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#agendamonti e il contratto per Karelias

#agendamonti e il contratto per Karelias
6 minuti di lettura

Ieri ho seguito LA conferenza stampa di Mario Monti e poi l’ho ascoltato su In 1/2h. Sono poi uscito e tornato a casa, lontano dagli sguardi torvi della famigliula, ho consultato agenda-monti. Già da ieri sera mi risuonava una canzone… come faceva…

Sulla pelle ti ho tatuata
come un crotalo per farmi ricordar

Stamattina poi inizio a leggere L’Agenda Monti:

[…] Se non si convincono gli altri Stati delle proprie ragioni, si resta con un pugno di mosche in mano. […] Le forze politiche devono fare proprio il principio secondo cui le politiche economiche (in particolare le misure volte alla crescita e quelle di politica finanziaria) di ciascuno Stato Membro dell’Unione sono una questione di interesse comune dell’Unione europea e come tali sono soggette a coordinamento, orientamento e monitoraggio da parte della stessa (pag. 2)

e questo è molto importante da tenere a mente per ogni azione e pensiero, ma poi riprende la canzone…

dell’aspide nel cuore
che mi succhia succhia la tua crudeltà

ed infatti ci sono molte cose “crudeli” che vengono previste: pareggio di bilancio, riduzione dello stock del debito pubblico, dal 2015 inizio rientro del debito fino al 60% del PIL, valorizzazione/dismissioni del patrimonio pubblico (pag.4). Inoltre, aldilà dell’ormai mitologico “rientro dei cervelli” si punta a:

[…] valorizzare la rete di italiani nel mondo, un network con potenziale inestimabile (pag. 3)

… ecco che riprende la canzone…

ora non sento più dolore
non c’è niente niente c’è più da succhiar

ed infatti a pag. 5 si parla di

L’aggiustamento fiscale compiuto quest’anno a prezzo di tanti sacrifici degli italiani ha impresso una svolta

ed in questo ci sta la misurazione della ricchezza per evitare fughe di capitali, la riforma del sistema tributario; si articola Spending Review come “migliore spesa” e non “meno spesa”, quindi una specie di tranquillizzazione a chi teme lo smontamento dello Stato Sociale.

Il passaggio consequenziale è la Pubblica Amministrazione in cui si puntano tre/ quattro caratteristiche:

  • agilità
  • efficienza
  • trasparenza
  • ottimizzazione fondi strutturali europei

se questo non solo è auspicabile ma obbligatorio, alla “sparata”

Entro i primi 100 giorni di attività del nuovo governo dovrà essere lanciata una consultazione per identificare le 100 procedure da eliminare o ridurre con priorità assoluta

scatta subito la domanda: come? Ma di queste  100 procedure da eliminare basterebbe introdurre una sola che implicherebbe la riscrittura o abrogazione della 241/90: il “principio generale di trasparenza assoluta della pubblica amministrazione, secondo il modello del Freedom of Information Act degli Stati Uniti e del Regno Unito” (pag. 6)

perché se qualcosa deve essere tolto, oltre al “maltolto”, allora è importante che

gli anni buoni che ti ho dato
niente ormai me li può fare ritornar
oltre agli occhi ti ho lasciato
una casa di tre piani e il mio divano
ma non importa che ho perduto
ora vado più leggero e senza aiuto

perché l’aiuto non passa più attraverso le sovvenzioni ma attraverso sgravi e semplificazioni riducendo il costo dell’energia, riformando la giustizia civile, decentrando la contrattazione salariale (statuto dei lavoratori?) e la nascita di nuove imprese meglio note come startup, creando (facendo emergere) un mercato dei capitali di rischio, seed capital, per le prime fasi d’impresa esplicitando, però, per “i giovani” (pag. 8).

Tutto questo perché perché

da Salonicco a Kalamata
da dieci giorni mi divora la ferrata
nella spezia della sera
dal Bosforo d’argento fino a Izmir
bevo rakja rakja vieni
a consolarmi dalla pena e dal dolor

non ci siano solo l’ebbrezza e l’abbandono a consolare, ma anche “un livello di investimenti diretti esteri vicino alla media europea”, ovvero 50 miliardi di € in più all’anno (pag. 9).

