Comuni inadempienti? Restano ancora sessanta giorni di vita…

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  11 gennaio, 2013  |  Nessun commento
11 gennaio, 2013
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L’articolo 3 del Decreto Legge 10 ottobre 2012, n. 174Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012in vigore dall’11 ottobre 2012 e convertito con modificazioni dalla Legge 7  dicembre 2012, n. 213 ha apportato sostanziali modificazioni all’art. 147 del D. Lgs. n. 267/2000 (TUEL). L’art. 3 comma 2 del già citato Decreto Legge n. 174/2012 fissa anche la tempistica per adeguarsi alla riforma del TUEL, prevedendo che “gli strumenti e le modalità di controllo  interno  di  cui  al comma 1, lettera d),  (art. 147 e seguenti)  sono  definiti con  regolamento  adottato  dal Consiglio “e resi operativi dall’ente locale entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente  decreto, dandone comunicazione  al Prefetto ed  alla sezione  regionale  di controllo  della  Corte dei conti”.

Il termine di tre mesi entro cui il Consiglio Comunale doveva adottare il regolamento sono scaduti giovedì 10 gennaio 2012. Che succede se entro tale termine il Comune non ha provveduto all’approvazione del regolamento? Sempre ai sensi dell’art. 3 del Decreto Legge n. 174/2012

Decorso infruttuosamente  il  termine di  cui  al periodo precedente, il Prefetto invita gli enti che non abbiano provveduto ad adempiere  all’obbligo  nel  termine  di  sessanta  giorni. 

Decorso inutilmente il termine di cui  al  periodo precedente  il  Prefetto inizia la procedura  per lo  scioglimento  del Consiglio  ai  sensi dell’articolo 141 del testo unico  delle leggi sull’ordinamento  degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,  e successive modificazioni.

Che fare quindi? Sull’argomento qualche giorno fa s’è posto la medesima domanda il Sole 24 Ore. Verificare innanzitutto se il vostro comune è in regola, ossia se il consiglio comunale ha approvato il regolamento citato in precedenza, sollecitando sia i sindaci (come è stato fatto a Venezia) altresì i prefetti a compiere quanto previsto dalla vigente normativa perché – come dico sempre – la legge è uguale per tutti, sia per il cittadino che per la stessa amministrazione pubblica.

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