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l’insostenibile leggerezza dell’essere smart*: il caso Imob

l’insostenibile leggerezza dell’essere smart*: il caso Imob
2 minuti di lettura

Nel pomeriggio un amico segnala al “garage” #opendatavenezia la presentazione di

un altro significativo e importante passo avanti nell’utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare la vita degli utenti, che eviteranno code e perdite di tempo, e dell’azienda, che avrà una diminuzione dei costi di esercizio”

di che cosa si tratta? cito dal comunicato stampa:

“[…] un apposito lettore collegato al computer (uno “smart reader” acquistabile in internet o nei negozi di elettronica specializzati) e che fungerà da chiave d’accesso.”

Quindi l’oggetto presentato come smart non è altro che un lettore al quale appoggiare/infilare la tessera Imob, collegarlo con un cavo ad un pc desktop e connetterlo al portale dell’Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano meglio nota come ACTV.

Nessuno ha notato il paradosso di un oggetto fatto per la mobilità, che richiede una postazione fissa per essere abilitato dall’utente?

Dal momento che sono i turisti il numero più consistente di presenze in Città e quelli che potenzialmente sono più propensi a spendere, nessuno si è chiesto: quanti turisti acquisteranno la “CaricamImob” per acquistare i biglietti? .

In sostanza, quindi, il CaricamImob” è l’ennesima digitalizzazione del presente: l’acquisto del lettore per gli utenti, e la spesa di 200 smart reader da parte di ACTV da distribuire nei luoghi pubblici, servono per ovviare all’incredibile processo che bisogna fare per acquistare online un abbonamento.

Dove sia lo smart è molto difficile da scovare. L’Imob è una tessera dotata di un sistema rfid con tecnologia mifare (chip on paper), lo stesso che viene impiegato per la tracciatura delle merci nella logistica. Il sistema entra in sperimentazione del 2007 e diventa definitivo nel 2008: esso usa un sistema di validatrici e di lettori sempre rfid per essere validato e verificato dai controllori. Recentemente la stessa tessera verrà usata come Carta Unica per accedere ai servizi del Comune di Venezia.

Tutto questo serve? Ancora per poco perché la tecnologia NFC derivata dall’evoluzione rfid consente di usare gli stessi smartphone come supporto alla bigliettazione elettronica. A Milano stanno sperimentando proprio questo sistema.

A Venezia, invece, inserire l’uso di un lettore per acquistare servizi potrebbe essere un colpo letale all’implementazione dei servizi stessi; siano essi legati al turismo o alla cittadinanza.

Credere di poter “imporre” ai propri Cittadini l’uso di tecnologie che non siano legate agli smartphone significa opporsi all’evoluzione. Dico questo perché in pochi minuti mi sono arrivate almeno due segnalazioni da amici (non cracker, ma persone che lavorano con la tecnologia e sviluppano soluzioni utili) per crackare i biglietti caricati. Il paradosso è che il lettore facilita l’operazione perché permette un’interrogazione più diretta della tessera!

La morale della storia è che non sono le tecnologie a dover essere smart ma sono le persone che scelgono la tecnologia a dover saper acquistare e studiare le evoluzioni degli scenari.

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Foto del profilo di Luca Corsato
maturato scientifico, studiando architettura mi sono appassionato alla teologia, storia dell'arte e pittura; dalla pittura sono passato al digitale e all'opensource prima per necessità poi per studio. Affascinato dalle dinamiche produttive delle comunità open mi occupo di opendata riferiti a beni culturali e artistici (o almeno ci provo) e di openknowledge (e un pizzico di wiki*)

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