Ci vediamo su Twitter, sara’ un piacere: breve analisi di @beppe_grillo

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  8 dicembre, 2012  |  Nessun commento
8 dicembre, 2012
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Da comico a politico, utilizzatore convinto del web, con un seguito sui social media che ben pochi colleghi riescono a vantare, Beppe Grillo è da qualche anno un personaggio molto discusso nel panorama politico del nostro Paese.
Il Movimento 5 Stelle nelle ultime elezioni amministrative ha ottenuto successi forse inaspettati, certo sintomo di una particolare situazione politica e sociale che l’Italia sta attraversando.
Se, come descritto nella mia precedente analisi dell’utilizzo di Twitter da parte dei partiti politici italiani [http://www.pionero.it/twitter-e-i-partiti-italiani-presenti-si-ma-poco-interattivi/], M5S vive un po’ di riflesso del successo sul web del suo fondatore.
La sua bio su Twitter [https://twitter.com/beppe_grillo] è provocatoria, in linea con il personaggio: “Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere”. Una comunicazione diretta e dissacrante, di denuncia e dai toni spesso accesi, che o si ama o si odia.
Proviamo a vedere come si muove @beppe_grillo su Twitter.

Un po’ di numeri
Oltre 734 mila followers, per 255 following e oltre 6600 tweets. Anche qui troviamo una certa autoreferenzialità negli account che Grillo ha deciso di seguire: la maggior parte sono gli account ufficiali dei gruppi del M5S, candidati e attivisti del Movimento. Poi, qualche account di news (CNN, BBC, Internazionale, eccetera…), di ONG e gruppi ambientalisti. Il “blog serissimo” di Spinoza e Barack Obama.
TweetStats.com ci dà un’idea più precisa di quello che accade a livello quantitativo sull’account @beppe_grillo.
Gli aggiornamenti di status si sono fatti più frequenti ad ottobre 2012 (664 tweets).

Beppe Grillo ama “twittare” nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio, tranne il lunedì sera, dove vediamo una maggiore densità di tweets.
Lo strumento utilizzato per accedere a Twitter è il web, con un uso abbastanza spinto di Twitterfeed, l’applicazione che consente di pubblicare automaticamente status presi da feed di altri siti o blog.
Beppe Grillo viene perlopiù retwittato dagli altri account M5S, riconfermando una certa autoreferenzialità nell’uso di Twitter da parte del Movimento e del suo leader.
Analizzando il mese più attivo dell’account, cioè ottobre 2012, si vede come la maggior parte dei tweets siano aggiornamenti di status “originali”, cioè scritti da Grillo, e retweets. Grandi assenti i replies, segno di un utilizzo piuttosto scarso di Twitter come strumento di confronto, a parte le conversazioni con @GiancarloCanc (Sicilia5Stelle) e @byoblu (Claudio Messora), che spesso retwittano molto.

Parola di #hashtag
L’uso degli hashtag in Twitter è fondamentale per seguire le conversazioni rispetto ad un determinato tema. Siamo in piena campagna elettorale per le politiche del 2013 e si vede. Da una rapida analisi degli hashtag utilizzati da @beppe_grillo, effettuata tramite Tweetarchivist.com, sugli ultimi 100 tweets, le parole più usate nei suoi status sono #M5S e #parlamentarie.

Anche TweetStats.com conferma quest’analisi, sebbene tralasci #parlamentarie, mettendo in evidenza i primi cinque hashtag usati da Grillo: #m5s, #m5stour, #m5ssicilia, #norimborsi, #boom5stelle.

Social-primarie: le #parlamentarie
Il 3 dicembre sono iniziate le “Parlamentarie” per scegliere i candidati del M5S. Le annuncia Beppe Grillo sul suo blog [http://www.beppegrillo.it/2012/12/le_parlamentarie.html]: elezioni online per comporre le liste elettorali  senza l’intermediazione dei partiti.
Appena conclusa la sfida Renzi-Bersani, giocatasi molto in tv, ci troviamo di fronte a un nuovo modo di affrontare il discorso “primarie”. Tra i candidati del M5S, che si presentano in Rete tramite il loro profili Facebook, Twitter e LinkedIn, si trova uno spaccato di Italia che abbraccia un po’ tutte le categorie socio-economiche; molti anche gli italiani che si candidano dall’estero.
Una scelta che sembra stonare con i recenti dibattiti televisivi per le primarie del PD, ma che sicuramente dà l’idea di una possibilità alternativa alle (costose) modalità di voto, sebbene al momento non sembra esserci una grande garanzia a livello di sicurezza e affidabilità del voto. Ma in fondo, nemmeno andare di persona a mettere una “ics” con la matita spesso garantisce la correttezza delle operazioni di voto.
Staremo a vedere se e quanto premierà la scelta del web come quasi unico canale comunicativo da parte di Grillo e del suo Movimento 5 Stelle nella corsa alle prossime elezioni.

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