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I social network e la rete al servizio di progetti sociali

I social network e la rete al servizio di progetti sociali
6 minuti di lettura

Nel mio primo post “Mettersi in gioco” vi ho parlato di Social Network e dei legami che si creano fra le persone, sia nel mondo reale sia online.

In particolare la rete ci offre la possibilità di entrare in contatto con persone e modi di vedere il mondo diversi da noi, e così facendo ci permette di ampliare le nostre prospettive, di osservare le cose da altri punti di vista, di mettere in discussione le nostre certezze.
Ed è sempre un bene.

Nella mia vita online, più breve di quella offline ma decisamente più movimentata, ho avuto e sfruttato al massimo tutte queste opportunità, crescendo come mai avrei potuto fare altrimenti.

Così ho pensato di “contaminare” la mia vita online con quello che faccio tutti i giorni.

Mi occupo ormai da molti anni di “progetti sociali”, cioè di elaborare percorsi per i bambini e i ragazzi, per le scuole e per le famiglie, in cui ci sia la possibilità di confrontarsi, di sperimentare e di crescere.

E vi assicuro che non è facile riuscire a sostenere i costi di questi progetti, soprattutto in un momento storico dove la parola d’ordine, oltre a “crisi”, è “tagli”.

Così un giorno, per l’esattezza il 5 ottobre, ho inserito uno dei miei ultimi progetti nel sito www.produzionidalbasso.com con l’idea di proporre agli utenti di sostenerlo.

Ho scelto il progetto “Pane, amore e… fantasia” che si prefigge di analizzare le cause prevenibili del sovrappeso e dell’obesità infantile, e di elaborare un percorso formativo per i genitori di bambini della scuola dell’infanzia.
Da alcuni mesi stavo lavorando a quest’idea, insieme ad una bravissima pedagogista clinica, Laura Bandelloni che, proprio a sottolineare questa mia tesi, avevo conosciuto tramite Facebook. Lei aveva letto di me nel web, mi aveva cercato in Facebook e dopo qualche ora era a casa mia a bere un caffè.

Piccolo aneddoto. A casa nostra ogni tanto si verifica un dialogo simile a questo:

io: “Tesoro, sta per arrivare una persona a trovarci.”
mio marito: “E chi è?”
io: “So solo che si chiama Laura”
mio marito: “Ma chi è, scusa?”
io: “Non lo so. L’ho appena conosciuta su Facebook…”
Ogni tanto rischio il divorzio, ma perlomeno non è un matrimonio noioso…

Tornando seri. Appena conosciute, Laura mi aveva impressionato con una sua frase. Mi aveva raccontato che molti pediatri della città le mandano i bambini in sovrappeso o addirittura obesi per iniziare un percorso psicoeducativo. In questi bambini lei riscontra problematiche che vanno oltre il problema del sovrappeso: isolamento, scarsa autostima, rinuncia all’attività fisica, ulteriore ricorso al cibo per superare il disagio…

E quel giorno Laura mi ha detto una frase che mi è rimasta impressa nella memoria: “Per favore, aiutami ad arrivare PRIMA”.

Così abbiamo iniziato ad elaborare un progetto e il 5 ottobre mi sono decisa.

Mi sono iscritta al sito produzionidalbasso, ho creato una breve scheda descrittiva del progetto e un link al mio sito ed ho iniziato a proporlo ai miei contatti Facebook e Twitter.

La risposta della “rete” è stata veramente inaspettata. Strabiliante. Travolgente.

Persone che avevo conosciuto solo via web hanno deciso non solo di sostenere il progetto, prenotando quote da 10 euro l’una, ma spendendosi quotidianamente scrivendo, postando, convincendo amici a fare lo stesso.

Desidero riportarvi un breve scritto di alcune fra le persone che mi hanno affiancato (ma ringrazio di cuore tutti coloro che hanno anche “solo” pubblicato il link del mio progetto)

Ho aderito al progetto “pane amore e fantasia” perché lo ritengo di estrema importanza sociale.

