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Dalla teoria alla pratica

Dalla teoria alla pratica
3 minuti di lettura

Al netto delle profezie Maya, questo fine 2012 sembra essere davvero un periodo cruciale per l’Open Government e, se il mondo non finirà il 21 Dicembre, forse si può ipotizzare un futuro migliore, più trasparente e più democratico.

Le primarie del centro sinistra (e speriamo anche del centro destra) rappresentano un momento di partecipazione molto importante. Un riavvicinamento alla ‘cosa di tutti’, ovvero alla Politica con la P maiuscola e a quel senso dello stato ben rappresentato dall’aforisma di Kennedy.

Kennedyaforisma

La scorsa settimana molti soggetti europei sui son trovati a discutere di PSI (Public Sector Information) e di Open Data in quel di Bologna, dove in occasione dei lavori del progetto Homer si è tenuta anche la conferenza stampa di lancio.

Val la pena ascoltare le parole dell’Assessore Peri che ben sottolinea il concetto di ‘diritto all’informazione e all’accesso‘ diretta emanazione della direttiva europea PSI e riferito a quella casa di vetro che  deve diventare ogni Pubblica Amministrazione.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=DaobB-M6pcU?rel=0]
E’ iniziato dunque il lento cammino che porterà gli Open Data a diventare ‘servizio’ e non semplice ‘oggetto’. Purtroppo, in questi ultimi anni di evangelismo sul modello di dati aperti si è trascurato il modello di sviluppo, ovvero la modalità con la quale gli Open Data possono diventare valore.

Troppo spesso ci si è concentrati sull’apertura a prescindere, senza pensare al reale valore che deve venire da un confronto con aziende e cittadini (meglio se rappresentati dalle ONG).

Non ha più senso liberare i dati se pochi sanno cosa farsene, e spesso si corre il rischio di far gravare sui cittadini un ulteriore costo senza valutare l’utilità.

Di questo e di altro si inizierà a discutere anche a Bologna il giorno 5 Dicembre, durante il primo http://opendataday.it/ dove, si cercherà di ‘censire le esperienze, identificare le best practices al fine di supportare gli obiettivi di interoperabilità semantica individuati dalle linee guida dell’SPC per promuovere il passaggio dall’Open Data al Linked Open Data nella Pubblica Amministrazione‘. E non è cosa di poco conto per passare dalle parole ai fatti.

L’importanza dell’incontro potrebbe finalmente mettere in chiaro anche le proposte di chi Open Data lo fa davvero nella pratica, evidenziando le problematiche di gestione che, troppo spesso, negli incontri persuasivi e di suggestione, non vengono trattate.

Il coinvolgimento dei cittadini, delle aziende e delle ONG sarà anche al centro del 3° meeting  dell’Open Government Partnership che si terrà a Roma lunedì prossimo con particolare enfasi sul tema: ‘”Trasparenza, partecipazione e collaborazione: la PA si apre al dialogo”.

In quell’occasione, grazie anche alla presenza dei rappresentanti del Cabinet Office del Regno Unito – attualmente co-presidente dell’Open Government Partnership si affronteranno le tre macro dimensioni dell’Open Government:

  • trasparenza: la PA dà l’accesso alle informazioni, migliora l’accountability per contrastare la corruzione e le inefficienze e crea opportunità di crescita;
  • partecipazione: la PA dialoga con la società civile generando politiche pubbliche informate e efficienti e processi decisionali condivisi;
  • collaborazione: la cooperazione tra PA, cittadini imprese e organizzazione della società civile per creare nuovi Servizi e condividere le politiche pubbliche

Ed è proprio sulla cooperazione e sul tema del co-design che, secondo me, si giocherà la sfida di un governo partecipato e di un maggior coinvolgimento delle persone.

A tal proposito segnalo un elaborato in forma di slide che ho preparato in occasione di un seminario presso Digital Academia. La mia suggestione parte dalle forme pratiche di Civic Hacking passando per l’estremismo dell’Urban Hacking per approdare a un vero governo condiviso attraverso quella vera e propria bibbia che sono i Design Principles dell’UK!

Enjoy
[slideshare id=15454462&doc=dalcivichackingalco-design-121202144015-phpapp02]

Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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