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Open data e mercato: quali dati richiede l’economia? L’Istat cambia modello

Dati aperti ma di che tipo? Il modello di rilevazione cambierà perché il mercato chiede semplicità
1 minuti di lettura

L’Opendataday è innovazione ma anche speranza, obiettivi, proposte. Soprattutto è open data. Dati aperti in cerca d’autore, si potrebbe quasi sostenere. E, partendo dal principio, nel viaggio che ci porterà da qui alla terza edizione del 23 febbraio, la giornata esplorativa di mercoledì 5 dicembre a Bologna ci ha consegnato diversi spunti. Pareri e novità che ci arrivano dai protagonisti di un evento che si autoalimenta e che proprio sui tentativi dei singoli, rapportati al confronto col gruppo, permetteranno di redarre un’agenda di lavoro.

Dati, economia, lavoro. Partire dallo stato dell’arte e da quello che chiede il mercato, a livello di dati, è probabilmente il modo migliore. Cosa manca, oggi, per passare dall’esposizione del dato al valore del dato come servizio applicativo?Possiamo dire con certezza che le cose attorno a noi stanno cambiando – è il parere di Vincenzo Patruno dell’Istat -. C’è una grossa attenzione sui dati e gli abituali utilizzatori del dato, nel passato prevalentemente istituzioni e mondo accademico, non sono più da sole. Ci sono nuovi interlocutori: reti, giornalisti, communities, associazioni. Abbiamo una platea molto vasta che ritiene i dati“.

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La possibilità di condividere dati utili quindi esiste. Ma quale tipo di dati richiede la platea? “Sicuramente non preconfezionati ma da elaborare, e rilasciati a livelli di dettaglio molto spinti. Su questo l’Istat e gli altri produttori ufficiali di statistiche si stanno attrezzando perché avere nuovi interlocutori significa cambiare il modello di diffusione di dati – continua Patruno -. L’occhio è rivolto alla rete, agli utilizzatori che hanno bisogno di semplicità di utilizzo dei dati stessi: il passaggio in corso è dalla diffusione di dati attraverso il web a quella attraverso i servizi. L’Istat ha già avviato questa operazione e i risultati li vedremo a breve“.

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