Le competenze digitali, essenziali per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese

Scritto da:     Tags:      Data di inserimento:  13 dicembre, 2012  |  Nessun commento
13 dicembre, 2012
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Nel corso degli ultimi due anni sono stati pubblicati report e documenti molti utili e interessanti che, oltre a fare il punto sullo stato dell’arte del settore dell’economia digitale e non, hanno evidenziato come una maggiore attenzione verso la cosiddetta “agenda digitale” avrebbe una discreta ricaduta in termini di crescita, sviluppo ed occupazione. Fattore Internet e Crescita Digitale sono solo due di questi documenti.

E’ indubitabile che occorre il gioco sinergico dei tre attori in gioco: il legislatore e l’esecutivo, le aziende, il cittadino/professionista.
Chi decide le regole deve rendere più agevole investire, fare azienda, costruire prospettive. L’azienda deve saper innovare ed essere creativa. Il professionista deve essere pronto alla sfida.

Il professionista, quindi, deve sapere e poter cogliere le opportunità che il mercato gli offre. Se le aziende hanno voglia e necessità di investire devono poterlo fare al meglio, contando su competenze certe di professionisti preparati. Le grandi sfide globali non permettono più la superficialità e l’approssimazione: sono necessari i Professionisti, quelli con la P maiuscola.

In questo quadro si colloca anche lo sforzo del Gruppo Web Skills Profiles che nelle ultime settimane ha pubblicato due documenti:
il  G3 Web Skills Profiles – Generation 3 European ICT Professional Profiles che contiene la metodologia di lavoro e il G3 Web Skills Profiles Generation 3 European ICT Professional Profiles – Pubblicazione dei primi profili conformi all’European e-Competence Framework 2.0 che contiene i primi 9 profili ICT Europei conformi all’European e-Competence Framework 2.0.

I profili al momento pubblicati sono il Community Manager, il Web Project Manager, il Web Account Manager, il Frontend Web Developer, il Server Side Web Developer, il Web Content Specialist, il Digital Strategic Planner, il Web Accessibility Expert ed il Mobile Application Developer. Nei prossimi giorni saranno pubblicati altri 15 profili. Si tratta di un punto di partenza per uno standard europeo condiviso delle professionalità del Web.

E’ lontana anni luce l’era del Webmaster, figura mitologica metà uomo e metà computer, che poteva e doveva fare il tuttologo internettiano in azienda; le organizzazioni e le aziende hanno bisogno di competenze pronte a creare, sviluppare, gestire e controllare. I giovani devono capire che il loro studio non si ferma al diploma o alla laurea, ma deve essere sempre presente nella loro vita professionale con obiettivi ambizioni ma realistici.

Molte volte dico ai miei allievi, nei corsi nei quali nei sono docente, che è meglio investire in una connessione alla Rete affidabile (specialmente in mobilità) e in un libro.

Il legislatore deve fare bene, le aziende devono crescere ed investire, ma i professionisti devono essere preparati e consapevoli delle loro competenze.

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