Eterodossi e ortodossi

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  15 gennaio, 2013  |  Nessun commento
15 gennaio, 2013
twitter-study-reveals-the-secret-to-getting-more-followers-video--f7485ada28

Visite: 818

Per quello che ho compreso, e che ho sempre cercato di far capire, se il Web ha un valore, è in quello che inocula nell’organismo della società civile. Quindi le categorie della quantità, del “giusto metodo per…”; della “strategia vincente al fine di…” è bene osservarle con un pizzico di scetticismo. Non perché siano sbagliate (alcune sì: quelle della quantità, però anche in questo caso dipende da che cosa si “vende”); ma perché in modo quasi inevitabile assurgono al ruolo di “Leggi Inviolabili”, con tanto di sacerdoti incaricati di vigilare su trasgressori e fedeli.

Piccola digressione: un giovane che desidera lanciare una start-up si troverà presto a un bivio: quali “tipi” di persone corteggiare? Ce ne sono due (semplificando parecchio): gli eterodossi e gli ortodossi, e sono i primi che devono essere al centro della sua azione.

Perché sono quelli aperti alle novità, non hanno schemi o abitudini da onorare, amano provare un po’ di tutto, e quando per esempio incappano in un bizzarro sistema per usare il computer, che comporta l’uso della tastiera, del mouse e ricorre alla metafora della scrivania, lo adottano.

I secondi hanno le proprie convinzioni, quali ad esempio: che bello sudare sulla riga di comando! Il computer è sofferenza e dolore! Se diventa facile, anatema! Noi siamo persone serie, e ci lavoriamo col computer!

Come in ogni ortodossia, il passo che conduce a creare una casta si compie con estrema facilità ed è trasversale: nessuno ne è risparmiato. A meno che non si conservi sempre un modo di affrontare sfide e problemi come occasioni di crescita, invece che come minacce allo status quo. Non basta avere installato sul computer un sistema “aperto” per avere la mente “aperta”; né la chiusura è indice di scarsa capacità nel cogliere la complessità della nostra realtà (ma a volte sì).

Torniamo al giorno d’oggi per parlare del Web.

Qualcuno, celebre, approda su Twitter, e forte della sua posizione, crea consenso e successo; e lo fa senza seguire le regole, i metodi propugnati dalla casta. Fa di testa sua: sbaglia, riprova, sbaglia ancora e dopo un po’ inizia ad azzeccarle.

Purtroppo.

Esiste qualcosa di peggio del successo: il successo ottenuto con mezzi non codificati. La casta parte al contrattacco: il successo non dimostra nulla, proclamano. Vero, ma allora perché diavolo esistono costoro? La loro attività è dispensare Saggezza & Sapere proprio per arrivare al successo, non per restare nell’ombra; non ho bisogno di guru per avere 35 lettori su un blog o 27 followers. Se però si ottengono risultati attraverso una strategia che non è la loro, non ci siamo.

Il successo (dovrebbero avere il coraggio di confessare) è quando un bene (il libro per esempio) da prodotto di èlite diventa democratico. Sul come ci si riesce è un discorso da fare, ma che interessa pochi.

Il Web non è un guscio vuoto, ma uno scrigno di conoscenze, di saperi. Per far capire alla gente quello che contiene ci sono infiniti mezzi, e quelli che funzionano spesso sono poco ortodossi. Buona parte delle personalità che si affacciano sul Web producono contenuti mediocri; è un problema. Ma può accadere che il valore ci sia, anche quando non c’è, o meglio, sembra che non ci sia: perché in quel mucchio indistinto di persone che arrivano su Twitter al seguito del loro beniamino, ci sono individui (quindi, una minoranza purtroppo) che scoprono un mondo di opportunità in attesa di essere colto. Persone che presto imparano quanto sia divertente essere eterodossi, che appartenere alla casta degli ortodossi.

Credits immagine

Lascia un commento


Ti potrebbe interessare anche: