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L’identikit della start up innovativa

Start up innovative: agevolazioni, particolarità, requisiti
2 minuti di lettura

L’idea è semplice e altrettanto utile: favorire l’occupazione giovanile e lo sviluppo tecnologico, usando il primo fattore come volano per il secondo e viceversa. Per riuscirci, basterà tenere a mente il perfetto identikit della start up innovativa, una specie di vademecum di cosa, come, quando e soprattutto come queste nuove imprese agevolate possono prendere vita e, magari, anche decollare.
Vincoli
Il decreto crescita 2.0, peraltro pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri (visibile on line oggi) e in vigore dal 2 gennaio 2013, ha spinto molto su open data e start up, società di capitali anche già esistenti da non più di 4 anni, comunque non quotate, i cui soci devono essere in maggioranza persone fisiche al momento della costituzione e almeno per 2 anni. Importanti i vincoli geografici (la società deve avere il suo core businnes in Italia), economici (fatturato non superiore ai 5 milioni) e di oggetto sociale (sviluppo, produzione e commercializzazione).

Ricerca e sviluppo
Ok, ma dove alberga l’innovazione? Appunto: le start up innovative, per esser ritenute tale e godere dei benefici specifici, devono essere titolari, depositarie o licenziatarie di almeno un brevetto o un’invenzione (intesa come privativa industriale). Da qui, dall’ingegno, dipende un po’ tutto. Per rafforzare il concetto, ecco i vincoli della spesa in ricerca e sviluppo (superiore al 20% del maggiore fra costo e valore della produzione) e della tipologia dei dipendenti-collaboratori, formati per almeno il 33% da ricercatori universitari o dottorandi, siano le sedi degli Atenei in Italia o all’Estero.

Lavoro
Fisco e contributi azzerati sulle stock option a collaboratori, amministratori e dipendenti
. Retribuzione pari solamente al minimo tabellare, più eventuale parte variabile legata alla produttività, per tutti i lavoratori assunti. E più libertà sui contratti a termine. Massima flessibilità, quindi, a livello di personale, anche se l’obiettivo finale è creare maggiore e migliore lavoro. Come? Con canali privilegiati al credito d’imposta per l’occupazione di personale particolarmente qualificato, e strumenti finanziari o altri diritti ad hoc, attribuiti a dipendenti e collaboratori, che non concorrono alla formazione del reddito imponibile sia a fini fiscali che contributivi.

Agevolazioni
Oneri ridotti alla Camera di Commercio per avvio di impresa e iscrizione annuale, esenzione dalla normativa sulle società di comodo, deroghe in serie al diritto societario per quanto riguarda ripianamento perdite ed emissione di obbligazioni.

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