Un tema di cui si parla poco, e che per me riveste invece un’importanza notevole per i nostri figli, sia per la crescita che per la socializzazione complessiva.
E l’ho fatto tramite il Social Network, un veicolo che dobbiamo sempre più valorizzare, soprattutto per questi temi.
Ho dato fiducia ad Alessandra, attraverso la conoscenza virtuale e le vibrazioni maturate dall’interazione con lei sul web, su Twitter, e questa è una dimostrazione di come l’arricchimento e la contribuzione alle cause sociali si può fare anche in maniera non tradizionale.
Io vivo a Milano ed ho sostenuto un progetto sociale su Treviso, e questa è la grandezza del web che abbatte distanze e pregiudizi.
Questa la mia esperienza, che auspico sia la prima di una lunga serie.
Roberto Furesi

Perché ho sostenuto il progetto Obesità Infantile 

Risolvere un problema concreto attraverso l’educazione e il coinvolgimento diretto dei genitori è molto più che correggere un errore alimentare.
È fornire la canna da pesca e insegnare a pescare. Rimane per sempre e si può insegnare ad altri.
Ecco perché ho accettato subito con entusiasmo di promuovere il progetto per farlo conoscere a tutti! Gli amici sui social network hanno aderito con simpatia e interesse. E in più usare il crowdfunding è facile! Esperienza da ripetere presto!
Elena Villa

 

Io seguo direttamente da anni le iniziative di Alessandra, per cui la mia adesione è frutto di relazioni personali.

Tramite i social media ed il crowfunding Alessandra ha potuto coinvolgere molte altre persone che, come me, ritengono che la formazione in età scolare sia fondamentale per prevenire comportamenti errati spesso poco consapevoli. Questo vale per l’alimentazione come per molti altri temi che portano alla crescita dell’individuo, già affrontati da Alessandra in altri progetti presentati sul sito www.progettieducativi.com

Alessandra è riuscita a far veicolare in rete l’entusiasmo e la rara abnegazione che contraddistinguono ogni sua iniziativa, raggiungendo persone diverse, sparse in varie zone d’Italia, ma accomunate dall’interesse per “Pane, amore e fantasia”.

Questo risultato è il frutto di molti anni di lavoro, tante delusioni ed altrettante vittorie che hanno forgiato le competenze tecniche e relazionali di Alessandra; il web ha fornito una formidabile cassa di risonanza per far conoscere queste competenze ed aggregare persone che vogliono contribuire per valorizzarle.

Chiara Visentin

Poi c’è stata una mail di una mamma di Pistoia, Antonella, che mi ha veramente commossa:

Ho due figli e sono felice per quel poco che posso di darLe una mano. Vorrei che riuscissimo tutti a costruire qualcosa di positivo per il  futuro dei nostri figli.
Grazie di cuore
Antonella

Non posso elencare tutte le decine e decine di mail che ho ricevuto a sostegno del mio progetto, e che ancora continuano ad arrivarmi.

Qui potete comunque trovare il progetto e i nomi dei sostenitori:

http://www.progettieducativi.com/pane-amore-progetto

http://www.progettieducativi.com/pane-amore

Di sicuro, tramite il web e i Social Network, ho avuto la possibilità di raggiungere in modo efficace gli obiettivi che mi ero prefissata, sia per quanto riguarda la diffusione del progetto sia per il suo finanziamento.

Ma non crediate di poter leggere la parola “lieto fine”; questa era solo la prima fase, riguardante l’elaborazione e la strutturazione.

Il passo successivo sarà rendere operativo il progetto e farlo arrivare ai genitori in modo efficace.

Quindi, preparatevi. Verrò a bussare alle vostre porte… ops, ai vostri account!

– alla prossima puntata –

Foto del profilo di Alessandra Giraldo
Referente Scuola per il Comitato Provinciale Unicef di Treviso; Membro della Commissione Provinciale per il progetto "Verso una Scuola Amica" di Unicef Italia e Miur; fondatrice e responsabile di Progetti Educativi; Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. La mia passione è scoprire insieme ai bambini e ai ragazzi nuovi percorsi di crescita e di confronto, offrendo loro spazi di peer-education e di sviluppo delle competenze.

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