E per saper cosa fare con questi investimenti è necessario che “quelli delle startup” siano formati, istruiti e predisposti alla ricerca. Si parla di rompere la mortificazione della professione degli insegnanti e dei ricercatori. Non si parla di retribuzioni ma di investimento sulla qualità completando e rafforzando INVALSI e INDIRE  con indici di performance (pag. 10).

prenderò questa discesa
senza più fermarmi ancora dietro a te
se consumavo come cera
ora è la brace che consuma anche per me
ho un contratto per Karelias
fuma fuma l’illusione e fumo anch’io

dove l’illusione potrebbe correre sull’Agenda digitale che in 25 pagine si merita un paragrafo con generiche:

  • connessioni infrastrutturali a banda larga e ultra larga
  • smart communities/smart cities
  • approccio “open data” rendendo tutti i dati della pubblica amministrazione accessibili e scambiabili on line
  • la diffusione del “cloud computing”, la nuvola dei dati

per unire e condividere dati provenienti da più istituzioni e dell’e-­government, rafforzando gli incentivi per l’utilizzo di tecnologie digitali nei processi amministrativi per fornire servizi ai cittadini

(pag. 11) stop.

E fuma pure lo snellimento e la semplificazione della governance nel mondo dell’energia e della differenziazione dei rifiuti, abbattendo gli smaltimenti; innovando aprendo il mercato a prodotti realizzati con materiali reciclati (pag. 12), il tutto sotto il controllo di una nuova Autorizzazione unica ambientale.

Comincia a sentirsi odore di bruciato quando si accenna alla (drammatica e funesta, quanto banale) “Italia della bellezza, dell’arte e del turismo” (pag. 13) dove si parla di rafforzamento ma non c’è alcun riferimento a riscrittura del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (pag. 13-14). E se il Turismo è di fatto l’ultima grande industria rimasta in questo Paese, non si può ridurre ad un paragrafo slegando dalla costruzione di una “diversa economia sociale di mercato”; non si può scrivere genericamente di “semplificazione normativa e amministrativa” e “superamento del dualismo” (pag. 15).

Si parla poi di welfare ribadendo la centralità dello Stato Sociale e aprendo all’innovazione e alla razionalizzazione che, compiendo un salto logico, si aggancia alla revisione del Sistema Sanitario

senza 18 contrapporre sanità pubblica e sanità privata, perché ombre e luci, meriti e sprechi, esistono in entrambe. Il servizio sanitario nazionale resta una conquista da difendere e rafforzare attraverso innovazione, efficienza e professionalità

(pag. 18) riconoscendo il ruolo del volontariato.

L’impressione è che poi si scivoli via verso o il già sentito o il troppo semplice, passando dalla spoliticizzazione della Sanità e della Rai, fino a facilitazioni per “conciliare la vita privata e professionale, soprattutto delle giovani coppie” (pag. 19) senza un chiaro riferimento ad asili nido o contratti particolari per baby sitter o badanti.

La corsa prosegue tra titolo V (pag. 21) e un titolo “Mentalità vincente. Il buon metodo fa i buoni risultati” (!!!) sempre a pag. 21 che fa il paio con un altro “Meno casta, meno costi. la politica dei cittadini” dove non c’è alcun accenno a class action e si scivola via fino alla giustizia e alla lotta alle mafie.

In breve devo dire che se questa agenda deve essere una specie di contratto a cui le varie composizioni politiche possono aderire per una formazione di governo, ammetto che seppur con dei pregi, risulta troppo generica per essere sottoscritta. C’è chi ne ha fatto la comparazione tra versioni diverse e il programma di Matteo Renzi; c’è pure PierLuca che ne ha estratto la wordcloud…

ma in tutta questa vigilia di Natale 2012 in cui si attendeva qualsiasi soluzione o proposta come un punto di ristoro, ecco che si conclude anche la canzone

cala la luna e io non spero
l’illusione è lusso della gioventù
cala la luna e io non spero
l’illusione è lusso della gioventù

auguri a tutt*

 

 

 

 

 

Foto del profilo di Luca Corsato
maturato scientifico, studiando architettura mi sono appassionato alla teologia, storia dell'arte e pittura; dalla pittura sono passato al digitale e all'opensource prima per necessità poi per studio. Affascinato dalle dinamiche produttive delle comunità open mi occupo di opendata riferiti a beni culturali e artistici (o almeno ci provo) e di openknowledge (e un pizzico di wiki*)

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