traino per spingere gli utenti a condividere i propri contenuti che sono diventati elemento stesso di promozione del territorio. Qui i video prodotti dagli utenti.

3. Canada Explores by Canadians
Il primo turista è il residente. Un concetto fondamentale per ripensare la promozione turistica di un territorio, ma per nulla scontato. Coinvolgere gli abitanti, farli diventare i primi brand ambassador del proprio territorio è il primo passo per la costruzione di un’identità turistica forte in grado di essere esportata in tutto il mondo. Un idea ben compresa dall’Ente di promozione del turismo canadese, che ha deciso di coinvolgere le persone che meglio conoscono il territorio: i cittadini canadesi. Canadian Tourism Commission (CTC) ha quindi lanciato la campagna35milliondirectors.com: 35 milioni di canadesi chiamati ad essere i registi della promozione turistica della propria nazione. “The Canadian Tourism Commission challenged 35 million Canadians to capture their country on film”, recita il sito ufficiale dell’iniziativa, che ha dato vitya a un’intensa campagna social intitolata Keep Exploring. Un ottimo esempio di coinvolgimento degli attori locali, prime guide per il turista che arriva in Canada.
Questi tre esempi internazionali di uso intelligente di user generated content hanno in comune la valorizzazione dell’esperienza dei viaggiatori e la capacità di organizzare in modo fruibile una mole di contenuti altrimenti dispersi, ponendo l’accento su quello che i residenti stessi possono offrire al turista. Far riscoprire agli abitanti il valore del proprio territorio è un passo fondamentale verso la costruzione di una identità territoriale in grado di essere comunicata all’esterno e capace di attirare nuove nicchie di turisti.

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