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Finalmente in Europa il Nintendo “Wii U”

Finalmente in Europa il Nintendo “Wii U”
2 minuti di lettura

L’ingresso sul mercato europeo delle nuove creazioni di storiche case videoludiche come Nintendo o Sony rappresenta oramai  un vero e proprio evento di carattere culturale, interessando aspetti che vanno ben oltre le dinamiche commerciali.

Lo scorso 30 novembre è finalmente arrivato il giorno del debutto europeo della nuova console casalinga di casa Nintendo. Il Nintendo “Wii U” (o, per qualcun altro, “la” Wii U: sul genere maschile o femminile della console si dibatte in rete oramai da anni) sbarca nei negozi per risollevare le sorti della nota casa di produzione giapponese che, nonostante i fasti della precedente console (si stima che, ad aprile 2012, siano state vendute un totale di 95 milioni di Wii in tutto il mondo), sta soffrendo oltre ogni aspettativa l’ingresso di smartphone e tablet nel mercato gaming.

La nuova console apre l’ottava generazione di videogiochi casalinghi, sebbene le specifiche tecniche (ancora non diffuse ufficialmente, ma apparentemente poco innovative rispetto la concorrenza già sul mercato da diversi anni) lascino presagire che, ancora una volta, piuttosto che alla grafica Nintendo miri a introdurre un gameplay innovativo ponendo al centro coinvolgimento del giocatore e caratterizzazione dei personaggi. Si muove in questo senso l’introduzione forse più evidente della console ,ossia il Wii U Pro Controller: un controller tablet dotato di schermo touch che apre le porte a diversi utilizzi e possibilità di ibridazione tra esperienze di gioco diverse.

I titoli disponibili al momento del lancio sono 24, tra cui non può mancare l’atteso nuovo capitolo della infinita (per fortuna) saga di Super Mario.

Il lancio della nuova console Nintendo arriva in un momento in cui il mercato dei videogiochi sta attraversando una profonda fase di trasformazione, non soltanto per ragioni economiche.

Sono diversi i fattori innovativi che hanno sradicato le vecchie abitudini: il sistema di distribuzione del software, che attraverso gli store e i market online sta aggirando i normali canali di distribuzione con ricadute immediate soprattutto in termini di disponibilità immediata dei titoli, prezzi al pubblico e ricavi; la diffusione, agevolata dalle possibilità di integrazione coi Social Network, del Cloud gaming, che sfruttando le caratteristiche tipiche della “nuvola” permette l’accesso a giochi sempre nuovi indipendentemente dalle caratteristiche tecniche dei device da cui si gioca (a patto di avere una connessione ad Internet disponibile).

Un ulteriore e forse ancora più profondo motivo di riflessione viene però dalle nuove abitudini dei consumatori. Se è vero, infatti, che i più costosi device mobili consentono l’accesso a migliaia di applicazioni e giochi a costi ridotti rispetto al passato, è sicuramente evidente come dal punto di vista “qualitativo” questo processo porti delle conseguenze: aumentano a dismisura i casual game, adatti a partite rapide di pochi minuti, e la longevità dei titoli per mobile è ancora una delle note dolenti dell’offerta attuale.

Consapevole di questo scenario Nintendo ha dotato la nuova macchina di un sistema di connessione alla rete per navigare, noleggiare film e contenuti multimediali, scaricare nuovi e vecchi giochi dal proprio store.  Introdotto, infine, Miiverse, una vera community online che riunisce in rete i giocatori di tutto il mondo.

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Foto del profilo di Lorenzo Orlando
Laureato in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l'Università Sapienza di Roma, dal 2008 collabora col Cattid nell'ambito delle attività del gruppo di ricerca Logos, per il quale partecipa a diversi progetti sui temi dell'e-Government, dell'e-Inclusion, dell'e-Partecipation, dell'Open Data. È membro fondatore dell'associazione "Stati Generali dell'Innovazione".

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