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Progettare e comunicare le smart cities di domani

Progettare e comunicare le smart cities di domani
6 minuti di lettura

Alcuni giorni fa ho par­te­ci­pato all’evento #2puntosmart, orga­niz­zato nella mia città da Rovigo due­pun­to­zero. Dopo la pun­tata numero due foca­liz­zata su gio­vani e lavoro, que­sta volta si è par­lato di Smart Cities, argo­mento caldo, appro­fon­dito da cin­que inter­venti di spes­sore. Provo a sin­te­tiz­zare que­sta bella serata attra­verso alcune parole chiave, uti­liz­zate per descri­vere la città intel­li­gente di domani.

FILO­SO­FIA

Ha aperto le danze l’asso­cia­zione APE (Archi­tetti per esi­genza) incor­ni­ciando il con­cetto di Smart City all’interno di tre pila­stri: VisioneInfra­strut­tura e Piano di Comu­ni­ca­zione. Per supe­rare il con­cetto di sca­tola vuota, la città intel­li­gente deve adot­tare delle spe­ci­fi­che inno­va­zioni, che si adat­tano al tes­suto urbano e sociale del ter­ri­to­rio, sen­si­bi­liz­zare le per­sone e comu­ni­care con loro. Una con­sa­pe­vo­lezza che deve par­tire dal cit­ta­dino per il cit­ta­dino: un Civi­cen­tri­smo, che vede l’Homo Civi­cus come alter­na­tiva pos­si­bile all’Homo Oeco­no­mi­cus e all’Homo Con­su­mens. Un uomo che supera la con­di­zione di con­su­ma­tore, ingra­nag­gio pro­dut­tivo o mero elet­tore, per assu­mere a pieno titolo il ruolo del cit­ta­dino (smart peo­ple), spina dor­sale dello spa­zio urbano e dell’agenda sociale.

PRO­GET­TA­ZIONE

Nel secondo inter­vento i ragazzi di Ciclo­Stile, stu­dio d’architettura di Bolo­gna, hanno rac­con­tato la riqua­li­fi­ca­zione dell’area stra­te­gica del Bar­gel­lino (foto), nella pro­vin­cia Bolo­gnese. Un pro­getto, a cui hanno par­te­ci­pato cit­ta­dini e impren­di­tori della zona; rea­liz­zato, aggiu­di­can­dosi il primo pre­mio nel con­corso indetto dal Comune di Cal­de­rara di Reno. Dal loro inter­vento è emersa l’importanza della pro­get­ta­zione attra­verso tre livelli: infra­strut­ture, logi­stica, comunicazione. Un pro­getto legato ad un piano ope­ra­tivo com­po­sto da più fasi, tra­dotto di fatto in ser­vizi per il territorio.

LOGICA

Roberto Gaspa­retto del Gruppo Hera ha sot­to­li­neato l’importanza di una Logica 2.0 da ante­porre alla pia­ni­fi­ca­zione, ponendo l’accento sull’erogazione di ser­vizi utili e fun­zio­nali per una città e per una deter­mi­nata area urbana (Smart Area). La Smart City secondo Roberto è un sistema inte­grato che vede tutti i suoi nodi (govern­ment, eco­nomy, living, peo­ple, envi­ron­ment, mobi­lity) pro­gre­dire verso una visione sem­pli­fi­cata, fun­zio­nale, green e 2.0 di spazi e ser­vizi pub­blici. Ma Smart è anche respon­sa­bi­lità sociale d’impresa, auto elet­tri­che, sistemi evo­luti di rac­colta dif­fe­ren­ziata, appli­ca­zioni e cam­pa­gne di comu­ni­ca­zione che per­met­tano la par­te­ci­pa­zione attiva, il civic hacking, ma soprat­tutto gestione e con­trollo delle diverse inno­va­zioni apportate.

