DatiOpen.it: piattaforme di open data crescono

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20 dicembre, 2012
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Si chiama DatiOpen.it, ed è una nuovissima iniziativa indipendente per la diffusione ed il riuso degli open data in Italia, che permette tra l’altro a qualunque ente di poter pubblicare sul web i propri dati in modo totalmente gratuito. Sulla scia del nuovo decreto crescita 2.0 appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale e del rendez vous bolognese preparatorio all’Opendataday del prossimo 23 febbraio, l’esperienza in questione dimostra come, a basso costo, sia possibile creare piattaforme potenzialmente utili e facilmente accessibili. Lo abbiamo chiesto a uno padri fondatori, Alessandro Greco.


1. Com’è nata l’idea?

L’idea è venuta vedendo alcune lacune nel panorama nazionale dell’open data, su tutte:
- la mancanza di una piattaforma evoluta a livello nazionale, libera e capace di gestire il ciclo di vita completo del dato (caricamento, elaborazione, pubblicazione, visualizzazione ed export);
- La disomogeneità che si trova relativamente a tecnologie, politiche di pubblicazione, strumenti di ricerca, ecc.

Uno dei maggiori ostacoli che vediamo per un ente pubblico che vuole pubblicare i propri dati sta inoltre negli sforzi tecnico economici da affrontare: scegliere una piattaforma che sia realmente capace di valorizzare i propri dati, crearsi il know-how, trovare i finanziamenti necessari per sostenere il progetto, ecc. Tutto questo si traduce spesso nel fare open data semplicemente fornendo link per il download dei dati, il che provoca a nostro avviso una frattura tra l’enorme patrimonio informativo che si sta costituendo e quello che invece è efficacemente reperibile e consultabile via web.

Abbiamo quindi visto i presupposti per creare una piattaforma aperta a tutti che rendesse un pubblico servizio e che al tempo stesso permettesse alle società di creare lavoro tramite dei servizi a valore aggiunto. L’idea è stata quindi quella di mettere a disposizione della comunità, ed in particolare della P.A., strumenti che permettano di ampliare il bacino di utenza degli open data diminuendo la distanza attuale tra la domanda e l’offerta di dati aperti, agevolando una pubblicazione efficace e rendendo l’enorme patrimonio informativo che si sta costituendo accessibile facilmente al grande pubblico. Tali strumenti sono “StatPortal OpenData”, una nuova piattaforma open source, e “DatiOpen.it”, un portale web realizzato con tale tecnologia


2. Di cosa si tratta nello specifico?

DatiOpen.it è un portale nato ad agosto del 2012 che attualmente ha nel suo “catalogo” oltre 650 dei principali open data italiani, scaricabili, ben indicizzati nei principali motori di ricerca e visualizzabili on line. I principali obiettivi che si pone sono i seguenti:
- raccogliere e documentare una selezione dei migliori open data italiani.
- fornire uno strumento pronto, gratuito ed efficace agli enti pubblici e privati per la pubblicazione dei loro open data: qualsiasi ente può registrarsi e pubblicare liberamente i propri dati.
- aumentare le possibilità che il dato sia rintracciabile sul web, per mezzo di tecniche di SEO (Search engine optimization).
- permettere la visualizzazione direttamente dal portale dei dati, in tabelle, grafici e mappe.
- forte integrazione con il mondo “Social”.

DatiOpen.it è realizzato con StatPortal Open Data, una piattaforma open source interamente realizzata in Italia da Sistemi Territoriali S.r.l. che supporta anche materialmente DatiOpen.it. Nei prossimi mesi saranno rilasciati i primi portali Open Data di alcuni enti pubblici che riusano tale tecnologia, e grazie ad una caratteristica della piattaforma come la “federazione tra portali”, tutti i dati pubblicati sui singoli portali saranno automaticamente e direttamente accessibili anche da DatiOpen.it.


3. Considerando l’approvazione del decreto crescita 2.0, pensate che gli open data avranno un effettivo sviluppo?
Inevitabilmente sì, c’è una tendenza e l’opinione pubblica sta cambiando. La domanda di trasparenza pubblica e la sete di informazione a tutti i livelli cresce sempre di più. La speranza è che il “decreto crescita” possa essere un’occasione per permettere a realtà come la nostra di continuare ad investire e crescere sia come portale sia come piattaforma tecnologica; ovviamente dovremo riuscire a distinguerci dalla concorrenza anche internazionale puntando sull’innovazione e sull’offerta di servizi a valore aggiunto relativi al mondo open data per riuscire a continuare questa avventura tutta italiana.

4. Come vi ponete nei confronti dell’Opendataday del 23 febbraio? Quali miglioramenti vanno fatti?
Proprio in questi giorni stiamo valutando la possibilità di richiedere la partecipazione all’Opendataday, perché riteniamo che iniziative come queste possano non solo servire a discutere di open data ma essere anche un’ottima occasione per far conoscere di più iniziative come la nostra, in campo nazionale ed internazionale.

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