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Cittadini, aziende, dati federati: il progetto Homer e la ricerca europea

L'obiettivo del progetto Homer è federare i dati aperti di tutta Europa
2 minuti di lettura

Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Sardegna. Assieme ad altri nove Paesi dell’area del Mediterraneo, per la prima volta alcune regioni italiane si stanno concretamente adoperando per la realizzazione di un concetto di open data federato. Il progetto europeo Homer è quindi in perfetta linea con quanto si svilupperà il prossimo 23 febbraio durante l’Opendataday e con tutte le indicazioni e gli spunti emersi a Bologna, nell’antipasto che gli Stati Generali dell’Innovazione hanno riservato a un argomento diventato, dopo l’approvazione definitiva del decreto crescita 2.0, di stretta attualità.

Homer, a dire il vero, va persino oltre al modello classico di open data. “Si, quelle regioni sono comunque le prime partite con portali di open data, e lo scopo del progetto all’inizio è di diffusione culturale perché il tema dell’open data è ancora di nicchia – precisa Gianluigi Cogo, Program Manager per Regione Veneto del progetto Homer  (al quale partecipano anche la capofila Piemonte, la Sardegna e l’Emilia Romagna)-. La seconda fase sarà quella di federare i vari portali in modo che una ricerca di dataset, dati liberati grezzi e disponibili, possa essere effettuata in qualsiasi regione aderente al progetto e restituisca delle risultanti che siano più complesse e corpose rispetto a quelle locali”.

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Dall’aspetto programmatico, si passa a quello semantico, la fase probabilmente più interessante del progetto Homer che mira senza mezzi termini a trovare un linguaggio comune e a far si che i cittadini, dalle caratteristiche dei dati, percepiscano quale potrebbe essere il valore per renderli competitivi anche da un punto di vista economico. L’ideale, all’interno di questa sperimentazione, è coinvolgere anche le piccole e medie imprese che sanno poco dell’open data, per fare loro capire quali vantaggi potrebbero avere. Saranno poi loro a sviluppare servizi e applicazioni”.

Dati aperti, aziende, cittadini: dentro Homer c’è tutto quel che serve per virare verso un’idea di open data concreta. “E’ un progetto giovane, che proseguirà sino al 2015 – chiude Cogo – e che potrebbe portare una nuova buona pratica a livello europeo visto che se già esiste un grande portale di open data, non esiste una federazione con tutti i portali nazionali e regionali ancora non c’è”.

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