Computer cognitivi entro cinque anni: la rivoluzione digitale secondo IBM

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19 dicembre, 2012
ibm5in5

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Ci sono innovazioni che meritano di essere raccontate. Altre, invece, si pensa che arriveranno. Basandosi sullo stato della tecnologia, sui bisogni effettivi della collettività, su standard de facto che, in un lasso predefinito di tempo, dovrebbero statisticamente dominare il nostro universo. Ed è da qui che prende corpo la ricerca di Big Blue, riferita al settimo IBM5in5 (#ibm5in5), gioco che non è neppure troppo sfizioso ma, in un certo senso, molto più attuale delle presunte doti divinatorie dell’azienda statunitense.

Vi è mai venuto in mente come sia stato sviluppato, in origine, un semplice computer? Come ragiona, come pensa? Ecco: partendo dal presupposto che l’intelligenza artificiale esiste e noi già ne condividiamo pregi e difetti, l’idea di IBM è che, dopo aver messo in ordine il nostro mondo disordinato, ora i pc passeranno direttamente a “fare” e “sentire” ciò che solo noi umani possiamo permetterci.

In una sorta di rivoluzione cognitiva che, tempo addietro, la realtà virtuale cercò solamente di rendere fruibile,  i terminali potranno quindi, entro i prossimi cinque anni, sfruttare capacità simili a udito, tatto, olfatto, gusto e vista. Si parla quindi di “cognitive computing“, esperienze sensoriali tramite computer. Esempio classico e immediato: toccando uno schermo posso percepire lana o cotone, o magari un altro tessuto. O ancora: dispositivi capaci di riconoscere la differenza tra un piatto di pasta e un’insalata mista grazie a determinate papille gustative digitali.

Sa tanto di Internet of Things riprogrammata, anche se non è proprio la stessa identica cosa. Ricapitolando i 5 sensi umani, possiamo suddividere le previsioni di IBM in tatto, gusto, olfatto, udito e vista. E allora, detto del tocco sullo smartphone con riconoscimento “materiale”, ancor più interessante è ciò che i computer potranno riconoscere. I pixel di un’immagine verranno trasformati in significati precisi associati ad altrettante emozioni: quando guardiamo una foto, associamo sempre l’istantanea a un momento, a un luogo, a un pensiero. Tutto ciò, messo dentro alle capacità di un pc, potrà influenzare agricoltura, sanità e retail, sempre secondo IBM.

A proposito di sanità, stupefacente sarà l’avviso di malattia che il nostro smartphone ci darà semplicemente basandosi sulla ricezione di uno starnuto, o di un respiro affannato: se dentro alla nostra anidride carbonica ci sarà un bacillo o un qualsiasi virus, il nostro amico elettronico ce lo segnalerà. Impossibile? Ci vediamo (anzi ci sentiamo, ci odoriamo, ci tocchiamo e ci gustiamo) tra cinque anni…

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