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Cloud, mobile e social per risollevare il mercato del lavoro ICT

Il lavoro nel mercato ICT è in stallo ma con cloud e mobile si può risalire
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Mentre in Senato, all’ordine del giorno, si continua a discutere di un agenda digitale purtroppo monca, e priva di alfabetizzazione digitale, commercio elettronico, fibra dei cittadini, con vantaggi per le startup innovative e gli incentivi alla crescita praticamente azzerati, la speranza di chi crede davvero nell’ICT e nell’economia digitale poggia su cloud computing, mobile e social network.

Pur nell’ambito di una recessione che, anche per il mercato del lavoro di settore, butta fuori dati allarmanti, la speranza di trovare nuovi orizzonti legati a tariffe più basse, utilizzo di sistemi alternativi e soprattutto forieri di risparmi, sbocchi occupazionali legati ai social network già esistenti e a quelli che continuano a nascere, molti su tema specifici come ad esempio Crank-Up, il nuovo social network sportivo italiano che vuol dare la possibilità a tutti gli appassionati di oltre 640 discipline sportive di trovarsi in rete, svincolati dalle solite amicizie, e poter, in qualunque momento, in qualunque località, trovare una o più persone con cui allenarsi nel proprio sport.

L’esempio è solo un’istantanea di una situazione complessa ma che solo l’innovazione consapevole può, forse, contribuire a migliorare: in realtà i 612.000 addetti ICT contati al primo semestre 2012 sono in stallo rispetto al 2011, con le retribuzioni che crescono meno dell’inflazione (-2.8% nei primi 6 mesi del 2012) e anche le tariffe professionali in calo, seppur molto minore rispetto altri settori (-1.5% contro il -2.6% dello stesso periodo 2011).

Aldilà della proposta – interessante – di Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti, e Roberto Sambuco, capo del dipartimento Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico, secondo i quali bisognerebbe istituire un ministro per l’agenda digitale ad hoc (senza portafoglio) – anche se poi resta sempre il problema di volerla fare, questa agenda -, pare che anche le principali aziende utenti (A2A, Cemat, Fiat, La Rinascente, Sea, Seat Pagine Gialle), riunitesi in una tavola rotonda ad hoc, concordino su un punto focale.

E cioè che c’è la necessità di una ICT focalizzata sui processi, capace di puntare appunto su mobile, cloud, open data, e che riesca a valorizzare le competenze legate alle soft skills, non solo quelle tecniche.

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