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Politica e Agenda Digitale. La Pubblica Amministrazione non puo’ riformare se stessa.

Politica e Agenda Digitale. La Pubblica Amministrazione non puo’ riformare se stessa.
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Da molte parti, in queste ore, si lamenta il fatto che l’Agenda Digitale non sta partendo.

Avevate dubbi? Per farla partire davvero (e non qualche provvedimento di digitalizzazione dell’esistente) servono ben 34 decreti attuativi!!!!

Naturalmente i Decreti Attuativi devono essere scritti da coloro che, in larga parte, non sono interessati a cambiare nulla o non sanno di cosa si sta parlando.

Ho già avuto modo di evidenziare sul blog in due post (“Elezioni, primarie, Agenda Digitale” e “Le comunità intelligenti, la via centralistica alla smart city”) i limiti del provvedimento legislativo.

Soprattutto sostenevo e sostengo l’idea che non può essere la Pubblica Amministrazione ad autoriformarsi.

Non ne ha cultura e non ne ha la volontà. Così è, purtroppo.

Ciò che sconcerta è che in questo avvio di campagna elettorale di questi temi non si parli. Si commentano i presunti scontri tra i guitti dei giustizialismo e dell’antigiustizialismo (speculari e complici), della modernizzazione del Paese non si parla.

Ma, cosa vuoi, in fin dei conti è solo l’Agenda Digitale? Appunto, l’Agenda Digitale è il futuro del Paese.

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Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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