Dieci punti per me posson bastare… #democrazia2punto0

Scritto da:     Tags:  , , , , , , , , , , , ,     Data di inserimento:  4 gennaio, 2013  |  Nessun commento
4 gennaio, 2013
trasparenza

Visite: 8080

Nasce dalla rete un appello ai partiti e ai candidati per le prossime elezioni politiche. I firmatari di questo appello (sia i sottoscrittori iniziali, sia coloro che hanno aderito successivamente) sono convinti che il futuro del Paese passi anche attraverso la Rete e le sue straordinarie potenzialità di democrazia. Cosa si chiede con questo appello? Di supportare 10 punti per garantire, tra l’altro, trasparenza e partecipazione attiva.

1. di pubblicare online l’’elenco di tutte le candidature, offrendo a tutti i candidati una piattaforma web attraverso la quale aprirsi al dialogo e al confronto con i cittadini e presentarsi ai propri elettori con il proprio curriculum, le proprie idee e il proprio programma: massima trasparenza e apertura anche alle critiche dovranno essere irrinunciabili principi ispiratori della campagna elettorale online.

2. di dare pubblicità a tutte le riunioni politiche di vertice in live streaming e successiva archiviazione online, perché chi si candida alla guida del Paese non può e non deve avere niente da nascondere ai cittadini.

3. di garantire che tutti i candidati si impegnino, se eletti, a consultarsi costantemente attraverso strumenti telematici con i propri elettori, rispondendo settimanalmente online a interrogazioni pubbliche in livechat.

4. di impegnarsi nella prossima legislatura perché l’accesso a Internet diventi un diritto fondamentale del cittadino.

5. di impegnarsi perché la Rete sia davvero neutrale e sia vietato ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica ogni genere di attività di network management suscettibile di incidere sulla libertà degli utenti di accedere a ogni tipo di contenuto a condizioni tecniche ed economiche non discriminatorie.

6. di impegnarsi perché tutti i dati e le informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni siano resi disponibili online, in tempo reale, in formato aperto e con una licenza che ne autorizzi l’uso da parte di tutti anche per finalità commerciali

7. di impegnarsi perché i tribunali (e tutte le autorità svolgenti funzioni giurisdizionali) rendano accessibili ai cittadini, online e gratuitamente,i testi integrali di tutte le proprie decisioni.

8. di impegnarsi a fare in modo che il diritto d’autore sia, anche in Rete, uno strumento di promozione della creazione e circolazione dei contenuti artistici, culturali ed informativi e non solo un vincolo e un impedimento.

9. di impegnarsi a garantire che nessun contenuto di carattere informativo possa essere rimosso dallo spazio pubblico telematico o reso inaccessibile in assenza di un ordine dell’’Autorità giudiziaria.

10. di impegnarsi nell’adozione delle politiche di governo aperto che vanno diffondendosi in tutto il mondo creando straordinari benefici in termini di trasparenza ed efficienza dell’attività della pubblica amministrazione e di rafforzamento e consolidamento della democrazia.

Sono 10 punti, alcuni – e lo dico da sottoscrittori – molto forti (come i primi due), altri scontati (come il punto 6, essenziale e di fatto già in vigore per scopi commerciali – per chi non lo sapesse – con la licenza IODL 2.0 mentre non ancora applicato per la garanzia di aggiornabilità e disponibilità costante di dati). La sfida a mio avviso è proprio quella di portare la discussione sul piano della comunicazione in rete: i partiti e i candidati vogliono usare ancora la rete come grancassa, oppure  vogliono partecipare attivamente ed ottenere consulenze gratuite dai cittadini per migliorare il paese e la loro azione politica. Questo è essenziale in quanto - citando il buon Gianluigi Cogo – esserci è diverso da starci.

Nelle ultime 24 ore ho inviato tramite twitter una richiesta a tutti i profili ufficiali dei maggiori rappresentanti di partiti in corsa (in ordine inverso rispetto al tweet inviato):

Alla data di pubblicazione di questo articolo, nessun profilo ufficiale mi ha risposto. Alcuni mi hanno chiaramente detto che ho scoperto l’acqua calda, ma la domanda che dobbiamo porre ai gestori dei profili è: sanno che una mancata risposta ad una domanda pubblica fatta in rete ha lo stesso valore del non rispondere ad una domanda fatta dal pubblico durante un intervento?

E mentre scrivo parte invece la campagna di Bersani in cui si chiede di dare suggerimenti in modalità “social”, usando un hashtag specifico. Ho provato quindi a chiederlo anche tramite tale hashtag.

Chi invece ha risposto, usando l’hashtag ufficiale, sono stati Antonio Palmieri (PDL) e Mario Staderini (Radicali).

Il tweet di supporto di Antonio Palmieri (PDL)

Come si noterà Antonio Palmieri ha riscontrato molti punti condivisibili, impegnandosi ad applicarli in questa campagna. Anche questo significa supportare l’iniziativa: dieci punti per me posson bastare, ma anche meno: l’importante è applicarne il più possibile.

Che fare quindi? Il mio consiglio è di leggere i 10 punti e se vi è interesse a farne applicare almeno qualcuno in campagna elettorale, fateli leggere ai candidati della vostra città, chiedete loro cosa ne pensano anche – e soprattutto – tramite social network, in modo che sia pubblicamente chiara l’intenzione programmatica in materie delicate come la neutralità della rete e la trasparenza, ricordando che i manifesti vengono rimossi a fine elezioni mentre ciò che in rete è come i diamanti: resta per sempre…

Lascia un commento