Agenda Digitale / Blogger / Innovazione / Marketing / Politica / Strategia

In fondo basterebbe conversare. Quello che dipende da noi

In fondo basterebbe conversare. Quello che dipende da noi
2 minuti di lettura

Se giocherellate per più di venti minuti con un iPad, e dopo tornate sul Mac, lo sentite anche voi lo scalino?

Credo di sì. È come pedalare su una strada piana, e d’un tratto sotto le ruote l’inclinazione della carreggiata cambia, siamo alle prese con un falso piano. Ma il Mac non è facile da usare?

Domanda sbagliata. Quella giusta dovrebbe essere: quanto è vecchio?

Queste macchine non sono cambiate molto rispetto agli anni Ottanta. Abbiamo solo più RAM, dischi rigidi più capienti, schede grafiche potentissime, icone colorate… Per combinare che cosa? La vera questione alla fine è tutta qui.

Non importa cosa usi, ma cosa hai dentro le pareti craniche. Eratostene nel III secolo a.C. misura la dimensione della Terra con un bastone, e la materia grigia. Tutto quello che conta davvero non è chiuso dentro una confezione curata, in un dispositivo di vetro e metallo. Le discussioni su potenza e prestazioni mi fanno sbadigliare. Le “prove su strada” ormai le evito con cura. Non abbiamo mai avuto così tante opportunità come adesso, e per coglierle non dico tutte, ma alcune, c’è bisogno della nostra intraprendenza.

Qui iniziano i dolori.

Ho un caro amico insegnante in un liceo che è sbalordito dall’indifferenza dei ragazzi e delle ragazze. Usano Facebook come usano le assemblee di classe: per il nulla. Come se al di là del vetro della finestra non ci fosse materiale per discutere, oppure da migliorare. A questo punto il discorso su iPad, piattaforme, prestazioni del processore svanisce (o dovrebbe farlo) perché dimostra tutta la sua inconsistenza. Trent’anni fa il Mac era considerato un giocattolo, e le persone serie, quelle che col computer ci lavoravano, dovevano starne alla larga; adesso questo giudizio approssimativo si è esteso alla Rete. “Dentro” non c’è nulla di buono, ben altri sono i problemi da affrontare. Il celeberrimo benaltrismo.

A febbraio ci saranno le elezioni per rinnovare il Parlamento. Non importa come la si pensi, purché si pensi. Io la vedo come l’occasione per inoculare all’interno delle istituzioni gli anticorpi per rendere il Paese più attento a cosa la tecnologia può combinare. Non è più un ambito per smanettoni, ma è il crocevia dal quale ripartire, o dove fermarsi definitivamente. Se in questo secolo vogliamo esserci da protagonisti (come l’Italia è sempre stata), dobbiamo pretendere da chi si presenterà non grandi progetti, o risorse (tanto non ci sono, giusto?). Bensì l’impegno ad ascoltare. A conversare con una fetta di società civile che usa la Rete, la tecnologia, per costruire un Paese più sano. Ecco: conversare. Il problema non è il Palazzo, un’espressione tanto indefinita da racchiudere nel suo significato tutto e quindi niente. Bensì chi ci mandiamo. E questo dipende da noi.

 

Foto del profilo di Marco Freccero
è stato per anni Web Editor del sito ilMac.net. Ha curato per BuyDifferent numerosi libri elettronici, firmato articoli di opinione, e decine di recensioni su software e hardware dedicato alla piattaforma Mac. Vive in provincia di Savona, e quando non sviscera gli aspetti più o meno nascosti del sistema operativo di Apple, cura il suo blog personale dove non parla di Mac: http://marcofreccero.wordpress.com/

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>