TRA­SPA­RENZA

Elena Pia­stra, in col­le­ga­mento Skipe da Set­timo Tori­nese, ha par­lato della sua espe­rienza all’interno dell’amministrazione come Asses­sore all’Innovazione spo­stando il fucus sugli Open DataLibe­rare i dati, si ma quali? Domanda dif­fi­cile a cui la gio­vane ven­tot­tenne ha rispo­sto met­tendo in rilievo il ruolo del cit­ta­dino e dei media. Attra­verso dei labo­ra­tori le per­sone hanno scelto quali dati, pri­vi­le­giando le infor­ma­zioni sul ter­ri­to­rio rispetto a quelle stret­ta­mente eco­no­mi­che. L’iniziativa è stata rac­colta e rac­con­tata con molto inte­ressa dai media. È emersa l’importanza di sen­si­bi­liz­zare i cit­ta­dini verso temi troppo “imma­te­riali”, che però deter­mi­nano e sem­pre più influen­zano le loro vite. Elena inol­tre, ha sot­to­li­neato l’importanza della fibra ottica nelle nuove case in costru­zione e la crea­zione di nuovi spazi fisici di col­la­bo­ra­zione, cowor­king, come quello rea­liz­zato nella Biblio­teca Archi­mede, che ha rac­colto una grande ade­sione nel suo paese.

PAR­TE­CI­PA­ZIONE

Nell’ultimo inter­vento il gruppo APE ha mostrato il suo pro­getto di urba­ni­stica par­te­ci­pata, “Rovigo te Destrigo”, per una Rovigo più Smart. Un piano ope­ra­tivo a più fasi che parte dai cit­ta­dini per cam­biare la città e modi­fi­care dal basso l’agenda poli­tica del pros­simo anno. Un piano su più fronti che ha visto: Le idee per la città rac­colte in que­stio­narii dise­gni per la città fatti dai bam­bini della scuola ele­men­tare e le foto della città scat­tate dai ragazzi della scuola secon­da­ria. Un gran lavoro di rac­colta, a cui farà seguito un più com­plesso lavoro di ana­lisi e inter­pre­ta­zione dei con­te­nuti pro­dotti, per deli­neare in sin­tesi alcune idee e inno­va­zioni spe­ci­fi­che per la città. Al report farà seguito la crea­zione di linee guida e l’elaborazione di un Master­plan attra­verso incon­tri e work­shop partecipativi.

COMU­NI­CA­ZIONE E PRESA DI COSCIENZA

Tutti gli inter­venti sono stati molto inte­res­santi, parte di una stessa cor­nice con­cet­tuale. Per­so­nal­mente, ho notato la forte presa di coscienza in sala verso l’aspetto comu­ni­ca­tivo. Saper rac­con­tare e appro­fon­dire le smart cities diventa fon­da­men­tale all’interno di un con­te­sto iper­con­nesso, dove l’attenzione delle per­sone è sem­pre più par­cel­liz­zata dal mul­ti­ta­sking, dif­fi­cile da cat­tu­rare e cana­liz­zare su pro­getti e obiet­tivi col­let­tivi realizzabili.

Comu­ni­care le smart cities signi­fica per­tanto farlo a priori (sui disagi, sulle idee) e a poste­riori (sulle inno­va­zioni, su cosa si è fatto); ma signi­fica anche riap­pro­priarsi delle tra­di­zioni, dello stu­dio e dell’analisi appro­fon­dita del det­ta­glio, della col­la­bo­ra­zione civile, del ruolo pub­blico del cit­ta­dino; modi­fi­cando il rap­porto di sfi­du­cia e delega a-partecipativa verso le isti­tu­zioni. Uomini e donne oggi­giorno devono sen­tirsi parte di una comu­nità attiva, che vuole far sen­tire la pro­pria voce, per sco­prire nuove idee e nuova con­sa­pe­vo­lezza a tutti i piani di una società in stallo tra pre­sente e futuro.

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Foto del profilo di Mattia Farinella
@MattiaFari su Twitter, appassionato di editoria, fumetti, letteratura, sociologia delle reti ed economia della conoscenza. Studia i mutamenti sociali, comunicativi e produttivi in relazione all’evoluzione tecnologica. Collabora con l’agenzia MarketingArena, all’interno della quale si occupa di comunicazione, analisi social media e copywriting. Cura un blog personale sulla testata giornalistica online Linkiesta.

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