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Social media strategy

Social media strategy
2 minuti di lettura

Il mese scorso incontrai Mauro Lupi a H-Farm durante la presentazione della task force di Passera sulle startup. Ci perdemmo a discutere sui tanti ‘dubbi e perchè’, relativi sia alle organizzazioni (pubbliche e private) che ai professionisti, tutti soggetti attivi dell’economia che ancora non riescono a capire i vantaggi indotti da un buon uso e da un corretto presidio dei social media.
Mauro, oggi, pubblica sul suo blog alcune raccomandazioni di fine anno sul tema, che anche noi di Pionero condividiamo.

  1. Cercate di far gestire i canali sui social media dalle persone dell’azienda. Fatevi pure aiutare da consulenti competenti, ma ponetevi sempre l’obiettivo di coordinare direttamente quelli che sono dei punti di contatto col mondo esterno.
  2. Se i vostri dipendenti hanno ancora bloccato l’accesso ai social media, questo è l’anno in cui questa barriera dovrà cadere. Se non vi fidate di loro, pensate quanto loro possano fidarsi dell’azienda per cui lavorano.
  3. Lasciate stare i guru. E lo dice uno di oltre 50 anni che si definisce “esperto”. I guru sono quelli che pontificano, che passano tonnellate di tempo sui social media e ti chiedi quando lavorino. Gli esperti invece possono servire, specie quando trasferiscono competenze e valore tangibili.
  4. I social media devono far capo al marketing: non sono un mero strumento di comunicazione o di PR. Nel contempo va considerato sempre l’effetto che  producono su altri dipartimenti: customer care, vendite, human resources, ecc. Spesso i social media mettono alla luce del sole se siete davvero un’azienda integrata (o meno).
  5. Se avete un dipartimento legal non troppo antiquato, condividete anche con loro la vostra strategia sui social media e fatevi aiutare a predisporre una buona social media policy.
  6. La classica scusa rispetto al non impiego dei social media è “non ho tempo”. La realtà è che non si dedica tempo a voler capire i social media, perché alla fine sono un canale di comunicazione decisamente poco complicato. Certo, se poi si trovasse un po’ di tempo per usarli davvero, se ne scoprirebbero pure i numerosi vantaggi.
  7. Fatevi un favore e smettetela di arrovellarvi sul ritorno sull’investimento (ROI). A meno che dimostriate che state già misurando il ritorno investimento dell’uso che fate in azienda dell’email o del telefono. I social media sono in prima battuta un ulteriore (e necessario) strumento di relazione con l’esterno.
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Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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